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Il Porto è una squadra piena di talento

Il Porto arriva da anni altalenanti ma conserva una radice improntata sulla ricerca continua della qualità. Quali sono i gioielli della squadra di Sergio Conçeiçao?

La vittoria negli ottavi di andata di Champions League vuol dire poco se ci fermiamo al puro e semplice risultato, ma molto a livello sportivo. Il Porto, comunque finirà, se l’è giocata ad armi pari e anzi, con un po’ di attenzione in più, avrebbe potuto vincere in maniera anche più rotonda.

In attesa di quella che sarà la partita di ritorno – dove, per inciso, la Juventus parte comunque favorita – la vetrina della Champions League è stata sfruttata a meraviglia per esporre tutti gioielli che fanno parte gruppo allenato dall’ottimo Sergio Conçeiçao.

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Fonte immagine: @FCPorto (Twitter)

Taremi, il bomber che non ti aspetti

Per esempio, Mehdi Taremi arriva dall’Iran e fino a due anni fa militava in patria, mettendosi in mostra tra i gol segnati nella Champions League asiatica e quelli siglati nel campionato locale, dove con la maglia del Persepolis ha vinto praticamente tutto. A 27 anni ha scelto l’Europa e il Portogallo, più precisamente il Rio Ave, portato a suon di gol ai preliminari di Europa League.

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L’estate scorsa lo ha acquistato il Porto, pagandolo 5 milioni di euro e portandosi a casa un attaccante che aveva già dimostrato di poter stare alla grande in Liga NOS. Il suo impatto all’Estadio Do Dragão è stato importante: con il gol segnato alla Juventus, che ha aperto di fatto il match, l’iraniano ha pescato il suo primo acuto in Champions League dopo 14 marchi tra campionato e coppe varie. Tanti, soprattutto per un ragazzo arrivato in Europa in età avanzata.

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Fonte immagine: @otaviomonteiroo (Instagram)

Otavio, Diaz e Corona, l’enclave sudamericana

Tra i protagonisti del match vinto contro i bianconeri c’è anche Otavio, esterno-barra-trequartista brasiliano che va in scadenza a giugno 2021, già messo nel mirino da alcuni club italiani come Roma e Milan. Otavio è uno dei “protetti” di Sergio Conçeiçao, che lo utilizza in più posizioni e ha spesso polemizzato per il fatto che il ragazzo non abbia mai discusso del rinnovo con la società.

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Poi c’è Luis Diaz, 24 anni, altro laterale elettrico capace di strappi impressionanti, con i quali prende l’avversario tra le linee e va all’ultimo passaggio con estrema facilità. Il colombiano, già protagonista in Copa Libertadores con l’Atletico Nacional, è uno dei pezzi pregiati della gioielleria Porto e ha un contratto in scadenza nel 2024.

È invece messicano Jesus Corona, Tecatito per chi mastica di calcio portoghese. Corona è un ex esterno destro alto riconvertito a terzino destro con ottimi risultati. Inoltre, è uno dei leader carismatici della squadra, con la quale ha un contratto fino al 2022. Anche lui è stata una delle armi in più del Porto, soprattutto nella fase a gruppi nella quale i ragazzi di Conçeiçao si sono classificati secondi nel girone.

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Fonte immagine: @FCPorto (Twitter)

I nomi nuovi del Porto

Zaidu Sanusi ha sulla coscienza un quasi rigore nei minuti di recupero del match contro la Juventus, ma la qualità a sinistra del nigeriano quest’anno l’abbiamo vista in pochi altri. Il Porto lo ha comprato in sostituzione di Alex Telles e l’ex Santa Clara, arrivato per 4 milioni di euro, ha risposto presente sin da subito.

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Tra gli altri nomi interessanti, vanno segnalati il terzino destro Manafà e il mediano serbo Grujic, che però sta trovando poco spazio a causa della troppa concorrenza. Tra i giovani, invece, si stanno imponendo il capelluto Romario Barò, centrocampista centrale classe 2000, e il centrale difensivo Diogo Leite, 21 anni già nel giro delle varie nazionali giovanili portoghesi.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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