Tommaso Mancini, la discussa promessa della Juve che studia Baggio e Ibra

Si chiama Tommaso Mancini ed è il nuovo nome d’oro delle giovanili della Juventus. dov’è approdato in estate con un trasferimento che ha fatto scalpore.

È un bel momento per il settore giovanile bianconero, a dispetto del rendimento ancora poco convincente della prima squadra: dopo che già nel finale della scorsa stagione Miretti ha iniziato a prendersi spazi nella rosa di Allegri, e che in questa annata è toccato a Soulé e Iling-Junior mettersi in mostra, c’è già un nuovo nome in rampa di lancio.

Si tratta di Tommaso Mancini, stella della squadra allenata da Paolo Montero e reduce da una doppietta rifilata al Cesena sabato scorso, che ha portato a quota 5 gol stagionali il suo bottino, in un attacco che vede anche altre promesse come Nicolò Turco e Kenan Yildiz. Se volete vederlo giocare, oggi potreste averne l’occasione con la sfida al PSG in Youth League, ma intanto proviamo a raccontare un po’ che tipo di giocatore è.

Tommaso Mancini, alla Juventus tra Roberto Baggio e il caso commissioni

Nato a Vicenza il 23 luglio 2004, Tommaso Mancini è cresciuto nel club veneto, esordendo in prima squadra a soli 16 anni, come il mitico Roberto Baggio: tra Serie B e Coppa Italia, nelle scorse due stagioni ha messo insieme ben 15 presenze tra i professionisti, con una media superiore alla mezz’ora a partita.

La sua carriera a Vicenza è stata segnata dalla coraggiosa decisione di firmare come professionista per la prima squadra ancora minorenne, rifiutando la corte del Liverpool di Jurgen Klopp. Ma nella scorsa estate ha destato grande scandalo la sua decisione di passare alla Juventus per 2 milioni di euro: il giovane attaccante ha infatti rifiutato la corte del Milan, che pure offriva di più al Vicenza, accettando il passaggio in bianconero dopo che, secondo La Repubblica, il club piemontese aveva deciso di accordare una ricca commissione da 2 milioni al padre del giocatore, che ne cura gli affari.

 

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Tommaso Mancini: ruolo e caratteristiche

Nel ritratto pubblicato ieri sulla Gazzetta dello Sport, si paragona il nuovo baby talento della Juve a Baggio per la sua provenienza e precocità, ma in verità Mancini è molto diverso come giocatore dal Divin Codino. Centravanti da 190 centimetri d’altezza, è una punta che fa valere innanzitutto la sua fisicità e risulta molto portato a livello realizzativo.

Spesso gli osservatori lo hanno paragonato per la verità a Zlatan Ibrahimovic, perché a dispetto della sua imponente struttura fisica ha una buonissima tecnica, che emerge sia nell’abilità con le conclusioni in acrobazia sia nel controllo di palla negli spazi stretti.

La Juventus ha investito molto su di lui, ed è quindi facile immaginare che a breve potremmo vederlo esordire anche in prima squadra. Con le sue caratteristiche, Tommasso Mancini potrebbe infatti rivelarsi una valida alternativa all’attacco di Allegri, che sfrutta molto punte di grande fisicità ma anche brave coi piedi: visto il buon rendimento di Milik accanto a Vlahovic, il ragazzo delle giovanili bianconere potrebbe in futuro disimpegnarsi nella stessa situazione.