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Demiral sta diventando un caso?

Demiral è uno dei prospetti difensivi più promettenti del calcio italiano ma trova poco spazio alla Juventus: quali prospettive si aprono davanti al turco?

Quando nell’estate del 2019 la Juventus acquistò Merih Demiral dal Sassuolo, in molti storsero il naso per la cifra sganciata dai bianconeri. Ai tempi, l’accordo con i neroverdi prevedeva una cessione a titolo definitivo in cambio di 18 milioni di euro: davvero tanti, si diceva, per un ragazzo arrivato in Italia 6 mesi per un prezzo diciassette volte inferiore.

Il Sassuolo pescò Demiral in Turchia, dove di lui si parlava un gran bene, strappandolo all’Alanyaspor per meno di 1 milione di euro. Vederlo un paio di anni dopo dominare contro l’attacco stellare dell’Inter, quindi, fa ancora impressione. O forse no, perché alla fine che Demiral sia un centrale difensivo valido ormai è sia una credenza comune che un paradosso.

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Paradosso sì, perché quello che di fatto è uno dei difensori più incisivi della Serie A, alla Juventus è un panchinaro. Demiral in Italia giocherebbe titolare ovunque, anche nelle altre big, ma in bianconero sta sgomitando per ritagliarsi almeno un posto da comprimario. Rischi della rosa ricca, alla quale però Pirlo – ancora in corsa per tutti gli obiettivi stagionali – non può assolutamente pensare di rinunciare.

Demiral
Fonte immagine: profilo Ig @MerihDemiral

La prestazione perfetta di Demiral

Scendendo nello specifico, Demiral contro l’Inter ha chiuso su numeri decisamente interessanti, che cominciano con i 62 tocchi di palla complessivi e proseguono con il 94.2% di precisione dei passaggi, figlio del completamento di 48 giocate andate a buon fine su 52 tentativi. Inoltre, il turco ha tentato addirittura 5 tiri, tutti respinti, e messo insieme 4 spazzate e 3 intercetti, senza subire alcun dribbling.

Inoltre, il match di Coppa Italia ha sottolineato come Demiral, complessivamente, sia uno dei centrali più adatti per giocare in coppia con de Ligt. Infatti, i due si completano a meraviglia: se l’olandese è più elegante e maggiormente incline a giocare con la palla nei piedi, dando soluzioni in impostazione, il nazionale turco – che, va detto, dovrebbe limitare un po’ l’irruenza – risalta meglio in marcatura.

Entrambi, però, sono abilissimi a difendere lontano dalla propria area di rigore, una delle peculiarità principali del calcio che ha in mentre Andrea Pirlo. Un vero e proprio muro invalicabile, fisicamente straripante, completo e, viste le rispettive carte di identità, con ampi margini di miglioramento.

Gerarchia da rispettare

Detto questo, il risultato non cambia: Demiral, al momento, è il quarto difensore centrale della Juventus. Lo è perché lo dicono logica e buon senso, oltre che una gerarchia difficile da scalfire vista la presenza di Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. Questi due sono i leader tecnici e carismatici sui quali la Juventus ha costruito anni e anni di successi, perciò è complicato dare loro il benservito di punto in bianco.

Inoltre, sono presenze “ingombranti”, non nell’accezione negativa del termine ma senza dubbio difficili da spodestare. Per quanto riguarda de Ligt, invece, oltre a essere un fenomeno l’olandese è anche un investimento da proteggere, visto la cifra spesa per acquistarlo dall’Ajax. Inoltre, il classe 1999 pare avere una classe superiore alla maggior parte dei suoi colleghi e, nonostante ciò, spesso fatica anche lui a trovare un posto da titolare.

Demiral
Fonte immagine: profilo Ig @MerihDemiral

Sirene di mercato

Demiral non è una comparsa – con i 90 minuti in coppa ha toccato quota 1100 in stagione – ma non ha certezze nell’immediato. Per questo motivo, di recente, ha manifestato un mal di pancia destinato a riproporsi quando in estate riaprirà il mercato. Già, perché in giro del turco ci si è accorti, eccome. Nella scorsa sessione di mercato il Milan ci aveva provato, ma la Juventus ha sparato altissimo.

 

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Ma, almeno da ciò che si legge in giro, in Premier League e Bundesliga ci sono alcuni club pronti a fargli i ponti d’oro. D’altronde si parla di un ragazzo che compirà 23 anni a marzo, un profilo spendibile in più contesti tattici – sa giocare bene anche a tre, da braccetto, staccandosi per lasciare spazio al centrocampista che si abbassa per giocare la palla – e in più campionati.

La Juventus, alla luce delle considerazioni di cui sopra, potrebbe anche decidere di monetizzarlo al massimo, piazzando una plusvalenza importante per un giocatore che, nonostante l’innegabile talento, è probabilmente capitato nel posto giusto al momento sbagliato. O, in alternativa, la società può convincerlo ad aspettare che Chiellini dica basta. Ma quanto ci andrà? E, soprattutto, Demiral è disposto a farlo?

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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