Perché Koundé è già uno dei difensori più forti del mondo

Jules Koundé è l’ennesima scommessa vincente di Monchi: il difensore centrale del Siviglia, nonostante la giovanissima età, è già tra i top al mondo del suo ruolo

Quando nell’estate del 2019 Monchi, direttore dell’area tecnica del Siviglia, si presentò a Bordeaux con un assegno da 25 milioni di euro per Jules Koundé, in molti si chiesero se il dirigente spagnolo, stavolta, non stesse facendo il passo più lungo della gamba. Chissà cosa penseranno oggi queste persone se aprissero un giornale inglese e scoprissero che, per il talentuoso 22enne parigino, il Manchester United sarebbe disposto a sborsare fino a 70 milioni di euro.

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Jules Koundé non è un progetto di fenomeno, ma già oggi – e nonostante l’età – uno dei difensori più forti del mondo. Lo dicono i numeri, che gli hanno permesso lo scorso anno – alla prima stagione in Spagna – di entrare dalla porta principale nella formazione tipo stilata da la Liga, ma lo dice anche il buon senso di chi, settimanalmente, segue le partite degli andalusi.

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Fonte immagine: @LaLigaLowdown (Twitter)

Come Koundé si è preso la Liga

L’incontro con Lopetegui è stato propedeutico per l’esplosione definitiva di un ragazzo che, non appena arrivato sulle sponde biancorosse di Nervion, si era dovuto prendere un periodo iniziale per adattarsi a ritmi e peculiarità di un calcio profondamente diverso da quello al quale era abituato. Ad aiutarlo è stato Diego Carlos, centrale più esperto, arrivato anche lui dalla Francia. Il brasiliano lo ha instradato a muovere i primi passi e poi, il resto, lo ha fatto una classe cristallina di primissimo livello.

Koundé, a parte qualche fisiologica battuta d’arresto, arriva da un anno e mezzo straordinario: in pochi mesi ha convinto il tecnico del Siviglia ad affidarsi totalmente a lui, che guida la difesa con l’autorità di un veterano e l’esperienza di chi, evidentemente, si trova a suo agio. Responsabilità che pesano, ma che non minano la sicurezza con la quale Koundé si è preso il Siviglia.

Qualità singolari

C’è però qualcosa di specifico a rendere Koundé un difensore così efficace e particolare, a suo modo singolare e dai tratti ben distinguibili. In un calcio sempre più fisico, questo ragazzo che a fatica raggiunge il metro e ottanta d’altezza sembrerebbe un pesce fuor d’acqua, e invece riesce a supplire a certe mancanze sfruttando tempi di intervento invidiabili e l’ottimo senso della posizione.

Destro naturale, è veloce sia di piede che di testa – intesa come cervello: la capacità di pensare – ma soprattutto gioca con una tranquillità straordinaria. Koundé, grazie a Lopetegui, ha quindi saputo valorizzare le proprie differenze, rendendole per certi versi uniche e, proprio per questo motivo, il francese oggi è un tassello fondamentale per gli andalusi.

La scoperta di Monchi

Tornando a Monchi, difficilmente quando l’ex direttore sportivo della Roma si espone così tanto sbaglia. Certo, su Koundé sono stati investiti tanti soldi, come riconosciuto il giorno della presentazione alla stampa dallo stesso calciatore: “Sono la scommessa personale di Monchidisse – segno che tutti hanno fiducia in me: devo assolutamente ripagarla”. E lo ha fatto, in una prima stagione terminata con 41 presenze, la qualificazione in Champions League e la vittoria in Europa League.

Dove Koundé, per inciso, a parte qualche sbavatura ha giocato una partita perfetta, di fatto annullando un brutto cliente come Lukaku. Un predestinato, che a Bordeaux avevano lanciato quando ancora doveva compiere 19 anni e, parallelamente, portava avanti la sua ascesa nelle nazionali giovanili transalpine, nonostante le origini beniniane della famiglia.

Oggi Koundé è anche nel giro della selezione allenata da Deschamps: la sua presenza al prossimo Europeo non è in discussione e, a meno di cataclismi, potrebbe essere lui il centrale titolare incaricato di affiancare Varane. Già, i due sono amici anche fuori dal campo e, sirene inglesi permettendo, potrebbero presto giocare insieme visto il forte interesse da parte del Real Madrid.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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