Juventus, perché l’indice di liquidità è un problema secondario

La Juventus si ritrova con un altro problema, oltre alla crisi di risultati e all’inchiesta sulle plusvalenze. Che cos’è l’indice di liquidità di cui tanto di discute?

Non bastano le difficoltà in campo e i sospetti dovuti all’inchiesta della Procura di Torino sulle plusvalenze fittizie: ora la Juventus deve fare i conti anche con una grana legata all’indice di liquidità, che potrebbe influenzare negativamente sul mercato di gennaio.

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Con un problema di natura economica di questo tipo, infatti, il club bianconero rischia di essere costretto a vendere qualche pezzo prima di poter procedere a nuovi acquisti, allontanando il sogno di rafforzare l’attacco con Dusan Vlahovic. Ma questa eventualità, però, è meno prossima di quanto sembri.

Che cos’è l’indice di liquidità e perché è un problema

Per prima cosa, occorre capire cosa sia l’indice di liquidità che inguaierebbe la Juventus. Si tratta, nel gergo finanziario, di un rapporto che indica la capacità dell’azienda di fare fronte agli impegni finanziari assunti a determinate scadenze. In poche parole, se e come l’azienda sarà in grado di sostenere le spese già previste.

intervista agnelli
Fonte immagine: @ildocc (Twitter)

Le rilevazioni effettuate dai dirigenti bianconeri hanno messo in evidenza come l’indice di liquidità del club sia pari a 0,57, e cioè inferiore alla misura minima imposta dalle regole redatte dalla FIGC, che è pari a 0,60. Questo problema era già noto al Consiglio di Amministrazione il 30 settembre scorso, quando era stata annunciata che la scadenza del 30 novembre avrebbe visto la società in difetto sotto questo punto di vista.

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Cosa succede ora? Le possibili soluzioni della Juventus

La prima e più ovvia conseguenza di questo ammanco è che la Juventus sarà costretta a limitare le spese durante la prossima sessione di calciomercato, quella di gennaio 2022, a causa delle limitazioni che le verranno imposte dai regolamenti.

In poche parole, il club dovrà vendere alcuni giocatori se vorrà procedere a nuove acquisizioni. In realtà, questa è un’eventualità che i dirigenti e anche i tifosi bianconeri hanno già messo in conto: l’obiettivo risaputo di inizio 2022 è appunto quello di cedere alcuni giocatori, a partire da Ramsey e Kulusevski, ma si parla anche di Rabiot e McKennie.

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Ovviamente, queste cessioni comporteranno la necessità di nuovi acquisti per tappare i buchi di una rosa che oggi dimostra di necessitare rinforzi. Questo è il vero problema per la Juventus, che così potrebbe faticare a mettere assieme un’offerta convincente per arrivare a Vlahovic della Fiorentina.

Kulusevski
Instagram Kulusevski

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Tuttavia, i dirigenti bianconeri non hanno finora ritenuto che l’indice di liquidità sotto il minimo della FIGC rappresenti un reale problema per il club. Ieri è infatti partito il piano di aumento di capitale, che durerà fino al 16 dicembre, che ha come obiettivo la raccolta di 400 milioni di euro. In questo modo, l’ammanco finanziario verrebbe risolto, dando la possibilità alla società di affrontare il prossimo calciomercato senza obblighi o limitazioni.

Il punto sarà riuscire a convincere gli azionisti a continuare a investire nella Juventus, dato che, come ha segnalato il Sole 24 Ore, l’esordio in borsa di lunedì, tra la sconfitta con l’Atalanta e l’inchiesta sulle plusvalenze, ha fatto registrare un calo del 6,3%.

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