Rivoluzione in Premier League: un regolatore indipendente vigilerà sui club

La Premier League e gli altri campionati professionistici ora dovranno sottostare al controllo di un regolatore indipendente voluto dal governo.

È arrivata nella notte la conferma: il governo britannico promette di sconvolgere gli equilibri del calcio in Inghilterra. Verrà istituito un regolatore indipendente, cioè un organo di controllo, che vigilerà sui conti e le decisioni di tutti i club professionisti inglesi, dalla Premier League a scendere fino alla National League. Sky News l’ha definita la più grande decisione della storia del calcio inglese dalla formazione della stessa Premier nel 1992.

La voce di un deciso intervento governativo nel calcio era circolata molto nelle scorse settimane, ma in realtà era almeno dallo scandalo della prima Superlega, nell’aprile 2021, che i Tories, il partito di governo, stavano pensando a qualcosa del genere. Non è riuscito a Boris Johnson di realizzare questo piano, così ci ha pensato il nuovo Primo Ministro Rishi Sunak, che spera anche, con questa mossa, di recuperare molta della popolarità persa in questi mesi.

Premier League, cosa potrà fare il nuovo regolatore

Il nuovo organo governativo dovrà vigilare principalmente sui bilanci dei club, che saranno obbligati a dimostrare la sostenibilità economica dei propri progetti al fine di ottenere l’iscrizione ai campionati. Un punto cruciale e destinato a far discutere, dato che, sebbene se ne parli molto raramente, i club di Premier League hanno debiti finanziari molto pesanti: secondo i dati di Sports Brief, quelli messi peggio sono il Chelsea, con un debito di 1,4 miliardi di sterline, seguito dal Tottenham (726 milioni), dal Manchester United (424 milioni) e dal Brighton (360 milioni).

Il governo avrà anche voce in capitolo in diverse decisioni strategiche dei club, come ad esempio quelle relative alla cessione o alla costruzione di un nuovo stadio. Inoltre, verrà dato un maggiore peso al parere dei tifosi sulle decisioni riguardanti il cambio di loghi, colori sociali o nome delle società.

Uno degli aspetti che sta facendo più discutere, però, è quello sulla Superlega. Il regolatore indipendente del calcio avrà facoltà di impedire ai club inglesi di iscriversi a nuove competizioni controverse. Una possibilità che va di pari passo con quanto detto sopra sui tifosi: in un caso come quello della Superlega, che provocò proteste da parte dei fan, il regolatore potrà intervenire e impedire alle società di unirsi al progetto. Un punto che rischia di mettere fine a qualsiasi piano di una nuova Superlega, a meno di non farla senza i club della Premier League.

Perché nasce questo regolatore indipendente

La mossa di Downing Street era attesa, dopo circa due anni che hanno visto sorgere profonde polemiche nel mondo del calcio. Come detto, tutto nasce dall’abortito progetto della Superlega dell’aprile 2021, che spinse il governo di Boris Johnson a intervenire al fianco dei tifosi in protesta, costringendo i sette club di Premier League coinvolti a fare marcia indietro, portando al fallimento della competizione.

Ma quella è stata solo la scintilla che ha acceso la miccia. Negli ultimi tempi, anche a causa della pandemia, molti problemi sono emersi in quel mondo dorato che è il calcio inglese. Dei grossi debiti dei club si è scritto sopra, ma se le big della Premier riescono comunque a restare in equilibrio grazie ai grandi introiti, nelle serie minori le cose non vanno altrettanto bene. I casi del Macclsfield Town e del Bury (espulso dalla Football League, cioè dai campionati professionistici inglesi, nel 2019 per problemi finanziari) avevano portato nel 2021 alla redazione di un report sullo stato del calico e il ruolo dei tifosi ad opera della deputata conservatrice Tracey Crouch.

Si stima che dalla nascita della Premier League a oggi, cioè in 31 anni, 62 club inglesi sono stati messi in amministrazione controllata a causa di difficoltà finanziarie. Questo anche a causa dell’ingresso nel settore, negli ultimi anni, di proprietari interessati più a speculare che alla stabilità delle società. Questi individui dovrebbero essere sottoposti a un attento controllo da parte delle leghe, ma non sempre ciò avviene: lo dimostra il caso di Guochuan Lai, l’imprenditore cinese che dal 2016 possiede il West Bromwich Albion, e che dal 2021 lo sta dissanguando, togliendo soldi dalle casse societarie per tenere in vita le sue altre attività in crisi. Da mesi i tifosi del WBA stanno protestando in strada per chiedere che se ne vada prima di distruggere il club.

Ovviamente è difficile che il nuovo regolatore indipendente del calcio inglese possa impedire inveve l’ingresso dei fondi sovrani in Premier League. In questi giorni sta facendo molto discutere l’interessamento del Qatar nell’acquisto del Manchester United, che andrebbe così ad aggiungersi al Manchester City emiratino e al Newcastle saudita, con tutte le problematiche etiche legate ai diritti umani che ben conosciamo. Ma finché queste proprietà saranno in grado di garantire la stabilità economica, sembra impossibile che il governo britannico (peraltro ben favorevole all’arrivo nel paese di investitori arabi) voglia bloccarle.

Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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