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Quali club sono di proprietà statale?

I club di proprietà statale sono al centro di varie polemiche, in riferimento ovviamente a Paris Saint-Germain e Manchester City, ma quali altri esempi ci sono oltre a questi due?

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In questo periodo più che mai i club di proprietà statale sono bersaglio di molte critiche, viste le possibilità di spesa quasi illimitate di Manchester City e Paris Saint-Germain, società controllate dalle famiglie reali di Emirati Arabi Uniti e Qatar.

Le squadre di calcio controllate dallo Stato non sono però una novità di questi anni, anche se raramente in passato sono arrivati a essere così determinanti e discussi a livello europeo. Scopriamo qualche altro esempio.

I più noti club di proprietà statale

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Chiaramente il City e i PSG sono i primi due nomi che vengono in mente, e sono anche alcuni tra i club di Stato più vincenti della storia, sebbene a livello internazionale non abbiano raccolto nulla più che due finali di Champions League. In passato, erano club di proprietà statale tutti quelli dei Paesi dell’Europa dell’Est (come ad esempio la Dinamo Kiev, vincitrice di due Coppe delle Coppe e di una Supercoppa europea), appartenenti al blocco comunista, dove non era permesso avere aziende private.

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Fonte: @mancity (Instagram)

Oggi le cose sono ovviamente molto diverse e anche in un Paese comunista come la Cina i club di calcio non sono proprio controllati dallo Stato, ma piuttosto da imprenditori legati al Partito Comunista, come sono gli Zhang, ex-proprietari dello Jiangsu Suning e attualmente dell’Inter.

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Ovviamente, gran parte dei club di proprietà statale odierni sono legati al City Football Group, la multinazionale del pallone di Abu Dhabi che, oltre al Manchester City, controlla anche New York City FC, Melbourne City FC, Yokohama F. Marinos, Montevideo City Torque, Sichuan Jiuniu, Girona, Mumbai City FC, Lommel SK e Troyes.

Ma, restando ai Paesi arabi, c’è anche il caso poco noto dello Sheffield United, società della Championship inglese che dal 2013 è di proprietà di Abdullah bin Musaid Al Saud, figlio del re dell’Arabia Saudita, che possiede anche Beerschot, Kerala United e Al-Hilal. Sebbene non sia tecnicamente lo Stato saudita a controllare il club, è comunque un importante membro della famiglia reale: la stessa situazione la ritroviamo al Malaga con il qatariota Abdullah bin Nasser Al Thani, mentre il Paris FC è di proprietà del fondo sovrano del Bahrain.

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Sebbene sia poco risaputo, anche il Tigres UANL, squadra messicana finalista dell’ultimo Mondiale per Club in cui giocano le stelle francese André-Pierre Gignac e Florian Thauvin, è teoricamente un club di proprietà statale: è infatti la squadra di calcio dell’Università Autonoma di Nuevo Leon, cioè di un istituto pubblico. Il caso del Tigres è però particolare, perché una parte consistente delle quote è in realtà in mano a un’azienda privata.

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Fonte Immagine: @Lebienpublic (Twitter)

Club e altri legami con gli Stati

Ci sono però altri modi attraverso cui uno Stato può sovvenzionare una società di calcio. In Ungheria e in Russia, la situazione è per certi versi simile a quella cinese: i club sono privati, ma chi li possiede dev’essere molto legato al partito di governo. In Ungheria avviene sistematicamente nei confronti del partito Fidesz: il proprietario del Ferencvaros, che ha disputato i gironi dell’ultima Champions League, è il parlamentare Gabor Kubatov.

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In Russia, spicca senza dubbio il caso dello Zenit San Pietroburgo, di proprietà dell’azienda energetica Gazprom (noto sponsor della Champions League), di fatto un’impresa privata ma parzialmente controllata dallo Stato. Il suo attuale presidente, Viktor Zubkov, è un politico di Russia Unita, il partito di Putin, e ha anche rivestito la carica di Primo Ministro.

Sono poi numerosi in casi, anche nei Paesi dell’Europa occidentale, di club di calcio che per varie ragioni ricevono o hanno ricevuto sovvenzioni statali. Javier Tebas, presidente della Liga, ha recentemente ribadito di essere contro i club di proprietà statale, ma non ha mai detto nulla contro gli aiuti dello Stato spagnolo ai club locali, tra cui anche alcuni ottenuti illegalmente (secondo una sentenza dello scorso marzo contro Osasuna, Athletic Bilbao e Real Madrid).

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C’è infine il tema delle sponsorizzazioni, perché mentre tutti tuonano contro i soldi di Stato a City e PSG, fanno molto scalpore i soldi che questi stessi stati versano in altri club: Fly Emirates, compagnia che condivide la stessa proprietà dei Citizens, sponsorizza Milan, Arsenal, Real Madrid, Benfica e Lione; Qatar Airways, di proprietà dei reali del Qatar (quelli del PSG, per capirci) finanziava la Roma, mentre Qatar Foundation faceva lo stesso col Barcellona. Inoltre, pur possedendo lo Zenit, Gazprom è sponsor storico dello Schalke 04.

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Fonte: Insidefoto

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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