Maradona e la partita nel fango ad Acerra: la storia VIDEO

Tra i tanti episodi che hanno caratterizzato la vita di Diego Armando Maradona è molto famoso quello della partita di Acerra, tra fango e polvere, dove il Diez diede al mondo una lezione di umanità

Quando si parla di Diego Armando Maradona spesso ci si ritrova a ragionare dei suoi eccessi, di quanto fosse un fenomeno assoluto in campo e, purtroppo, anche quanto le due cose siano spesso andate in conflitto.

Perché Maradona non ha mai vinto il Pallone d’Oro

In realtà il Pibe de Oro era un personaggio abbastanza complesso da inquadrare. Anzi, forse non era proprio inquadrabile: la sua fusione con Napoli lo ha portato a trasformarsi dopo le meraviglie con le maglie di Boca Juniors e Barcellona. E a diventare, senza però mai perdere la sua umanità.

Maradona e la partita di Acerra

Quando ha potuto fare beneficenza, Maradona non si è mai tirato indietro. Sapeva, ricordava bene il posto dal quale veniva e l’infanzia vissuta prima di diventare ciò che è diventato. Così nell’inverno del 1985, quando il calciatore Pietro Puzone racconta al campione argentino la storia di un bambino malato, Diego pensa al da farsi.

Mamma, (non) ho visto Maradona

La soluzione più semplice sembrerebbe quella di organizzare un’amichevole per destinare tutto il ricavato alla famiglia del ragazzo. Sembrerebbe, condizionale, perché nonostante il Diez riesca a mettere insieme un buon numero di compagni, il presidente Ferlaino non è molto d’accordo.

Raffaella Carrà e Maradona, un’amicizia da scoprire

Siamo nel primo anno di Maradona a Napoli, la squadra non gira ancora e la classifica è pericolante. Nella Serie A delle 16 squadre si rischia di retrocedere e sarebbe clamoroso. Tra l’altro, pochi giorni prima i partenopei hanno vinto e per questo non si vogliono rischiare infortuni.

La fulminea avventura di Maradona al Siviglia

Già, perché il match non si gioca al San Paolo, bensì ad Acerra, in periferia, su un campo spelacchiato che a malapena ha due porte e poche strisce ancora riconoscibili, che per l’occasione eventualmente andrebbero ripassate per bene, giusto per dare una parvenza di limite al terreno di gioco.

Il più influente di tutti

Insomma, la partita sarebbe una buona idea, ma non si può giocare. O forse sì, perché Maradona non si fa intimorire dai dubbi presidenziali e, assieme al manipolo di calciatori azzurri, a poche ore dal match giocato in campionato si presenta sul posto con maglia e scarpini d’ordinanza: “Voi non avete capito: questa partita si deve giocare per quel bambino”.

È giusto intitolare il San Paolo a Diego Armando Maradona?

Qualche giornalista riportò che addirittura l’argentino stipulò personalmente un’assicurazione da 12 milioni di lire per non mettere in difficoltà il Napoli. Non fu mai accertato, potrebbe essere così, ma non è importante.

Maradona e il femminismo sono realmente in antitesi?

Quel giorno il campione del Napoli si prese un momenti per gli ‘ultimi’, i dimenticati. L’obiettivo della raccolta fondi fu, naturalmente, raggiunto e probabilmente anche ampiamente superato. Qualcuno gli disse che la sua presenza sarebbe bastata, di non forzare troppo su quel campo di patate: “Se gioco lo faccio per vincere, questo è Maradona”.

Sempre, costantemente e ostinatamente dalla parte di chi ha bisogno.

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