psg-basaksehir
Fonte Immagine: @SBTVonline (Twitter)

Il caso PSG-Basaksehir non è ancora concluso: è stata consegnata la relazione dell’ispettore UEFA sui fatti dell’8 dicembre scorso, che chiude quella che è solo la prima fase del processo al quarto uomo rumeno Sebastian Coltescu

Una nota ufficiale della UEFA ha annunciato l’apertura di un procedimento disciplinare contro Sebastian Coltescu e Octavian Sovre, rispettivamente quarto uomo e guardalinee di PSG-Basaksehir, la discussa partita di Champions League sospesa lo scorso 8 dicembre per le accuse di razzismo rivolte dallo staff turco verso Coltescu.

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Questa è la conseguenza della relazione dell’Ispettore di Etica e Disciplina UEFA, conclusa e consegnata ieri agli organi competenti. L’ispettore ha indagato sul fatto e ha ravvisato una possibile violazione dei regolamenti, che ora potrebbe portare a sanzioni e squalifiche per uno o entrambi i direttori di gara rumeni.

Cos’è successo in PSG-Basaksehir

La sera dell’8 dicembre, il match decisivo per il Gruppo H della Champions League veniva interrotto dopo nemmeno un quarto d’ora di gioco, dopo che la panchina turca aveva accusato il quarto uomo Sebastian Coltescu di aver proferito un insulto razzista verso Pierre Webó, viceallenatore camerunense del club di Istanbul. I giocatori di entrambi i club avevano deciso di abbandonare il campo di comune accordo, compiendo un atto molto forte e mai avvenuto prima a livello internazionale.

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PSG-Basaksehir è stata ripresa la sera seguente con un nuovo gruppo arbitrale, ma ha fatto discutere molto, e a 24 ore dal match la UEFA aveva deciso di aprire un’inchiesta. Nel frattempo, dalla Romania un sito internet aveva interpellato diversi arbitri locali, che avevano scagionato Coltescu, sostenendo che la voce che aveva pronunciato l’insulto non fosse la sua, ma quella del guardalinee Octavian Sovre, che è stato così inserito a sua volta nell’indagine.

Cosa ha stabilito la UEFA finora

L’Ispettore di Etica e Disciplina UEFA incaricato dell’indagine ha riscontrato una possibile violazione dell’articolo 11 del Regolamento Disciplinare della UEFA, che dovrà ora essere giudicata da un giudice. L’articolo 11 riporta: “Le federazioni e i club membri, così come i loro giocatori, funzionari e membri, e tutte le persone alle quali la UEFA ha assegnato l’esercizio di una funzione, devono rispettare le Regole del Gioco, così come gli Statuti, i regolamenti, le direttive e le decisioni UEFA, e rispettare le principi di etica, lealtà, integrità e sportività”.

Tuttavia, come fa notare la Gazzetta dello Sport, nella sua relazione l’ispettore ha anche compiuto un’indagine linguistica, in base alla quale si dovrebbe scagionare Coltescu o Sovre dalle accuse di razzismo. “Secondo il rapporto linguistico, le espressioni romene ‘quello nero’ e ‘il nero’ non hanno connotazioni discriminatorie o negative. Inoltre, la parola ‘nero’ è ampiamente utilizzata dalle organizzazioni antirazziste e dai loro milioni di seguaci proprio per combattere la discriminazione” scrive nella sua relazione.

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Per tanto, l’ispettore UEFA ritiene i due arbitri incriminati per PSG-Basaksehir non siano colpevoli di razzismo e non vadano conseguentemente puniti. L’apertura del procedimento da parte della UEFA è quindi un atto formale, necessario a rimettere a un giudice la decisione sull’argomento; giudice che, ovviamente, potrà fare affidamento anche alla relazione dell’ispettore, oltre che a testimonianze dei diretti interessati.

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