C’è un nuovo trend in Serie A: la scuola Gasperini

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Gasperini è uno degli allenatori più influenti del calcio italiano degli ultimi anni, e ora anche i suoi allievi stanno iniziando ad affermarsi in Serie A.

Con la nomina a sorpresa di Salvatore Bocchetti alla guida dell’Hellas Verona, di cui in precedenza era tecnico delle giovanili, ha portato a quattro il numero degli allievi di Gian Piero Gasperini attualmente impiegati sulla panchina di una squadra di Serie A. Un numero che inizia a essere troppo consistente per fare pensare solo a una coincidenza.

D’altronde, il tecnico dell’Atalanta si è costruito in questi ultimi anni una fama internazionale come uno dei grandi maestri di calcio dell’epoca contemporanea, e se da un lato la società nerazzurra inizia a essere presa a modello di gestione societaria, dall’altro sembra che sempre più club siano disposti a scommettere sugli allievi di Gasp. Un dato che, se confermato, sarebbe la riprova della sua influenza come allenatore.

Il momento della scuola Gasperini

Che esistesse una piccola “scuola Gasperini” era già stato ipotizzato da qualche tempo, soprattutto assistendo agli ottimi risultati raccolti prima a Verona e poi al Torino nella scorsa stagione da Ivan Juric. Il croato ha lavorato agli ordini di Gasp durante la sua prima esperienza al Genoa, tra il 2006 e il 2010, per poi diventarne uno stretto collaboratore nel club ligure, all’Inter, al Palermo e di nuovo al Genoa.

Juric può essere considerato l’allievo prediletto, l’anello di congiunzione tra Gasperini e una nuova generazione di allenatori che adesso sta emergendo. È stato forse il suo primo discepolo, e quello che di conseguenza si è fatto notare in anticipo e ha potuto aiutare gli altri Gasperini-boys. Come Salvatore Bocchetti, appunto, che ha giocato nel Geno tra il 2008 e il 2010 e poi al Verona di Juric nel 2019/2020, per poi entrare nello staff delle giovanili un anno dopo.

Poi c’è Raffaele Palladino, promosso a sorpresa alla guida del Monza il 13 settembre: anche lui era stato al Genoa, tra tra il 2008 e il 2011, e successivamente ha giocato agli ordini di Juric al Crotone nel 2015/2016. Dalla sua promozione alla guida dei brianzoli, sono arrivate tre vittorie su tre, 6 gol fatti e 0 subiti. Percorso simile – Genoa con Gasp e poi Crotone con Juric – lo ha fatto Matteo Paro, che oggi è il vice del croato al Torino.

E poi c’è ovviamente Thiago Motta, esploso proprio al Genoa nella stagione 2008/2009 e di nuovo con Gasperini all’Inter nel 2011. L’italo-brasiliano è forse il meno integralista a livello di modulo, dato che finora ha preferito la difesa a quattro nelle sue squadre, ma i principi di gioco gasperiniani affiorano anche nelle sue squadre.

Chissà che nel prossimo futuro non vedremo arrivare su panchine importanti anche gli altri pupilli di Gasp in campo, che oggi sono sulla via della conclusione delle loro carriere: Domenico Criscito, al Genoa tra il 2006 e il 2007 e di nuovo tra il 2008 e il 2011; Miguel Veloso, al Genoa nel 2010 e poi giocatore di Juric a Verona; Rodrigo Palacio, genoano nel 2009/2010, fortemente voluto all’Inter ma acquistato da Moratti solo dopo l’esonero di Gasp; e ovviamente Andrea Masiello, che ha incrociato il tecnico di Grugliasco in Liguria nel 2007/2008 e poi ne è stato un pilastro all’Atalanta dal 2016 al 2020.