Queiroz il giramondo: in Egitto per arrivare a Qatar 2022

Carlos Queiroz ha cominciato bene la nuova esperienza con l’Egitto, ma il lavoro verso Qatar 2022 è appena iniziato

Buona la prima, direbbe qualcuno. Il nuovo Egitto di Carlos Queiroz fa il suo debutto nelle qualificazioni a Qatar 2022 vincendo 1-0 contro la pericolosa Libia e portandosi in vetta al proprio raggruppamento.

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Quella giocata a Borg El Arab è stata infatti la prima partita con il portoghese nelle vesti di nuovo selezionatore dei Faraoni. Queiroz, chiamato nel mese di settembre per sostituire Hossam El Badry, in carica da due anni e sotto attacco per alcuni risultati deludenti ottenuti nei mesi scorsi.

Queiroz in Egitto: una nuova avventura

Carlos Queiroz ha accettato la chiamata della federazione egiziana, dicendosi entusiasta di questa nuova avventura: “L’Egitto ha grandi potenzialità – ha detto il giorno della presentazione – per questo ho detto sì: ci sono le basi per fare un grande lavoro”.

In primis, ripartire subito dopo il recente esonero può fare bene soprattutto allo stesso commissario tecnico originario del Mozambico: infatti, poco tempo fa la federazione colombiana gli aveva comunicato l’allontanamento dalla panchina, interrompendo un progetto studiato su base pluriennale.

Ma Queiroz non si è scomposto. Lui, uomo di mondo, accettando l’Egitto tocca così il suo quinto continente in carriera. Dopo aver cominciato ad allenare in Portogallo, l’attuale ct dei Faraoni ha lavorato negli Stati Uniti, in Iran e poi appunto in Sudamerica.

L’Africa, già conosciuta a inizio secolo grazie all’esperienza in Sudafrica, gli permetterà di allungare un curriculum di tutto rispetto, pieno di esperienza anche talvolta proibitive. Per esempio, ai tempi dell’Iran Queiroz dovette affrontare l’embargo sportivo del paese: nessuno voleva giocarci contro ed era impossibile anche solo organizzare una amichevole. Eppure, anche lì l’obiettivo mondiale fu raggiunto.

Una squadra da ricreare

Le sue prime convocazioni da ct dell’Egitto non hanno riservato molte novità. La vecchia generazione di campioni – quella della tripla Coppa d’Africa tra il 2006 e il 2010 – è andata quasi tutta in pensione, la stella rimane Momo Salah e di giovani da implementare ce ne sono tanti, ma vanno ancora sgrezzati visto che la quasi totalità di loro gioca ancora in patria.

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Nonostante ciò, il gol contro la Libia lo ha segnato Omar Marmoush, attaccante classe 1999 che oggi è in forza allo Stoccarda. Lui, l’altra punta Salah Mohsen e l’eclettico folletto offensivo Ramadan Sobhi rappresentano le speranze per il futuro.

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Per il resto, l’Egitto è una squadra di grande esperienza, composta da molti calciatori che militano nelle tre big locali più qualche ‘straniero’: oltre a Salah, meritano una menzione il centrocampista Elneny e il centrale difensivo, ex Fiorentina, Hegazy. L’obiettivo è Qatar 2022: ma, per farcela, Queiroz dovrà metterci molto del suo.

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