Conference League, cos’è successo nella seconda giornata

Conference League: boiata pazzesca o genialata? Il solo fatto che siamo qui a parlarne potrebbe essere una risposta. Andiamo a vedere comunque 5 curiosità emerse dalla seconda giornata di questa nuova competizione europea.

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Alashkaert - Hjk
Un risultato che passerà alla storia. Fonte: hjkhelsinki official twitter

Riski business

Signori: ieri sera a Yerevat, capitale dell’Armenia, si è scritto un pezzo di storia del calcio, non solo per quanto riguarda la Conference League.

E non perché l’HJK abbia battuto l’Alashkert 4-2, ma perché due dei quattro gol della squadra finlandese sono stati segnati da due fratelli.

Stiamo parlando di Roope e Riku Riski. Con Roope autore anche di tre assist e selezionato dalla Conference League tra i migliori di giornata. Cresciuti assieme al Turun Palloseura di Turku, sono nati a due anni di distanza: Riku nel 1989, Roope nel 1991.

Uno, Riku, è alto 1.74, l’altro 1.80. Uno, Riku, è ala destra, mentre Roope è attaccante.

Roope, ex meteora al Cesena, scrive poesie, in compenso, e Riku no (almeno questo sappiamo).

Assieme ai Laudrup, ai De Boer, agli Hazard e ai Touré, adesso fanno parte della ristretta cerchia dei fratelli andati in gol nella stessa partita in ambito internazionale.

Da noi, per quanto riguarda la Serie A, segnaliamo gli Insigne e i Filippini.

Riecco l’uragano

Harry Kane aveva segnato una tripletta in Champions League, una tripletta in Europa League e ieri sera ci è riuscito anche in Europa League.

Naturalmente è il primo calciatore a riuscire in un’impresa del genere e non si vede, a breve, chi possa raggiungerlo in questo club.

Questo spiega anche l’andamento un po’ schizofrenico del Tottenham negli ultimi anni, passato dal giocarsi una finale di Champions (2019) ad arrancare in Premier tanto da riuscire a qualificarsi solo per la Conference League.

A cadere sotto i colpi dell’uragano Kane il povero Mura, che però è riuscito a salvare l’onore con Kous nel 5-1 finale.

Marco Rosa forever

Da secoli Gibilterra (una città inglese dove fa sempre caldo, quindi una contraddizione in termini) attendeva un momento simile: il primo gol di una sua squadra in una competizione europea, in questo caso la Conference League.

Ed è successo ieri sera al Parken di Copenaghen, quando al minuto 33 il centrocampista Marco Rosa, classe 1995 e nato a Siviglia, ha regalato al Lincoln Red Imps l’illusorio pareggio contro, appunto, il Copenaghen.

Una gioia durata appena 13 minuti, prima del nuovo e definitivo vantaggio dei padroni di casa, con il gol su rigore di Wind.

Sugli almanacchi sportivi il 3-1 finale non conterà, tanto il Copenaghen era già favorito prima del fischio finale. Ciò che conta è celebrare il gol di Rosa, il primo di una squadra di Gibilterra in una competizione europea (preliminari esclusi).

Rosa, dopo le giovanili nel Betis, ha passato un lustro intero nelle minors spagnole: San Roque Lepe, Badajoz, Ejea, Penya Deportiva e Cordoba B. Mai sopra la Segunda B, ovvero la terza serie, girovagando dall’Andalusia all’Extremadura, dall’Aragona alla Catalunya.

Comunque, fortissimo: guardare qua sotto per credere.

Il brasiliano che si sente bulgaro

Sempre affascinanti le storie dei sudamericani che vanno a giocare nei campionati più assurdi, tipo quello dell’Azerbaigian.

Kady Iuri Borges Malinowsky, per tutti Kady, è uno di questi. Malinowsky, ma non è parente dell’atalantino, anche perché i cognomi sono scritti in modi diversi.

Per lui doppietta ieri nella roboante vittoria del Qarabag, 4-1 a Nicosia contro l’Omonia. Uno di questi due gol, peraltro, un missile all’incrocio da fuori area, è stato scelto tra i migliori quattro della serata.

In un’amichevole estiva contro il Cska Mosca, Kady (esterno offensivo mancino che gioca a destra) sembra che abbia affermato di avere lontane origini bulgare. Pare che sia partita già la caccia alla naturalizzazione. Pare.

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Giocatori che credevi ritirati: Kyle Lafferty

A Palermo, ma anche a Reggio Calabria, tutti lo ricordano ancora con affetto, questo meraviglioso e squinternato nordirlandese che gioca a Cipro, all’Anorthosis Famagosta e rema ancora in Conference League.

Stessa squadra di Lazaros Christodoulopoulos, un altro nome che ci fa tornare indietro con tenerezza ai bei tempi passati.

Ieri ha giocato contro il Gent, ma non è andata benissimo visto che l’Anorthosis ha perso ancora una volta, 2-0, ed è nel baratro nel suo girone di Conference League.

A 34 anni Lafferty, che è ancora nel giro della nazionale nordirlandese, dove regala chicche come questa, è alla sua quattordicesima esperienza diversa in carriera, dopo aver toccato anche la Svizzera, la Turchia e la Norvegia.

lafferty
E’ successo davvero, Dybala e Lafferty assieme