tifosi allo stadio
Fonte Immagine: @avfc.21 (Instagram)

Il ritorno dei tifosi allo stadio è stato deciso ieri dal governo britannico, come parte di una serie di misure volte a superare l’attuale lockdown a partire da dicembre, a seguito del calo dei contagi e delle buone notizie sul fronte vaccino.

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Boris Johnson ha dato il via libera alle riaperture degli impianti sportivi nel Regno Unito, il che significa che, a partire dal 2 dicembre, potremo rivedere i tifosi allo stadio anche in Premier League.

Non un’apertura indiscriminata, ma regolata in base ai livelli di rischio di contagio: nelle aree di livello 1, quelle a basso rischio, saranno ammessi 4.000 spettatori (o fino al 50% della capienza, in base a quale numero sia più basso); in quelle di livello 2, il numero delle presenza sende a 2.000, mentre al livello 3, il più esposto, non sono ammessi tifosi allo stadio.

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Cosa succede negli altri paesi

Delle riaperture degli stadi si parla da mesi ormai, e alcuni paesi hanno già approntato misure per riportare la gente ad assistere agli eventi sportivi all’aperto nel rispetto delle norme di sicurezza. Il modello è, tanto per cambiare, quello della Bundesliga, che a settembre ha riaperto le porte al pubblico fino al 20% della capienza e sempre in relazione al rischio di contagio locale.

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L’iniziativa tedesca – nonostante l’iniziale polemica, scoppiata soprattutto a causa delle immagini del match di coppa nazionale tra Hansa Rostock e Stoccarda, con spalti gremiti di persone senza alcun rispetto delle norme anti-Covid – ha riscosso un certo successo e ha fatto da apripista in Europa, dato che già a inizio ottobre la UEFA aveva dato il via libera al ritorno dei tifosi allo stadio fino al 30% della capienza.

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Di conseguenza, anche in Italia il governo aveva predisposto le aperture, stabilendo un limite del 25% e delle 1.000 persone per settore. Ma nel nostro paese queste misure sono durate poco: la rapida risalita dei contagi in gran parte della Penisola ha reso necessario un nuovo dpcm che, a fine ottobre, ha di nuovo chiuso gli impianti sportivi.

Il ritorno dei tifosi allo stadio nel Regno Unito

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In Inghilterra, oggi, le cose vanno decisamente meglio. Il grafico dei contagi è in discesa, e dal 1° dicembre potrebbero già essere disponibili le prime dosi del vaccino; Johnson ha quindi annunciato ieri nuove norme per la distensione del lockdown, che comprendono appunto anche un parziale ritorno dei tifosi allo stadio.

La Premier League si è detta molto contenta della riapertura, ma in verità i primi beneficiari del ritorno del pubblico saranno i club della Football League 1 e 2, la terza e la quarta serie, per cui gli introiti dei biglietti rappresentano una parte consistente del proprio giro d’affari. La crisi dovuta alla pandemia ha portato infatti alla sospensione della scorsa stagione nelle leghe minori inglesi, e allo stop del pubblico in quella attuale, aprendo una voragine nei bilanci societari e rendendo palesi problemi a lungo ignorati dal sistema calcio.

Il ritorno dei tifosi allo stadio nel Regno Unito, quindi, non è solo una buona notizia per i tifosi del football, ma in generale può rappresentare il primo passo per uscire dalla crisi del coronavirus, che in altri paesi è ancora molto grave. Non va scordato, infatti, che mentre Germania, Italia e altri iniziavano le riaperture a settembre, proprio il Regno Unito aveva dolorosamente scelto di rinviare la decisione a un momento futuro, a causa della difficile situazione dei contagi. Ora, quel momento sembra proprio essere arrivato.

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