Pelé, tutti gli eredi veri o presunti di O Rey

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Pelé: tutti gli eredi veri o presunti del fuoriclasse brasiliano morto a 82 anni. Alcuni di questi hanno quasi mantenuto le promesse, mentre altri no. 

Nel corso degli anni tanti giocatori sono stati indicati come eredi di Pelé, come d’altronde è poi spesse volte accaduto con Maradona, ma pochi hanno potuto anche solo avvicinarsi alla sua grandezza. Difficile anche mettere dei paletti con dei prerequisiti per essere catalogati come “eredi” di O Rei. Certo, aiuta essere brasiliano e avere giocato nel Santos, per esempio. Vediamo un po’ qualche nome.

Pelé, gli eredi migliori di O Rei

Già di Crujiff all’epoca si diceva che fosse “il Pelé bianco”, oltre che il “Profeta del gol”. Tuttavia il vero erede di carnagione chiara di O Rei è stato a ragion veduta Artur Coimbra Antunes, meglio conosciuto come Zico. Cosa sarebbe successo se nel 1982 l’Italia invece di battere il Brasile avesse perso o pareggiato lasciando campo libero a una delle squadre più forti di sempre ma in quel pomeriggio del Sarrìa troppo ingenua? O se nel 1986 dal dischetto i verdeoro si fossero rivelati più freddi contro la Francia ai quarti di finale? Zico di occasioni ne ha avute per essere catalogato come erede del fenomeno brasiliano, soprattutto come ruolo in campo e per le doti tecniche.

Più di recente senz’altro Neymar, invece. Che come Pelé è cresciuto nel Santos, ma ha avuto fortune alterne in nazionale. In tre occasioni, nel 2014, 2018 e 2022, gli è sempre capitato qualcosa al Mondiale per cui la macchina si è inceppata. Infortuni, nello specifico. Avrà un’altra occasione tra quattro anni, salvo complicazioni, ma senz’altro O Ney, anche in quanto a soprannome, è stato il calciatore più degno di essere chiamato erede dell’originale. Nonostante la distanza in termini assoluti rimanga enorme, sia chiaro.

Idem, Santos e nazionale, per Robinho, che abbiamo visto anche in Italia al Milan a fasi molto alterne. Quella maglia numero 10 gli calzava a pennello, non fosse stata la discontinuità del folletto nato a Sao Vicente nel 1984.

Pelé, gli eredi mancati

C’è qualcuno che deve ancora dimostrare parecchio, anche se è sulla buona strada. Del Brasile visto ai Mondiali in Qatar abbiamo da sottolineare i due attaccanti del Real Madrid, Vinicius e Rodrygo. A entrambi, però, manca qualcosa che in Pelé era imprescindibile: il fiuto del gol. Sì, perché anche se “Vini” ha segnato nell’ultima finale di Champions League, è ancora un esterno piuttosto fumoso. Idem Rodrygo, fondamentale pure lui nella cavalcata del Real Madrid nell’ultima Champions, però acerbo e con un ruolo ancora tutto da chiarire.

Sempre meglio di altri oggetti misteriosi catalogati un po’ frettolosamente nell’ultimo periodo come eredi di O Rei. Reinier, brasiliano prestato sempre dal Real Madrid prima al Borussia Dortmund e ora al Girona, dove è costantemente infortunato e raramente titolare, ne è un ottimo esempio.

Sfruculiando nel passato abbiamo casi assurdi, quasi da presa in giro. Il caso più clamoroso fu Freddy Adu, statunitense debuttante a 14 anni nel 2003 in MLS con il DC United. Viene innaffiato di milioni da club e sponsor, le copertine lo osannano (addirittura c’è quella di Time), non ha ancora dimostrato nulla ed è già “il nuovo Pelé”. Sappiamo che la carriera di Adu è stata imbarazzante, proprio il DC United come punto più alto fino al ritiro: per il resto rimbalzato in Portogallo, in Turchia, nientemeno che una comparsata al Monaco, e infine in Serbia, Finlandia e Svezia, in categorie ben poco scintillanti. Ora è disoccupato, pur avendo appena 33 anni.

In realtà è stato un nomignolo ben poco fortunato per quasi tutti. Troppo grande la pietra di paragone, troppo ingombrante il predecessore per potersi ritenere adatto a una competizione anche a distanza. Meglio pensarla in maniera divertente, ad altri Pelé che si chiamavano davvero così, come il centrocampista portoghese passato anche dall’Inter o Abedì Pelé, che in realtà all’anagrafe fa Ayew ed è stato oltre che un grande talento campione d’Europa col Marsiglia (visto anche al Torino per due stagioni) anche il papà di Jordan e André, oggi stelle del Ghana.