Ajax, una macchina da gol: statistiche da record per i Lancieri

L’Ajax ha cominciato alla grande una stagione che, almeno in patria, è destinata a dominare: ecco alcune statistiche sui Lancieri

Dopo sei giornate l’Ajax guida saldamente l’Eredivisie, ancora imbattuto e girando su statistiche impressionanti. Il cammino dei Lancieri, fino a oggi, è stato quasi perfetto: dopo la vittoria all’esordio contro il NEC è arrivato il pari di Enschede col Twente, prima di un filotto netto impressionante, per risultati e numeri.

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Nelle ultime tre settimane, infatti, l’Ajax ha infilato quattro vittorie consecutive, letteralmente rullando gli avversari. Per informazioni chiedere al Cambuur, distrutto per 9-0 in un match senza storia giocato alla Johan Cruijff Arena.

Ajax, una macchina da gol

Nelle prime sei giornate di campionato l’Ajax segnato la bellezza di 27 gol, la miglior partenza da tempo immemore per quanto riguarda l’Eredivisie, nonché un inizio top se si considerano tutte le federazione che, assieme all’Olanda, attualmente compongono la top ten del ranking UEFA.

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Oltre al 9-0 al Cambuur, la squadra allenata da Erik ten Hag ha collezionato tre 5-0, segno di un dominio particolarmente rimarcato che, anche quest’anno, non permetterà alla concorrenza di impensierire troppo Sebastien Haller e compagni.

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Un altro dato interessante riguarda il numero dei calciatori mandati in rete, ben 14, distribuiti quasi equamente tra tutti i reparti. Il capocannoniere della squadra al momento è Sebastien Haller, fresco di quaterna anche in Europa League – dove l’Ajax è partito bene con il 5-1 allo Sporting, a proposito di goleade -, seguito da Dusan Tadic con 4 e la coppia composta da Berghuis e Neres ferma a 2.

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Fonte: @erik_ten_hag_official
(Instagram)

La creatura di ten Hag

Dopo le difficoltà passate durante le scorse stagioni, dovute in primis alla partenza di tanti pezzi pregiati che, nel 2018, avevano contribuito a portare la squadra a un passo dalla finale di Champions League, il club ha rinnovato la fiducia a ten Hag e dato il via a una semirivoluzione improntata su due strategie parallele.

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Da una parte infatti sono stati portati in prima squadra diversi elementi del settore giovanile – da Rensch a Schuurs, passando per Timber e l’arcinoto Gravenberch -; dall’altra invece sono stati intensificati i rapporti con il Sudamerica, in particolar modo Brasile e Argentina.

Il resto lo ha fatto lo stesso ten Hag, che tatticamente – per adattare al meglio uno tra Klaassen e Gravenberch – ha cucito attorno all’Ajax un 4-2-1-3 che esalta centrocampisti ed esterni, ma che inizialmente ha fatto storcere il muso ai puristi del 4-3-3.

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Questione di idee, di strade ancora da esplorare in un calcio che non è fatto per le realtà come l’Ajax, costrette a lavorare in prospettiva per rimanere competitive in mezzo a sceicchi e magnati del petrolio. Una squadra divertente che ha sempre segnato tanto, ma quest’anno più che mai. E quindi una mina vagante, non solo in campionato.

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