Giovani e gavetta: 5 calciatori che smentiscono la teoria di Allegri

Allegri sostiene che i giovani debbano fare una lunga gavetta prima di arrivare in Serie A, ma è proprio così? Ecco 5 esempi che lo smentiscono.

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Serie C, Serie B e poi Serie A: è questo il percorso naturale che, secondo Massimiliano Allegri, i giovani calciatori devono fare se vogliono arrivare a giocare ai massimi livelli del calcio italiano.

L’allenatore della Juventus (che, quand’era giocatore, seguì proprio questa strada) ha specificato che la regola non si applica ai fuoriclasse, ma in generale non sono pochi i casi oggi di giocatori che sono arrivati ai vertici senza fare gavetta. Alcuni giocano proprio nella Juventus (De Ligt, Kean, Chiesa, De Sciglio, Bernardeschi), ma ce ne sono anche altri: vediamone alcuni.

5 calciatori che smentiscono la teoria di Allegri

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Christian Pulisic (Chelsea)

Un ottimo giocatore, già oggi uno dei migliori della storia degli Stati Uniti, anche se difficilmente lo inseriremmo tra i primi 50 al mondo. Però Pulisic resta un giocatore di prima fascia, importante elemento nel Chelsea campione d’Europa in carica, e la sua carriera non rispecchia affatto la teoria di Allegri.

pulisic chelsea
Fonte: cmpulisic (Instagram)

L’americano è infatti arrivato giovanissimo al Borussia Dortmund, entrando nel settore giovanile del club ed esordendo già nel 2015, quando aveva appena 17 anni. La stagione successiva era già titolare e ha vinto una Coppa di Germania; nel 2019 è arrivato al Chelsea, continuando la sua carriera ad alto livello, interamente trascorsa in prime divisioni.

Alessandro Bastoni (Inter)

Anche per il difensore centrale classe 1999 una carriera tutta in primo piano, fin dal esordio tra i professionisti con l’Atalanta: era la stagione 2016/2017 e il club bergamasco militava già in Serie A, con Gasperini in panchina.

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Due anni dopo l’approdo al Parma, un’altra stagione nel massimo campionato italiano, quindi il passaggio all’Inter, quando aveva solo vent’anni. In poco tempo, Bastoni ha scalzato un veterano come Diego Godin, acquistato con l’obiettivo di essere il nuovo perno della retroguardia nerazzurra, e un anno dopo è stato tra i protagonisti dello scudetto. Non male, per uno che non ha mai giocato in B!

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Leandro Paredes (PSG)

Non è cresciuto in Europa, il regista argentino del Paris Saint-Germain, ma questo non significa che non sia arrivato presto ai vertici del calcio: Paredes ha infatti debuttato nel 2011 direttamente nel Boca Juniors, club da cui poi ha spiccato il volo trasferendosi in Italia a soli 19 anni.

Paredes
Fonte: Instagram @leoparedes20

Da lì ha preso ha viaggiare, gocando con Chievo, Roma, Empoli, Zenit e, adesso a Parigi, ma senza mai scendere di categoria. Non c’è quindi bisogno di essere dei fuioriclasse per saltare le leghe minori (anzi, per contro il suo compagno di squadra Marco Verratti ha fatto Lega Pro e B senza mai arrivare in Serie A, ma saltando direttamente al PSG).

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Bukayo Saka (Arsenal)

Dall’esordio del 29 settembre 2018 con l’Arsenal alla celebre strattonata subita da Chiellini nella finale di EURO 2020, non si può negare che la carriera di Bukayo Saka abbia subito una rapida ascesa.

Anche per il giovane esterno dell’Inghilterra non si può però parlare di gavetta, dato che è alla quarta stagione da professionista, tutte trascorse con l’Arsenal. Dalla sua, la fortuna di essere cresciuto nel vivaio di una squadra di primo piano e di aver trovato un allenatore come Arteta, disposto a dare fiducia ai giovani.

Kai Havertz (Chelsea)

Sia lui che il suo “erede” Florian Wirtz sono emersi dal vivavio del Bayer Leverkusen, debuttando giovanissimi in prima squadra senza che a nessuno venisse in mente di parcheggiarli nelle serie minori per qualche anno, come avrebbe suggerito Allegri.

havertz

A 17 anni, Havertz era già titolare nella Werkself (uno degli storici soprannomi del club di Leverkusen), e lo è rimasto per quattro stagioni, prima di essere ceduto al Chelsea per 71 milioni di sterline.

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