Perché alla fine De Zerbi va al Marsiglia

De Zerbi ala fine ha scelto a sorpresa di firmare col Marsiglia, nonostante fosse stato accostato a diversi club di primissimo piano.

Lo hanno cercato in tanti, e non certo squadra che non avrebbero potuto attirare la sua attenzione. Eppure, Roberto De Zerbi sembra avere in definitiva deciso di andare all’Olympique Marsiglia, un club di grande fama e tradizione, ma che non sembra proprio un grande passo avanti rispetto al Brighton. Quando, lo scorso 18 maggio, aveva deciso di lasciare il club inglese, tutti si attendevano da lì a poco il suo annuncio in un top club europeo: in passato il suo nome era stato accostato al Liverpool, poi se n’è parlato per Juve, Milan, Barcellona e anche Bayern Monaco. Invece, dopo quasi un mese di silenzio e formalmente senza squadra, il 45enne tecnico bresciano è sul punto di firmare col Marsiglia.

Un ambiente complicato: negli ultimi cinque da qui sono passati ben sei allenatori, tutti o quasi allontanatisi in maniera burrascosa. Sampaoli e Tudor, pur essendo arrivati rispettivamente secondo e terzo in Ligue 1, non hanno resistito più di una stagione. Villa-Boas, dopo l’OM, addirittura non ha più allenato, ed è tornato in pista solo pochi mesi come presidente del Porto. Marcelino, uno conosciuto per trarre il meglio anche dalle situazioni più disperate, a Marsiglia è stato esonerato dopo solo due mesi di lavoro. Gattuso ne ha fatti cinque, dopo i quali ha dovuto ricominciare – notizia di questi di giorni – addirittura dall’Hajduk Spalato. L’OM è l’unica squadra francese ad aver mai vinto la Champions League, ma parliamo di un club estremamente disfunzionale, con tantissime pressione e che non vince un titolo dalla Coppa di Lega del 2012.

Perché De Zerbi ha scelto il Marsiglia

De Zerbi al Brighton sta scrivendo la storia.
Fonte: Image Photo Agency

Eppure, questa scelta può sorprendere ma fino a un certo punto. De Zerbi è un tecnico dalle scelte imprevedibili e anticonvenzionali, come già si era visto quando, lasciato il Sassuolo, andò allo Shakhtar Donetsk. Più che il blasone in senso stretto, l’allenatore bresciano è interessato ad ambienti che possano stimolarlo. Shakthar e Brighton erano due squadre apposta per lui, con pressioni limitate, ma con un’impostazione manageriale ben precisa: gioco propositivo e investimento nei giovani, con ampie libertà e supporto per l’allenatore. Marsiglia sembra invece qualcosa di completamente diverso, e denota probabilmente la volontà di uscire dalla propria comfort zone. L’OM è una squadra tra le più tifate al mondo, al livello numerico, e in cui le pressioni sono enormi, anche a causa della lunga attesa per tornare al successo. La società è tutt’altro che ben strutturata, e negli ultimi è sembrata anzi essere preda del caos e di problemi interni che non si capisce se e come potranno essere risolti. Una sfida affascinante, per un allenatore ancora giovane ma che ha ancora molto da dimostrare: di sicuro, pochi ambienti sono stimolanti quanto Marsiglia.

Oltre a questo, però, c’è anche la realtà di un club ambizioso e con una discreta disponibilità economica. È distante anni luce dalle capacità di spesa del PSG, ma ha un vantaggio teorico ben evidente sugli altri club della Ligue 1. De Zerbi potrà richiedere giocatori di qualità, oltre a quelli già presenti nell’attuale rosa, che comunque nell’ultima stagione ha raggiunto la semifinale di Europa League. Avrà a disposizione gente di talento come Veretout, Ounahi, Harit e Aubameyang, e non avrà neppure l’ingombro delle coppe europee, dato che il Marsiglia è arrivato solo ottavo in campionato. Con un PSG che nel frattempo dovrà trovare nuovi equilibri dopo l’addio di Mbappé, tutto può succedere.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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