Spagna tra cambi e certezze: Luis Enrique si prepara per la Croazia

La vittoria in goleada sulla Slovacchia rinfranca Luis Enrique: la Spagna, nonostante qualche problema, ha ancora qualcosa da dire in questi Europei

Dopo due pareggi abbastanza deludenti, più per il gioco prodotto che per i risultati, la Spagna strappa il pass per gli ottavi di finale di Euro 2020 battendo in scioltezza la Slovacchia.

Qualche maligno direbbe che nel 5-0 di Siviglia ci siano principalmente colpe avversarie, soprattutto del portiere Dubravka, eppure è palese come Luis Enrique abbia provato a variare spartito una volta appreso che, nell’undici titolare che aveva in mente alla vigilia, qualcosa evidentemente non funzionava.

Così, per il match contro Hamsik e compagni, Lucho ha mandato in campo una formazione diversa, per certi versi sperimentale, che però paradossalmente ha fornito diverse sicurezze sulle quali, in vista della partita contro la Croazia, il ct potrà ragionevolmente lavorare.

Bocciature in difesa

Per esempio, la fase difensiva della Spagna nelle precedenti uscite ha lasciato un po’ a desiderare, così Luis Enrique ha provato a modificare la squadra cambiando addirittura due quarti del pacchetto arretrato.

A destra, al posto – forse sorprendentemente – di Marcos Llorente ha giocato un più ordinato Azplicueta, mentre in mezzo Eric Garcia ha tolto il posto a Pau Torres. In effetti, anche se la Slovacchia non ha fatto nulla per impensierire le Furie Rosse, l’azione da dietro è ripartita più fluida, con un possesso consolidato e molto più efficace.

Modifiche di sistema

In mezzo al campo, invece, Luis Enrique ha potuto riabbracciare Sergio Busquets, fuori per le prime due partite a causa del Coronavirus. Panchinato – senza particolari rimpianti, va detto – un moscio Rodri, il centrocampista del Barcellona ha sfoderato una prestazione da applausi, vincendo il premio di man of the match della UEFA.

Infine, nel tridente, un po’ a sorpresa ha trovato spazio Sarabia. A lasciarli il posto è stato Dani Olmo, un po’ in ombra: i due sono calciatori differenti e Luis Enrique, viste le difficoltà della Spagna a manovrare, ha preferito qualcuno in grado di palleggiare meglio rispetto a un estremo puro.

Spagna, il fattore Morata

A far discutere parecchio, però, è il discorso legato ad Alvaro Morata: il centravanti della Juventus, che Luis Enrique ha difeso fino allo stremo, non se la sta passando particolarmente bene. Anzi, tutt’altro, perché contro la Slovacchia ha fallito un calcio di rigore, poi risultato ininfluente, mettendosi in evidenza con una prestazione senz’altro battagliare, ma offensivamente inefficace.

Nonostante anche Gerard Moreno non stia brillando, in Spagna il dibattito sulla possibilità di panchinare Morata va avanti: per molti, infatti, l’attaccante centrale dovrebbe essere il bomber del Villarreal, con due esterni e due mezzali pronte a rifornirlo in profondità.

Sarebbe curioso conoscere la conclusioni tirate da Luis Enrique dopo 270 minuti di torneo, ma la verità è che, da lunedì prossimo, non ci sarà più l’occasione di fare calcoli. Né, tanto meno, esperimenti.

 

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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