La Fiorentina di Italiano deve già essere rifondata?

Un anno fa, la Fiorentina avviava uno dei progetti sportivi più interessanti in Italia. Oggi, la squadra viola è in Europa, ma pare già costretta a ricominciare da zero.

Doveva essere la stagione della svolta: dopo due anni di risultati deludenti, nell’estate del 2021 la Fiorentina decideva di fare sul serio e sceglieva un allenatore giovane e promettente come Vincenzo Italiano, mettendogli a disposizione una rosa di tutto rispetto imperniata sulla punta Dusan Vlahovic, con l’esplicito obiettivo di tornare in Europa.

Un anno dopo, il bersaglio dell’Europa è stato raggiunto, ma pare che a Firenze ci sia ben poco di cui essere felici al momento. La squadra di Italiano sta già venendo smantellata, e anche con l’allenatore sembrano esserci dei problemi: in questi giorni si sta trattando il rinnovo del contratto in scadenza nel 2023, e il tecnico dei toscani ha chiesto un triennale con ingaggio raddoppiato a 2 milioni l’anno, che la società potrebbe non voler accettare.

Richieste che sono anche strategiche, perché al momento Italiano può essere ben poco soddisfatto della gestione della sua squadra, che invece di rafforzarsi sta perdendo pezzi. Anzi, ha già iniziato a perderli a gennaio, con il discusso addio di Vlahovic destinazione Juventus.

La Fiorentina perde i pezzi: manca mezza squadra

Al pusto del centravanti serbo, vera stella dei viola, sono arrivati Piatek e Cabral, le cui prestazioni hanno lasciato però molto a desiderare: in due, hanno segnato appena 8 gol, di cui 3 del polacco in Coppa Italia. Piatek, adesso, rientrerà all’Hertha Berlino, e non c’è molta fiducia attorno alla sua riconferma. Purtroppo, nonsarà l’unico a non vestire ancora la maglia viola.

Di recente è stato annunciata la definitiva rottura con l’Arsenal sul riscatto di Torreira, forse il giocatore più importante negli equilibri tattici di Italiano: ancora non è stato trovato un suo erede, e sebbene si parli con insistenza di Grillitsch, di recente è emersa anche l’alternativa Sensi, che significherebbe purtroppo un altro downgrade rispetto all’uruguayano.

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Fonte: Insidefoto

Problemi anche in difesa, dove quasi sicuramente bisognerà trovare un rimpiazzo per Odriozola, che pare sempre più destinato a restare al Real Madrid (si parla soprattutto di Dodo), e per Milenkovic. Il centrale serbo ha il contratto in scadenza nel 2023, tanti occhi addosso e sorpattutto l’ingaggio più alto della rosa: per il Corriere dello Sport, la Fiorentina avrebbe anche un accordo col giocatore, per liberarlo a 20 milioni in caso di offerta di una big.

Dubbi anche tra i pali, dove Dragowski non ha mai del tutto convinto Italiano e, alla fine, è stato relegato in panchina, senza che però il nuovo titolare Terracciano abbia dato le certezze sperate. Discorso simile anche per Ikoné, grande acquisto di gennaio (14 milioni dal Lille) che però non ha lasciato il segno, ma nella prossima stagione dovrà far vedere qualcosa di più, visto che nel frattempo non sarà confermato Callejon, che si svincolerà a fine mese.

In ultimo, a tutto ciò si somma il problema di Castrovilli, sulla carta la mezzala di qualità che potrebbe essere una delle stelle della squadra, ma di fatto infortunato fino a ottobre, quando rientrerà – vedremo in che condizioni – da sei mesi d’infortunio al ginocchio.

Cosa succede nella Fiorentina

È inutile girarci attorno: i guai della Fiorentina sono innanzitutto di natura economica. Il club non ha debiti finanziari con nessuno, ma fino adesso Commisso ha coperto tutte le spese, e chiaramente sta cercando di limitare ulteriori esborsi.

Soprattutto per quanto riguarda il monte ingaggi complessivo, che attualmente ammonta a 76 milioni di euro lordi, a fronte di ricavi che si fermano a 80 milioni. Ecco perché tutti i problemi di questo post-campionato sembrano vertere attorno al contenimento delle spese e in particolar modo degli stipendi. Torreira, Odriozola, Milenkovic, Piatek e Callejon, cioè i principali partenti, figurano tutti tra i giocatori più pagati della squadra.

A questo punto, la speranza dei tifosi è che queste manovre di contenimento delle spese siano solo un modo per dare respiro alle casse societarie, e non, come ha sostenuto Niccolò Pontello ai microfoni di Radio Bruno, una exit strategy di Commisso per liberarsi della Fiorentina.