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Superlega, il Guardian rivela lo statuto della competizione

Superlega, il Guardian rivela un documento nascosto che giustifica la creazione della competizione.

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Il Guardian ha rivelato lo statuto della nuova Superlega, trovando una strega nel codice sorgente del nuovo sito. Secondo tale documento, l’intento della nuova competizione è quello di dare ai tifosi ciò che vogliono, e vengono affrontati diversi argomenti che stanno dominando il dibattito pubblico.

Superlega, il documento del Guardian

Sono diversi i punti affrontato dal documento trovato dal Guardian sul sito della Superlega. Si parte naturalmente dalla motivazione che ha portato a tale decisione: la crisi economica: “Il valore dei diritti dei media live è stagnante o in calo poiché alcune delle nostre competizioni non riescono a soddisfare le esigenze dei fan e le nuove generazioni cercano intrattenimento in modi che non esistevano 10 anni fa”. Insomma le squadre della Superlega non ritengono più adeguatamente attraenti le competizioni tradizionali. Il mirino è naturalmente sulla Champions, colpevole di non garantire un adeguato grado di spettacolo.

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Poi, viene affrontato anche il tema legato alla pandemia: “Le debolezze nelle fondamenta del calcio sono note da molti anni, Covid ha semplicemente esposto la loro gravità e nessuno degli stakeholder del gioco ha trovato una soluzione. La stagnazione non è più un’opzione”.

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“Il nostro obiettivo è offrire ai tifosi il miglior calcio possibile fornendo al contempo l’accesso ai club qualificati per garantire la vivacità della competizione e mantenere un forte impegno per il principio del merito sportivo”: qui arriva uno dei temi maggiormente dibattuti, quello del merito sportivo.

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Infine arrivano dei commenti anche sull’implementazione tecnologica che porterà la competizione: “La struttura di proprietà e governance della Superlega è progettata per permetterci di adottare e incorporare rapidamente nuove idee. Che si tratti di cambiamenti nei formati di distribuzione delle partite dal vivo, nell’implementazione di regole potenziate dalla tecnologia o nello sviluppo dei giocatori, non possiamo più fare affidamento su organismi esterni per guidare il progresso in queste aree”.

Danilo Budite
Danilo Budite
Romano, classe '95. Amo il calcio, soprattutto raccontarlo. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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