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Perché Ferrero non vuole vendere la Sampdoria?

In Primo PianoPerché Ferrero non vuole vendere la Sampdoria?

Massimo Ferrero non ha ancora venduto la Sampdoria, nonostante le offerte pervenute e l’imminente rischio fallimento. Come mai il proprietario non cede?

La situazione della Sampdoria è ormai paradossale. Venerdì notte era stato trovato l’accordo per la cessione del club blucerchiato agli imprenditore Radrizzani e Manfredi, ma nemmeno 24 ore dopo la proprietà faceva sapere di non aver ricevuto alcuna proposta d’acquisto, e nella giornata di lunedì è stato diffuso un comunicato degli acquirenti secondo cui Massimo Ferrero aveva rifiutato la loro offerta.

Difficile capire cosa stia succedendo, dato che il club è a serio rischio fallimento, e che se non verrà trovata una soluzione economica entro oggi ai pagamenti degli stipendi dei tesserati scatterà una penalizzazione in classifica nella prossima stagione. Nessuno al momento sembra comprendere i motivi per cui Ferrero si ostini, nonostante i suoi problemi giudiziari e finanziari, a tenere la Sampdoria. Proviamo allora a fare un po’ di luce su questa vicenda.

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Cessione Sampdoria: quali sono le motivazioni di Ferrero

Basta dire che è Ferrero che non vuole vendere, il trustee è obbligato a vendere a chiunque abbia i necessari requisiti”. Così diceva al Secolo XIX, lo scorso aprile, Pieremilio Sammarco, l’avvocato di Ferrero. La posizione ufficiale del proprietario della Sampdoria, da allora non seMbra essere cambiata: non vende perché gli acquirenti non avrebbero, a suo dire, i requisiti adatti.

Questa spiegazione era stata data nei mesi scorsi, quando l’imprenditore romano aveva bloccato la cessione a Merlyn Partners, il fondo di Alessandro Barnaba che già possiede il Lille in Francia (a sua volta salvato proprio da un rischio fallimento simile a questo della Samp). Già allora la motivazione era sembrata però lacunosa e improbabile, e lo è ancora di più oggi, quando gli acquirenti sono il proprietario del Leeds e presidente di Eleven Sports Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi di Gestio Capital. Ma soprattutto considerando che i due hanno alle spalle QSI, la società del presidente del PSG Nasser Al Khelaifi, collegata al fondo sovrano del Qatar.

Le reali motivazioni del proprietario del club blucerchiato sono però ben più venali, da quanto sembra. Secondo il giornalista Renzo Parodi di Calciomercato.com, il vero problema sarebbe l’offerta troppo bassa, come già avvenuto per nel precedente caso di Barnaba: Ferrero chiede 26,5 milioni di euro, menre Radrizzani e Manfredi avrebbero offerto tra i 10 e i 12 milioni. Una cifra molto diversa da quella circolata nei giorni scorsi anche sull’Ansa, secondo cui la cordata avrebbe investito circa 30 milioni nell’acquisizione. “Difficile quantificare l’entità della somma complessiva che Radrizzani-Manfredi vorrebbero pagare, essendo sottoposta ad una serie di condizioni (oltretutto protratte nel tempo) che la rendono estremamente aleatoria” scrive Parodi, sottolineando che questa è la versione del trustee Gianluca Vidal, che riporta la posizione di Ferrero.

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Cessione Sampdoria: cosa succede adesso

Entro il 31 maggio, la Samp deve pagare la prima tranche degli stipendi per evitare una penalizzazione in classifica da scontare nella prossima stagione, in Serie B. Oltre a questo, entro il 20 giugno occorrerà stanziare 1,3 milioni per l’iscrizione al campionato cadetto. Per il momento esiste molto scetticismo riguardo la prima imminente scadenza, soprattutto da parte di Barnaba, che è pronto a subentrare a Radrizzani e Manfredi con una nuova offerta, se i due dovessero ritirarsi.

Nell’assemblea degli azionisti di oggi, se non dovesse essere trovato l’accordo per la cessione con Ferrero, si procederà a un aumento forzoso di capitale da 35-40 milioni, che può essere eseguito anche senza l’approvazione dell’azionista di maggioranza. In questo modo, la Sampdoria potrà coprire le spese correnti, evitare il fallimento ed iscriversi alla prossima stagione in Serie B. Sul lungo periodo, Radrizzani e Manfredi starebbero pensando di estromettere gradualmente Ferrero dal club a colpi di aumenti di capitale: versando continuamente fondi nuovi nella Samp, la cordata toglierebbe poco a poco la maggioranza azionaria all’imprenditore romano, marginalizzandolo e alla fine rilevando le sue quote. Un percorso rischioso, però: Ferrero potrebbe controbattere per vie legali, complicando ulteriormente la vita della Sampdoria.

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