La storia di Patrick Zaki e del suo tifo per il Bologna

La vicenda di Patrick Zaki fa da tempo discutere in Italia, a causa della lunga incarcerazione subita in Egitto a causa del regime. In suo favore si è schierato il Bologna.

Verrà scarcerato oggi, martedì 7 dicembre 2021, Patrick Zaki, l’attivista egiziano e studente dell’Università di Bologna arrestato 22 mesi fa per la sua opposizione al regime di Abdel Fattah al-Sisi.

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Il processo contro di lui andrà avanti, ma c’è soddisfazione per la fine di un provvedimento ritenuto contrario ai diritti umani, che ha fatto crescere una protesta da parte della società civile e del governo italiani. Un movimento che ha avuto i suoi risvolti anche nel calcio, con il coinvolgimento del Bologna, club per cui Zaki fa il tifo.

Cos’è successo a Patrick Zaki

Attivista dei diritti umani, sostenitore dell’avvocato e politico Khaled Ali durante le elezioni egiziane del 2018, Patrick Zaki era stato arrestato all’aeroporto del Cairo il 7 febbraio 2020, dopo essere atterrato in Egitto per far visita ad alcuni parenti.

Le accuse del governo locale contro di lui sono di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo. Secondo il suo avvocato, durante la detenzione Zaki è stato torturato per 17 ore consecutive e poi interrogato sulle sue attività in Italia.

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Il caso montato contro di lui ha generato molte polemiche in Italia, con le associazioni dei diritti umani, a partire da Amnesty International, che hanno fatto pressoni sul governo per intervenire in suo favore. Anche per evitare un nuovo caso come quello di Giulio Regeni, studente e attivista politico italiano catturato dai servizi segreti egiziani e ucciso nel 2016.

Il rapporto di Patrick Zaki col calcio

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La campagna in favore di Zaki ha coinvolto presto anche il mondo del calcio, in particolare i tifosi del Bologna: studiando all’università della città emiliana, ha iniziato a frequentare lo stadio Dall’Ara, divenendo un fan dei rossoblù. La curva gli ha anche dedicato uno striscione che recitava “Giustizia per Patrick Zaki”.

Anche la società si è esposta in suo favore, già a febbraio 2020, augurandosi di rivederlo presto allo stadio. Successivamente, lo scorso maggio prima di Bologna-Juventus, è stata mostrata la sua immagine sul maxischermo del Dall’Ara, evento ripetutosi anche lo scorso ottobre prima della sfida contro la Lazio.

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Nonostante la sua difficile situazione, Patrick Zaki non ha mai smesso di tifare il Bologna: “So che non va tanto bene, ma io continuo a tifare per loro” aveva rivelato a settembre alla giornalista di Repubblica Francesca Caferri, che era riuscita a intervistarlo in carcere.

Ma d’altronde già a giugno era riuscito a consegnare ai suoi parenti, che avevano faticosamemnte ottenuto il permesso per visitarlo, un bigliettino con su scritto “Forza Italia oggi negli Euro”: quella sera, la Nazionale di Mancini affrontava la Svizzera nei gironi degli Europei, match poi finito 3-0 per gli Azzurri.

A maggio, l’illustratore Gianluca Costantini aveva realizzato un’illustrazione speciale per l’associazione Fumetto Forever, che ritrae Patrick Zaki con addosso la maglia del Bologna. Ne è stata ricavata una figurina in edizione limitata, messa in vendita per sostenere Amnesty International.

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