sabato, Maggio 18, 2024

Mondiale per Club un altro anno all’insegna dell’anonimato

Mondiale per Club, stasera la finale a Rabat tra Real Madrid e Al-Hilal, una partita di cui in pochissimi a parte i tifosi dei blancos, in Europa, si sta rendendo conto. 

Non è più il Mondiale dei Club dei vostri padri. Dalla prossima edizione ancora meno, perché ci saranno addirittura 32 squadre. In quella del 2022, giocatasi nel 2023 per via dei mondiali in Qatar, ce ne sono state “solo” sette.

Finale alle 20 ora italiana tra Real Madrid e Al-Hilal, con questi ultimi che hanno eliminato a sorpresa il Flamengo campione del Sudamerica. A conferma delle difficoltà dei campioni della Libertadores nell’arrivare in fondo al mondiale per club.

Negli ultimi 10 anni, infatti, questa sarà la quarta volta in cui un’europea se la vedrà con una non-sudamericana. Le precedenti finaliste “infiltrate” sono state il Raja Casablanca, il Kashima Antlers, l’Al-Ain e il Tigres: un’africana, due asiatiche e una centroamericana.

Una volta, prima del 2005, non sarebbe stato così, naturalmente: finale in gara secca tra vincente della Champions League e della Libertadores in Giappone, le altre fuori da questa vetrina. Quindi Real Madrid contro Flamengo, in questo caso.

Flamengo che in Marocco si è fatto notare per il caso-Vidal, con il centrocampista cileno che prima di andare al Mondiale per Club ha sbroccato in panchina: gesto che probabilmente costerà la rescissione del contratto all’ex Juventus e Inter.

Non che il Real Madrid sia contentissimo di questo intasamento del calendario alla vigilia della ripresa della Champions League, però stasera potrebbe arrivare “l’ottava”, come descritta pomposamente da alcuni giornali spagnoli.

Mondiale per Club cos’è successo

Insomma, si va verso l’ennesimo trionfo europeo al Mondiale per Club. Sarebbe la decima volta consecutiva, visto che l’ultimo a “sovvertire il pronostico” era stato il Corinthians nel 2012, contro un Chelsea che all’epoca era in crisi nera dopo aver licenziato Di Matteo per assumere in panchina Rafa Benitez.

Poi Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona, Liverpool e Chelsea (finalmente). Per quelli che non lo sapessero ai tempi della Coppa Intercontinentale in 43 edizioni, non sempre in campo neutro o in Giappone, il bilancio era stato leggermente a favore delle sudamericane con 22 trionfi contro 21. Questo per far capire l’equilibrio.

Sono migliorate le europee e si sono indebolite le altre? Probabile. Di sicuro il Real Madrid se avesse potuto si sarebbe evitata volentieri l’ennesima trasferta un mese dopo la Supercoppa di Spagna in quel di Riyad in Arabia Saudita.

C’è la Champions League in arrivo, più la Liga da cui chiaramente non ci si può ritirare, e la Coppa di Spagna con il Clàsico in semifinale contro il Barcellona da incastrare in un calendario folle da potenziali 60 partite. Non è un caso poi se il Real Madrid come ha fatto nella semifinale del Mondiale per Club contro l’Al-Ahly (4-1, gol di Vinicius, Valverde, Rodrygo e Arribas) ha fatto entrare nel secondo tempo le riserve e le riserve delle riserve.

Ancora, la notizia della settimana, trapelata forse non a caso in questo periodo di “guardia abbassata”, è stato l’interesse della federcalcio brasiliana nei confronti di Carlo Ancelotti, papabile per la panchina della nazionale. Notizia rivelatasi infondata con tanto di smentita, ma che uscita in questa settimana di Mondiale per Club è stata quasi una boccata d’ossigeno.

Ancelotti che oggi potrebbe vincere la sua quinta Coppa Intercontinentale o Mondiale per Club, tra carriera da allenatore e da giocatore. Erano state due in campo con il Milan, sarebbe la terza in panchina, sia con il Milan che con il Real Madrid.

Ultimo ostacolo, questo Al-Hilal, squadra del campionato saudita, dove gioca tra gli altri Al Dawsari, autore ai mondiali in Qatar del 2-1 dell’Arabia Saudita all’Argentina nella partita inaugurale per queste due nazionali.

Ecco un motivo di interesse, oltre all’avere come allenatore Ramòn Diaz, ex attaccante di Napoli, Avellino, Fiorentina e Inter. Diaz ha già giocato, e perso, una Coppa Intercontinentale da tecnico: era il 1996, Juventus 1 River Plate 0.

 

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