Il problema di Klopp con i nuovi acquisti

Il Liverpool è una corazzata, ma negli ultimi anni Klopp sta dimostrando non poche difficoltà nell’inserire in squadra i costosi nuovi acquisti dei Reds.

45 milioni per Luis Diaz non sono pochi, e mettono una certa pressione sull’attaccante colombiano arrivato dal Porto, che al Liverpool dovrà trovare il modo di farsi strada in un attacco da favola con Firmino, Salah e Mané (gli ultimi torneranno nella prossima settimana dalla Coppa d’Africa).

A complicare ancora di più le cose per la punta sudamericana è una fastidiosa “tradizione” che sembra aver colpito i Reds negli ultimi anni: le grosse difficoltà di Jurgen Klopp nell’inserire in rosa i nuovi arrivati – spesso molto costosi – che raramente riescono a dare concretamente qualcosa in più alla sua squadra.

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Klopp e l’inserimento dei nuovi acquisti del Liverpool

Sembra icredibile, per un club che ha saputo, sotto la guida del tecnico tedesco, raggiungere livelli di eccellenza nel gioco e nei risultati proprio per la capacità di scegliere minuziosamente i giocatori su cui investire, come dimostrano i decisivi inserimenti in rosa di gente come Salah, Van Dijk e Alisson.

Oggi, però, la musica sembra cambiata. Dalla conquista della Champions League nel 2019, il Liverpool ha continuato a fare acquisti mirati e a cifre tutt’altro che ridotte, ma questi giocatori hanno faticato molto a incidere nella squadra. L’emblema di queste difficoltà è senza dubbio Thiago Alcantara, arrivato per 30 milioni dal Bayern Monaco nel 2020 ma la cui prima stagione in rosso è stata oltremodo deludente, con uno scarsissimo impatto sul gioco, e più falli commesi che occasioni da gol generate. Nell’annata in corso, lo spagnolo ha giocato meno di 1.000 minuti tra tutte le competizioni, a causa di diversi problemi fisici, e ha registrato appena 2 gol e 1 assist.

Stessa cosa si può dire di Takumi Minamino, nonostante le aspettative sul giapponese fossero chiaramente inferiori a quelle per Thiago. L’attaccante esterno asiatico è arrivato per 8,5 milioni dal Salisburgo nel gennaio 2020, e si pensava potesse essere una validissima alternativa a Mané, ma per la sua prima rete in Premier League si è dovuto attendere quasi un anno. Il Liverpool lo ha anche parcheggiato per sei mesi al Southampton, e solo in questa stagione sta mostrando qualcosa di buono, con 6 gol segnati in totale, seppure giocando sempre scampoli di partita (non arriva ai 90 minuti complessivi in campionato).

Ibrahima Konaté, salutato come un grandissimo colpo (pagato 40 milioni al RB Lipsia) e impredicato di diventare il nuovo perno della difesa accanto a Van Dijk, è finora rimasto per lo più in panchina, alle spalle di Matip. Sta invece riuscendo a ritagliarsi un ruolo importante, dopo una prima stagione tra alti e bassi, Diogo Jota, strappato al Wolverhampton un anno fa per 45 milioni, e che al momento ha già all’attivo 14 reti in 28 partite.

A dispetto dei colpi di mercato siglati dalla dirigenza, Jurgen Klopp pare piuttosto intenzionato a continuare a dare fidicia ai suoi senatori e, quando ha avuto bisogno di dare spazio a volti nuovi, il tecnico tedesco ha guardato con maggiore interesse al settore giovanile. Ne sono testimonianza l’affermazione di Curtis Jones e quella del 18enne Harvey Elliott, che in questa Premier ha già totalizzato più minuti di Minamino.

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