I dati dietro l’assurdo esonero di Gotti

Luca Gotti è stato esonerato dall’Udinese, dopo la sconfitta contro l’Empoli e 16 punti in altrettante partite. Ma poteva davvero fare di più?

Non si conluderà, la terza stagione di Luca Gotti sulla panchina dell’Udinese: l’allenatore veneto, subentrato a Igor Tudor nell’ottobre 2019 dopo circa un decennio passato a fare il vice, è stato esonerato a causa degli scarsi risultati delle ultime settimane.

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Su Gotti non pesa tanto la sconfitta di lunedì in casa dell’Empoli, una delle sorprese della stagione, ma il fatto di aver portato a casa appena 16 punti in 16 partite, mentre la società si attendeva qualcosa di più. La vera questione, però, dovrebbe essere quanto fossero legittime queste aspettative.

Gotti esonerato: cosa poteva fare di più?

I risultati, sulla carta, non sembrano lasciare molti dubbi, ma non va sottovalutato che, nonostante la media di 1 punto a partita, l’Udinese si trova al momento in quattordicesima posizione, a +6 sulla zona retrocessione. Per fare un raffronto, il friulani hanno chiuso la scorsa stagione a +7 sulla terzultima e con una media appena appena migliore (40 punti in 38 partite).

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Fonte: @Udinese_1896 (Twitter)

Il campionato era iniziato anche bene, con 7 punti nelle prime tre partite, prima del pesante tonfo interno (4-0) contro il Napoli. Ma anche da lì in avanti i bianconeri hanno continuato a ottenere buoni risultati, perdendo di misura contro Roma e Fiorentina, battendo il Sassuolo e costringendo sul pari l’Atalanta e la Lazio.

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Insomma non proprio un ruolino di marcia da esonero, per un club che, a onor del vero, non punta a nulla più che una comoda salvezza. Gotti, anche in questa stagione, ha tenuto fede a quanto visto nelle due scorse annate, esprimendo un gioco non spettacolare ma efficace, che a garantito alla sua squadra finora la decima miglior difesa della Serie A.

Gotti esonerato: il valore della rosa dell’Udinese

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Se ci si domanda cosa, secondo il patron Pozzo, dovesse fare di più il tecnico di Adria, bisogna anche guardare alla rosa che gli è stata messa a disposizione. Un dato è particolarmente significativo: l’Udinese ha il terzo monte ingaggi più basso del campionato, una posizione virtualmente da retrocessione.

Se poco sopra si è spiegato come i risultati fin qui non siano poi così dissimili da quelli della scorsa annata, va anche ricordato che in estate l’Udinese ha ceduto due giocatori fondamentali come Musso e De Paul. La società friulana ha incassato 55 milioni da queste due operazioni, ma ne ha investiti sul mercato appena 4,5, per assicurarsi Marco Silvestri in porta e Brandon Soppy in difesa, come riserva di Molina.

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Fonte: gerardeulofeu
(Instagram)

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Di fatto De Paul, che è stato il fulcro del gioco dell’Udinese negli ultimi anni, offrendo prestazioni di primissimo livello, non è stato rimpiazzato. Gotti ha dovuto fare i salti mortali per restituire alla forma migliore Gerard Deulofeu, già in rosa l’anno scorso, e ci è pure riuscito (4 gol e 2 assist fin qui, per lo spagnolo), mentre il 19enne talento Samardzic, 9 presenze un anno fa al RB Lipsia, si sta ancora ambientando.

E nonostante questo, l’orma ex-allenatore dell’Udinese era anche riuscito a trovare dal nulla una punta abbastanza prolifica, il portoghese Beto (6 gol finora), un giocatore che fino a due anni fa stava nella terza serie lusitana. Obiettivamente, anche in vista del prossimo titolare della panchina bianconera, sarebbe importante un bagno di realismo in merito alle possibilità di questa rosa.

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