Congelati tutti i beni di Abramovich: cosa succede al Chelsea?

Altri guai per il Chelsea: il governo britannico ha congelato tutti i beni di Roma Abramovich per le sanzioni contro la Russia. Cosa succede ora al club?

Continuano a farsi sentire le conseguenze nel mondo del calcio delle sanzioni contro la Russia: il governo britannico ha infatti appena disposto il congelamento dei beni del noto oligarca Roman Abramovich nel Regno Unito, il che comprende anche la sua squadra di calcio, il Chelsea.

Nei giorni scorsi, fiutando questa situazione, Abramovich aveva tentato di mettere al sicuro il club, prima prendendone formalmente le distanze con un ambiguo comunicato, in cui diceva di volerne affidare “l’amministrazione e la cura” a dei trustee, e poi ha dovuto arrivare ad annunciare la volontà di cedere la società.

Cosa succede ora al Chelsea

Cessione che, però, non si è ancora verificata né sono emerse validi acquirenti per i Blues, che quindi sono ancora ufficialmente nelle mani del miliardario russo. E lo resteranno ancora per un po’, date le misure appena prese dal governo britannico: il congelamento dei beni, infatti, impedisce di portare avanti qualsiasi trattativa di vendita della società.

Quello che è certo è che il Chelsea continuerà a prendere parte alle competizioni nazionali e internazionali – come la Champions League, di cui è il campione in carica – grazie a una licenza speciale. I Blues, però, avranno altre pesanti limitazioni, che resteranno in vigore fino a che la situazione in Ucraina non si sbloccherà.

Le nuove disposizioni governative impediranno al club, ad esempio, di portare avanti operazioni commerciali di qualsiasi tipo. Il che significa che non potranno essere venduti i materiali del merchandising, ma nemmeno nuovi biglietti: d’ora in avanti, allo stadio potranno andare solo i tifosi con biglietti già acquistati in precedenza o in possesso di un abbonamento.

In aggiunta, com’è facile dedurre a questo punto, il Chelsea non potrà nemmeno condurre operazioni di mercato: nessun acquisto, nessuna cessione e nessun rinnovo di contratto. Il che rappresenta un problema per chi voleva acquistare qualche giocatore dei Blues (ad esempio, la Juventus era interessata a Jorginho, il cui contratto scade solo nel 2023), ma anche per la stessa società, che non potrà rinforzarsi e tantomeno cercare di trattenere i giocatori in scadenza di contratto: Antonio Rudiger, Andreas Christensen e Cesar Azpilicueta sembano ora destinati a lasciare Stamford Bridge in estate.

Tutto ciò avrà sicuramente conseguenze tecniche e anche economiche sulla società, rendendo ancora più difficile ad Abramovich cedere il Chelsea a un buon prezzo (nei giorni scorsi si parlava di richieste tra i 3 e i 4 miliardi di euro), una volta che le sanzioni saranno state rimosse.

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