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Quali sono gli allenatori più giovani, e interessanti, d’Europa

Quali sono gli allenatori più giovani d’Europa? La classifica la comanda Nagelsmann, ma attorno a lui sta crescendo un sottobosco di profili interessanti

La stagione europea volge al termine e, come in passato, anche quest’anno diversi allenatori giovani si sono messi in mostra per le loro capacità. C’è chi ha vinto qualche trofeo, chi no, ma in generale la nuova scuola sembra molto promettente. Tutti, ovviamente, vengono dietro a Julian Nagelsmann, vero e proprio talento della panchina: a 32 anni – è un classe 1987 – il tedesco ha già diretto con ottimi risultati Hoffenheim e Lipsia, raggiungendo di recente anche la finale di Coppa di Germania.

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Nagelsmann ha un futuro assicurato ed è sicuramente il nome di spicco tra gli allenatori più giovani d’Europa. E, proprio per questo, il Bayern Monaco ha deciso di affidarsi a lui in vista delle prossime stagioni: l’annuncio è arrivato già qualche settimana fa, con la società bavarese che – dopo aver salutato Hansi Flick – ha deciso di dare un segnale fortissimo rispetto a quelle che saranno le strategie future del club.

allenatori portoghesi
Fonte: Instagram @rubenamorimofficial

Non solo Nagelsmann: gli allenatori più giovani d’Europa

Tra gli allenatori più giovani d’Europa c’è chi è più famoso e chi meno. Della prima categoria fa parte Ruben Amorim, 35 anni e fresco campione di Portogallo con lo Sporting, portato al successo dopo 19 anni di astinenza totale. Amorim è il personaggio di spicco di una new wave portoghese che conta anche sul suo successore al Braga, Custodio – di un anno più vecchio – e Julio Velazquez, di nazionalità spagnola ma, dopo aver fallito all’Udinese, rimessosi in gioco al Vitoria Setubal – formazione di Liga Nos portoghese.

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A proposito di vecchie conoscenze italiane, dopo l’avventura in chiaroscuro allo Schalke 04, Domenico Tedesco – 34 anni, nato in Calabria da genitori poi emigrati in Germania – sta ottenendo buoni risultati alla guida dello Spartak Mosca, in Russia, dove ha fatto una grande stagione anche Mumad Musaev, architetto del miracolo Krasnodar.

Guardiola Arteta City
Fonte immagine: profilo Ig @Arteta

Arteta e la scuola spagnola

Tra gli allenatori più giovani d’Europa figurano anche alcuni spagnoli dal futuro assicurato. Uno è Arteta (38), ex vice di Guardiola al Manchester City, da quasi due stagioni all’Arsenal: nonostante la stagione deludente con i Gunners, l’ex centrocampista dell’Everton ha qualità non comuni che, si spera, il tempo aiuterà a far sbocciare.

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Poi c’è Diego Martinez (39), la pietra angolare del Granada, capace – in tre anni – di portare gli andalusi in Liga, poi in Europa e, quest’anno, condurre la nave in porto per una salvezza tranquilla. Il prossimo anno potrebbe cambiare squadra alla pari di Gonzalo Garcia (36), suo connazionale e attuale allenatore del Twente, in Eredivisie.

Le new entry

Con la stessa età di Nagelsmann, Sjors Ultee (32) quest’anno ha salvato in carrozza il Fortuna Sittard, una delle squadre con il monte ingaggi più basso della massima divisione olandese. Classe 1987 e originario di Utrecht, Ultee ha un solo anno in meno di Vincent Kompany (33), ex stella del City oggi allenatore – non senza qualche difficoltà – dell’Anderlecht.

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Sempre in Belgio allena anche Hannes Wolf, 38 anni, manager del Genk che attualmente si gioca il titolo con il Bruges nella seconda fase di Jupiler League. Wolf viene considerato uno dei profili emergenti dell’Europa centrale, alla pari di Florian Kohfeldt (37, allenatore del Werder Brema) e Danny Buijs (38), tecnico del Groningen. La panoramica degli allenatori più giovani d’Europa si chiude con una tappa in Belgio, dove allena Luka Elsner: alla guida del Kortrijk, lo sloveno si è rilanciato dopo la discreta esperienza all’Amiens.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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