HomeIntervisteSkov Olsen non è ancora esploso: la teoria dell'ex Bologna

Skov Olsen non è ancora esploso: la teoria dell’ex Bologna

Apprezzato allenatore ma anche pungente opinionista, Beppe Incocciati è stato prima di tutto un signor calciatore. Tra le tante maglie vestite in carriera, quella del Bologna è certamente una delle più prestigiose e importanti. Proprio con lui, dunque, abbiamo parlato dell’inizio di campionato della squadra felsinea e delle prospettive future che può avere il club.

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Incocciati a MDR: “Bologna in Europa? La storia del club ha più bassi che alti. Ecco perché Skov Olsen non fa il salto di qualità”

Il Bologna ha iniziato bene questo nuovo campionato.

“Il Bologna sta dimostrando di avere equilibri che garantiscono una certa continuità, forte del fatto di avere un allenatore esperto come Sinisa Mihajlovic, il quale non può che essere un elemento di equilibrio per acquisti e cessioni, sa perfettamente come aiutare la società. Chiaramente da com’è iniziata la stagione ci sono i presupposti per pensare che alcune scelte del mercato siano state azzeccate. Al di là della vittoria contro la Salernitana, il buon pari di Bergamo dimostra questo. Altrettando vero è che la squadra ha trovato equilibri all’interno dei quali si gestisce”.

Da tanto tempo, però, il Bologna manca l’obiettivo con l’alta classifica…

“Non conosco la forza economica della società ma assicurarsi un ingresso permanente nella griglia europea è difficile. Conosco la piazza, so che i tifosi sono esigenti per la loro storia ma è anche vero che nella storia del Bologna ci sono più bassi che alti, specie negli ultimi anni. La società fa bene a ponderare le risorse economiche e mettere a disposizione una squadra competitiva per mantenere la Serie A. Poi semmai potrà investire trovando nuove risorse”.

Bologna-Salernitana
fonte immagine: profilo Twitter @BfcOfficialpage

Quale può essere il calciatore simbolo del Bologna di quest’anno?

“Forse Soriano, colui che dà maggiore personalità alla gestione della palla e negli equilibri in fase di non possesso. Poi ci sono Orsolini e Arnautovic, giocatori che riescono a essere costanti ormai da anni. Possono e devono garantire una forza propulsiva. De Silvestri ha già fatto un paio di gol. Insomma: c’è materiale per poter costruire, ammesso che poi la società abbia la potenza per farlo”.

Come mai il talento di Skov Olsen sembra non riuscire a sbocciare mai?

“L’Italia è una Nazione dove prevalentemente c’è troppo tatticismo nei sistemi di gioco. Queste cose accadono a tutti gli stranieri, è un pegno che bisogna pagare. La tipologia delle letture è diversa da quella metolodogica degli altri paesi mondiali. Noi siamo specialisti nelle dinamiche tattiche, sulle quali si incentra tutto. Gli altri hanno un calcio istintivo e noi un calcio razionale. Per abituare il cervello bisogna avere l’umiltà di saper aspettare e quindi credo stia pagando un po’ questo, come anche altri hanno fatto. A metà campo peraltro non è semplice, soprattutto quando il Bologna gioca con il 4-2-3-1. Se Skov Olsen ancora non ha dimostrato molto, probabilmente è legato a questi aspetti”.

danimarca
Fonte: @mikkeldamsgaard00 (Instagram)

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In chiusura, cosa pensa di un’altra squadra in cui ha giocato, cioè il Napoli?

“C’è tanta materia rimasta, considerato il fatto che la posizione di Insigne è un po’ ambigua e da gennaio potrebbe anche firmare altrove. Potrebbe rappresentare una materia di disturbo ma faccio fede sul fatto che lui tenga lontane le sirene. La squadra, a prescindere dall’allenatore, ha giocatori di livello in tutti i reparti. Lo stesso Petagna è rimasto e può dare soluzioni importanti come tipologia di giocatore. Esistono una varietà di soluzioni che sono anche affascinanti per Spalletti, lui ha tutti giocatori tecnici e bravi nell’1 vs 1. Deve maturare un po’ sotto l’aspetto del rendimento quando gioca contro alcune squadre che sulla carta sono inferiori sotto l’aspetto qualitativo, lì deve crescere il Napoli. Ma Spalletti è molto esigente e saprà imprimere la giusta mentalità che non faccia perdere punti. Anche le altre squadre peraltro non è che abbiano fatto chissà che in sede di mercato. L’importante per gli azzurri è che siano rimasti i giocatori di alto livello. Mai come quest’anno il Napoli può fare bene”.

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Claudio Agave
Giornalista pubblicista dal 2017. Direttore della testata theWise Magazine, redattore per il sito gonfialarete.com, scrittore. "Il calcio é la cosa più importante delle cose meno importanti"

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