Chi è Jeff Bezos e perché non potrà mai comprare il Napoli

Jeff Bezos negli ultimi giorni è balzato agli onori delle cronache per un suo presunto interessamento al Napoli. Ma qual è la verità?

È bastato un sussurro, un’ipotesi, una voce e un rumors per far scatenare il tutto. Questi ultimi giorni sono stati caratterizzati dal possibile interesse di Jeff Bezos per il Napoli. In realtà però la vicenda appare molto più semplice e meno intricata. Ma chi è l’uomo che così tanto sta facendo chiacchierare e parlare all’ombra del Vesuvio. Giusto raccontare e spiegare il tutto, entrando un po’ di più nel dettaglio e nello specifico.

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Jeff Bezos Napoli, qual è la verità?

Si sta parlando di colui che ha creato Amazon e che, dal 2013, è il proprietario del Washington Post.Il suo amore per l’e-commerce è nato nel 1994. Dopo aver invitato i suoi amici a provare il suo nuovo negozio online e avergli dato la loro approvazione, Bezos ha quindi creato e aperto Amazon.comLa crescita è stata immediata e nel 1997 l’azienda è diventata pubblica nel 1997 e nel 2011 è arrivata a fatturare 17 miliardi di dollari. Ma Bezos non è solo Amazon. Infatti nel 2007 l’imprenditore ha annunciato il suo investimento in Blue Origin, una società aerospaziale con sede a Seattle che sta sviluppando tecnologie per offrire viaggi nello spazio ai propri clienti. Ed è proprio a quest’ultimo aspetto che sembra legarsi la sua presenza a Napoli.

Infatti sembra che l’uomo d’affari abbia deciso di puntare sulla città campana per organizzare dei viaggi spaziali. Come raccontato da Il Mattino, l’obiettivo sarebbe quello di portare gente sulla Luna e su Marte. Insomma, non sembra che nei suoi interessi ci siano i colori azzurri. Tutto ruota attorno a un progetto industriale e di marketing, che per di più si basa sull’affidabilità del polo aerospaziale campano, che è tra i più apprezzati e conosciuti a livello internazionale. Dunque le voci sembrano essere destinate a spegnersi nel giro di un po’ di tempo. Anche se il tam tam social in realtà non intende arrestarsi. Perché in fondo è bello sognare e immaginare.

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