“Pioli esonerato”: richiesta sui social, ma senza speranza

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milan pioli
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“Pioli esonerato” è una delle ricerche che vanno più forti su internet questa mattina, ma il cambio di allenatore nel Milan resta molto improbabile al momento.

Non stupisce che tra i trend online di questo lunedì mattina ci sia l’esonero di Pioli. La sconfitta nel derby di ieri sera è stata contenuta nel risultato – anzi si tratta del miglior risultato dei rossoneri nelle ultime quattro partite – ma decisamente non nella prestazione. Rinunciatario, stravolto in uno strano 3-5-2 che ha confinato in panchina (di nuovo) Leão, incapace di tirare in porta.

Il Milan è sempre più in crisi e irriconoscibile rispetto alla squadra che l’anno scorso ha vinto lo scudetto, con i tifosi che ormai parlano apertamente di ritorno alla Banter Era. E se “Pioli esonerato” vola nelle ricerche online, i giudizi degli esperti non sono molto meno drastici: “Il Milan non è più una squadra. – scrive Arrigo Sacchi sulla Gazzetta dello Sport – L’Inter non ha giocato contro un avversario, ma contro uno sparring partner. Con le sue scelte, Pioli ha cancellato tutto il buon lavoro fatto”.

Milan Pioli esonerato? Una decisione impossibile

Il parere di una leggenda rossonera come Sacchi pesa, e non poco, sulla panchina di Pioli. “Il vero problema è che l’allenatore dev’essere il primo convinto delle proprie idee” ha scritto l’ex-tecnico del Milan, interpretando un pensiero generale dei tifosi. La sensazione è che, a quattro mesi dalla fine della stagione, il destino di Pioli sia ormai segnato. Ma cambiare adesso sarebbe, se non impossibile estremamente complicato, e per certi versi anche ingiusto.

L’allenatore ha chiaramente le sue responsabilità, e oggi come oggi pare in confusione e incapace di cambiare rotta e salvare la stagione. Ma attualmente non esiste una valida alternativa a Pioli, a meno di non sostituirlo con il tecnico della Primavera Ignazio Abate (i cui risultati al momento non sono però così esaltanti: è 15° in classifica su 18 squadre). Gli altri allenatori svincolati in giro per l’Europa o sono fuori portata a livello economico, o non accetterebbero di fare i traghettatori per pochi mesi. E il Milan del futuro ha bisogno di un progetto tecnico serio.

E va anche detto che le colpe di questa situazione non sono poi tutte di Pioli. Dal suo arrivo sulla panchina del Milan, nell’ottobre 2019, l’attuale allenatore ha visto la sua squadra perdere sistematicamente i suoi pezzi pregiati, che non sempre sono stati adeguatamente rimpiazzati. Nell’estate del 2021 ha perso Donnarumma e Calhanoglu, ma ha trovato a sorpresa l’ottimo Maignan ed è riuscito a far sbocciare Tonali. L’anno dopo ha perso un pilastro come Kessie e un’alternativa d’esperienza in difesa come Romagnoli, ma al loro posto sono arrivati due giocatori non ancora maturi come Vranckx e Thiaw.

È innegabile che il Milan del 2022/2023 sia una squadra più debole rispetto a quello che ha vinto l’ultimo scudetto, sia nell’undici titolare che nelle riserve. I nuovi acquisti dell’estate sono stati tutti, ad eccezione di De Ketelaere, delle aggiunte alla panchina, e la maggior parte di loro (Thiaw, Vranckx, Adli) non sono neppure le prime riserve nel loro ruolo. A ciò si aggiungono gli infortuni e il calo di rendimento di alcuni giocatori chiave della passata stagione (Theo Hernandez, Calabria, Tomori).

Oggi, parlare di Pioli esonerato a inizio febbraio sembra più una reazione di pancia che veramente ponderata. L’allenatore deve riuscire a ricompattare i ranghi e portare a casa il meglio possibile dalle ultime partite dell’annata (sostanzialmente, la qualificazione alla prossima Champions League), ma è chiaro che un’altra stagione in rossonero per Pioli sia oggi un orizzonte molto distante e sfocato.