HomeCalcio EsteroDal passato glorioso all'eliminazione del Bayern: ecco l'Holstein Kiel

Dal passato glorioso all’eliminazione del Bayern: ecco l’Holstein Kiel

L’Holstein Kiel è il club quasi sconosciuto che ieri ha eliminato il Bayern dalla Coppa di Germania. Ha un lontanissimo passato glorioso, oggi da molti dimenticato, ma nell’ultimo decennio è tornato a farsi valere, e adesso punta al ritorno nella massima serie.

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Il risultato non può lasciare indifferenti: il Bayern Monaco, con due sole sconfitte in stagione (anche se una nell’ultima di campionato contro il Gladbach), esce clamorosamente al secondo turno di Coppa di Germania contro una squadra praticamente sconosciuta, l’Holstein Keil.

In campo, gli uomini di Flich sono scesi con alcune riserve, ma anche con Neuer, Davies, Kimmich, Sané, Muller e Gnabry. Nessuno di loro è bastato, però, ad avere la meglio del piccolo club del Schleswig-Holstein, che ha trovato un pareggio nei minuti finali e poi superato i campioni d’Europa ai rigori. Non il primo risultato a sorpresa di questo turno di coppe nazionali (chiedere a Leeds e Atletico Madrid), ma di sicuro il più rumoroso, considerando anche l’ampia disparità tra le squadre tedesche.

Un lontano passato glorioso

Pochi hanno mai sentito parlare dell’Holstein Kiel, che proviene da una cittadina del nord della Germania, vicino al confine danese, con meno di 250mila abitanti. Non ha mai militato in Bundesliga, e la sua storia è trascorsa soprattutto tra la terza e la quarta serie tedesche, nel più totale anonimato.

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Fonte Immagine: @holsteinkiel (Instagram)

Bisogna risalire a prima dell’istituzione della Bundesliga (1963), addirittura prima della Seconda Guerra Mondiale, per riscoprire il periodo d’oro dell’Holstein Kiel. Nel 1910, infatti, il club contese al Karlsruhe il titolo nazionale, conquistato poi due anni dopo; negli anni Venti e Trenta, fu una delle squadre più competitive di Germania, raggiungendo ancora la finale nazionale nel 1930. Durante gli anni del Nazismo, si affermò con un’assoluta potenza del calcio del Nord, e nel 1943 chiuse al terzo posto nel torneo nazionale.

Poi, il vuoto. Gli appassionati di calcio tedesco potrebbero ricordare però l’impresa di nove anni fa, quando sempre in Coppa di Germania l’Holstein Kiel raggiunse incredibilmente i quarti di finale. All’epoca militava in quarta serie, ma si rese protagonista di alcuni clamorosi risultati, eliminando club ben più quotati, come Energie Cottbus, Duisburg e anche il Mainz di Thomas Tuchel, prima di arrendersi al Borussia Dortmund.

Da lì, la storia della squadra è cambiata. Nel 2013 ha riconquistato la terza serie, e nel 2017 è stata promossa nuovamente in 2.Bundesliga, un torneo da cui mancava da 36 anni. Alla sua prima stagione, l’Holstein Kiel arrivò terzo con il miglior attacco della competizione, sfiorando la promozione al play-off.

Una squadra a costo zero

I successi dell’Holstein Kiel sono costruiti con un’attenta progettazione manageriale: una rosa non troppo ampia, con gerarchie ben delineate, e soprattutto giocatori scovati sul mercato a prezzo bassissimo. L’undici titolare che nel 2018 sfiorò il ritorno in Bundesliga era stato assemblato a costo zero, puntando su prestiti e svincolati.

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Fonte Immagine: @holsteinkiel (Instagram)

Il bomber Marvin Ducksch, cresciuto nei ragazzi del Dortmund, era arrivato in prestito dal St. Pauli. A parametro zero erano stati acquistati Rafael Czichos, Atakan Karazor, David Kinsombi, Dominick Drexler e Kingsley Schindler. Negli anni successivi, l’Holstein Kiel è riuscito a rivendere questi giocatori per la cifra complessiva di 8,1 milioni di euro, e alcuni di loro oggi giocano in Bundesliga (Karazor allo Stoccarda; Drexler, Schindler e Czichos al Colonia, dove hanno seguito il tecnico Markus Anfang).

Ma nonostante le partenze, il club è riuscito a mantenersi nella categoria, puntando ancora una volta su acquisti mirati e prestiti importanti, soprattutto dal Red Bull Salisburgo, che negli ultimi anni ha mandato a crescere a Kiel il terzino Darko Todorovic e l’esterno giapponese Masaya Okugawa, fino all’ala ghanese David Atanga, un prodotto della scuola della Red Bull di Sogakope, che l’Holstein Keil ha infine acquistato a titolo definitivo nel luglio 2019.

I punti di forza dell’Holstein Kiel

L’uomo del momento è senza dubbio il capitano Hauke Wahl, difensore centrale di 26 anni, arrivato qui giovanissimo, poi trasferitosi al Padernorn nel 2015 e tornato a Kiel tre anni dopo. Suo è stato il gol che al 95′ ha riaperto una partita che il Bayern credeva di avere ormai chiuso.

Ma i veri punti di forza della squadra oggi allenata da Ole Werner, uno che a Kiel ha trascorso tutta la vita, sono piuttosto il mediano col vizio del gol Alexander Muhling, qui da cinque stagioni, o l’ala mancina Fin Bartels, un prodotto del settore giovanile locale che dal 2007 ha preso a girare nelle serie maggiori tedesche e la scorsa estate, a 33 anni compiuti, ha deciso di tornare a casa.

In attacco, a fare le veci della seconda punta mascherata da trequartista nel 4-1-4-1 di Werner, c’è uno dei giocatori più interessanti dell’Holstein Kiel, il sudcoreano Lee Jae-sung, 28 anni, scoperto in Corea nel 2018 e divenuto uno dei leader della squadra, con cui in carriera ha già giocato 81 partite, segnando 20 gol e servendo altrettanti assist. Altro importante terminale offensivo è la promessa di 22 anni Janni Serra, poderoso centravanti prelevato due anni fa dal settore giovanile del Dortmund.

Rispetto alla sua prima storica annata in 2.Bundesliga, oggi l’Holstein Kiel non è più, però, una squadra che punta tutto su un attacco implacabile, quanto piuttosto sulla solidità della difesa, che ha subito appena 14 gol. È la miglior retroguardia della categoria, e la seconda migliore della Germania dietro al RB Lipsia: grazie ad essa, il piccolo ma ambizioso club del Nord si trova al momento terzo in classifica a un punto dall’Amburgo primo, e sogna così il ritorno nella massima serie.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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