Nordsjaelland: alla scoperta di uno dei migliori vivai d’Europa

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Kudus e Sulemana ai tempi del Nordsjaelland. (Fonte: Instagram)

Il Nordsjaelland non è certo uno dei club più famosi al mondo, eppure in questi anni ha lanciato tanti giovani di talento, da Kudus a Sulemana, e non solo.

Ha solo 18 anni, ma attualmente è uno dei giovani più interessanti d’Europa, il norvegese Andreas Schjelderup. È cresciuto nel vivaio di una delle squadre meglio organizzate del suo paese, il Bodo Glimt, ma già nell’estate del 2020 si è trasferito più a sud, firmando per i danesi del Nordsjaelland. Il suo nome forse non è ancora chiacchieratissimo, ma secondo A Bola il Benfica starebbe per spendere almeno una decina di milioni di euro per portarlo a Lisbona a gennaio.

Il fatto che una delle squadre più in forma e sorprendenti dei gironi di Champions League sia pronta a fare un investimento di questa importanza su un ragazzino di un club poco noto della Danimarca potrebbe sorprendere, ma in realtà conferma una cosa che gli esperti di mercato ormai hanno capito. Il Nordsjaelland è oggi uno dei posti migliori da cui prelevare i talenti del domani.

Il vivaio più florido di Danimarca

In realtà, non c’è bisogno di seguire il calcio scandinavo per essersi accorti di questo nuovo nome tra le società di seguire nella regione. Nell’estate del 2019, il Bologna è stata la prima squadra italiana a scoprire il Nordsjaelland, acquistando da lì l’allora 19enne Andreas Skov Olsen, oggi al Club Brugge. Un anno dopo, la Sampdoria seguiva l’esempio degli emiliani, acquistando Mikkel Damsgaard, ma i veri colpi internazionali sono stati fatti da società straniere: sempre nel 2020, l’Ajax si assicurava il talentino ghanese Mohammed Kudus, e nell’estate successiva il Rennes prendeva il connazionale Kamaldeen Sulemana, ala sinistra come Damsgaard e Schjelderup.

In realtà, il primo club importante a scommettere sul nuovo corso del vivaio del Nordsjaelland era stato il Celta Vigo, che dai danesi acquistato nel luglio 2017 lo slovacco Stanislav Lobotka (oggi al Napoli), preso per 500.000 euro e rivenduto per una cifra dieci volte superiore, e poi un anno dopo Mathias Jensen (oggi al Brentford). Ma le avvisaglie c’erano già state, tant’è vero che nel 2016 il Borussia Dortmund era arrivato a investire quasi 10 milioni nella promessa (poi non mantenuta) Emre Mor, e nel 2014 l’Austria Vienna aveva pescato da qui Jens Stryger Larsen, che poi ha brillato nell’Udinese.

Pochi mesi fa, il Brighton ha stanziato 8 milioni di euro per acquistare il 2002 ivoriano Simon Adinga (ovviamente ala sinistra: il suo addio ha aperto le porte da titolare a Schjelderup). Il ragazzo è stato subito parcheggiato alla succursale belga Union St. Gilloise, dove sta disputando una stagione molto positiva (8 e 7 assist in 26 partite, comprese quelle in Europa League) e tra qualche mese sarà un prezioso innesto nella rosa di De Zerbi.

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Il Nordsjaelland che nei gironi di Champions 2012/2013 strappò un pareggio in casa alla Juventus, per poi perdere 4-0 a Torino. (Fonte: Image Photo)

L’ascesa del Nordsjaelland

Non male per una squadra fondata solo nel 1991, e che dopo un periodo d’oro vissuto tra il 2009 e il 2013 (uno scudetto, due coppe di Danimarca e una qualificazione ai gironi di Champions), ha vissuto un periodo di relativo anonimato. Le cose sono iniziate a cambiare nel 2003, quando in seguito a uno scandalo politico che aveva coinvolto Peter Brixtofte – sindaco di Farum, città che originariamente dava il nome al club, e principale figura dietro la società – il Nordsjaelland assunse la sua attuale denominazione passando sotto il controllo del facoltoso imprenditore Allan K. Pedersen.

Pedersen ha favorito l’espansione del club e migliorato il settore giovanile, ponendo le basi per i successi del periodo 2009-2013, prima di essere anche lui travolto da scandali e problemi finanziari. Nel 2015, il Nordsjaelland in crisi è stato ceduto all’imprenditore britannico Tom Vernon, che ha permesso di fare un passo in avanti e riprendersi. Vernon, infatti, è celebre per aver fondato nel 1999 Right to Dream, una grande accademia per giovani calciatori in Ghana, da cui sono infatti usciti Kudus, Sulemana e Adinga.

Il nuovo progetto dietro il club di Farum si è quindi orientato a un sapiente mix di giocatori scandinavi e africani, sfruttando le conoscenze molto avanzate nella crescita dei giovani calciatori. Il Nordsjaelland si è costruito nel tempo una solida fama di settore giovanile di primo piano a livello europeo, e le sue prestazioni sono andate in crescendo, tanto che nel 2018 è arrivato terzo in campionato.

Nel 2021 è arrivato un nuovo cambio societario, quando l’intero gruppo Right to Dream è stato rilevato dal Gruppo Mansour, una potente holding egiziana che ha deciso di recente di investire anche nel calcio. E adesso sta raccogliendo i frutti del lavoro degli anni passati, infatti il club si trova al momento primo in classifica in Danimarca, trascinato proprio dalle reti di Andreas Schjelderup, che con 10 gol in stagione è il capocannoniere del torneo.