Superlega, il Guardian rivela lo statuto della competizione

Superlega, il Guardian rivela un documento nascosto che giustifica la creazione della competizione.

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Il Guardian ha rivelato lo statuto della nuova Superlega, trovando una strega nel codice sorgente del nuovo sito. Secondo tale documento, l’intento della nuova competizione è quello di dare ai tifosi ciò che vogliono, e vengono affrontati diversi argomenti che stanno dominando il dibattito pubblico.

Superlega, il documento del Guardian

Sono diversi i punti affrontato dal documento trovato dal Guardian sul sito della Superlega. Si parte naturalmente dalla motivazione che ha portato a tale decisione: la crisi economica: “Il valore dei diritti dei media live è stagnante o in calo poiché alcune delle nostre competizioni non riescono a soddisfare le esigenze dei fan e le nuove generazioni cercano intrattenimento in modi che non esistevano 10 anni fa”. Insomma le squadre della Superlega non ritengono più adeguatamente attraenti le competizioni tradizionali. Il mirino è naturalmente sulla Champions, colpevole di non garantire un adeguato grado di spettacolo.

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Poi, viene affrontato anche il tema legato alla pandemia: “Le debolezze nelle fondamenta del calcio sono note da molti anni, Covid ha semplicemente esposto la loro gravità e nessuno degli stakeholder del gioco ha trovato una soluzione. La stagnazione non è più un’opzione”.

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“Il nostro obiettivo è offrire ai tifosi il miglior calcio possibile fornendo al contempo l’accesso ai club qualificati per garantire la vivacità della competizione e mantenere un forte impegno per il principio del merito sportivo”: qui arriva uno dei temi maggiormente dibattuti, quello del merito sportivo.

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Infine arrivano dei commenti anche sull’implementazione tecnologica che porterà la competizione: “La struttura di proprietà e governance della Superlega è progettata per permetterci di adottare e incorporare rapidamente nuove idee. Che si tratti di cambiamenti nei formati di distribuzione delle partite dal vivo, nell’implementazione di regole potenziate dalla tecnologia o nello sviluppo dei giocatori, non possiamo più fare affidamento su organismi esterni per guidare il progresso in queste aree”.