Borussia Dortmund - Sancho
Fonte immagine: profilo Ig @JadonSancho

Si è perso il Borussia Dortmund. Il settimo posto in campionato e una incipiente crisi economica hanno fatto naufragare le speranze di inizio stagione. 

Senza allenatore dal 13 dicembre scorso, il Dortmund si è abbandonato ad una stagione che sembra essere diventata di passaggio.

Borussia Dortmund: una favola senza lieto fine

Solo quindici giorni fa sembrava la squadra più accreditata per contendere il titolo al Bayern Monaco: dopo la sconfitta dei bavaresi contro il Moenchengladbach, il Borussia Dortmund si affacciava al primato in classifica e coronava il passaggio di consegne tra Favre e Terzic con prestazioni finalmente convincenti. 

Le basi per costruire una favola tangibile c’erano tutte: talento in quantità, alternative di importanza internazionale, un allenatore in grado di portare il Nizza in Champions League e una squadra abituata da cinque anni a rivaleggiare con i dominatori bavaresi. 

Dopo le prime gare di gennaio però, tutto si è impantanato: due sconfitte consecutive contro Moenchengladbach – ora quinto in classifica a 31 punti – e contro il Leverkusen – terzo a 32 punti – insieme al brutto pareggio col Mainz, hanno frenato le ambizioni dei gialloneri.

Sette punti persi in tre gare che hanno allontanato il Borussia Dortmund dal secondo posto e lo hanno relegato al settimo, a quota 29 punti. I numeri sono poi impietosi: 18 partite, 9 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte, con 26 gol subiti. Uno score non in relazione con le ambizioni da titolo di inizio stagione. 

Ambizioni da abbandonare? 

Eppure ad inizio stagione la quantità di talento presente in rosa sembrava presagire una stagione da outsider su tutti i fronti.

Leggi anche:  Perché ci sono così tanti giovani francesi in Bundesliga

Alla fine del mercato estivo Jadon Sancho aveva scelto di rimanere al fianco di Erling Haaland, formando – nelle intenzioni – una coppia d’attacco di grande livello. Marco Reus sembrava finalmente libero dagli infortuni che lo hanno tormentato per tutta la carriera, mentre l’arrivo di Jude Bellingam a centrocampo e le conferme di Witsel, Emre Can, Julien Brandt e Thorgan Hazard avevano allungato le rotazioni offensive dando a Favre l’opportunità di scegliere come e con chi affrontare l’avversario di giornata. 

Per questo la sonora sconfitta contro la Lazio nella prima giornata di Champions League aveva stonato con le ambizioni giallonere: un 3-1 senza appello a cui il Borussia Dortmund ha poi risposto con cinque risultati utili consecutivi in Europa per un totale di 13 punti e 12 gol segnati nel girone. 

Nello stesso periodo, la sconfitta per 2-3 subita contro il Bayern Monaco a Gelsenkirchen aveva mostrato come la distanza tra le due squadre non fosse così ampia da non provare nemmeno a concorrere per il titolo finale. 

La stagione dunque iniziava sotto i migliori auspici, anche se il progetto sembrava traballare ogni giorno di più. Non è stata dunque una semplice questione di risultati – Favre è stato esonerato dopo la sconfitta contro lo Stoccarda per 1-5 quando il BVB aveva 19 punti in 11 gare – ma il sentore di un ciclo arrivato a un punto di non ritorno. 

L’arrivo di Terzic, sull’onda di quanto fatto dal Bayern lo scorso anno con Flick, avrebbe dovuto unire l’ambiente verso un obbiettivo, ma la consapevolezza dell’imminente rivoluzione estiva ha sgonfiato ciò che il Borussia Dortmund aveva di più caro: l’entusiasmo. 

Crisi economica e mercato 

Non è un mistero che dalle parti di Dortmund vogliano puntare su Marco Röse del Moenchengladbach a partire dalla prossima estate. Un cambio sostanziale in panchina che arriverebbe alla fine di quella che è necessariamente divenuta una stagione di transizione. 

Abbandonato il progetto Lucien Favre, che in due anni e mezzo aveva portato una Supercoppa e due secondi posti alle spalle del Bayern Monaco con 2,13 punti di media a partita, nelle dirigenza giallonera si è deciso di puntare tutto sulla stagione successiva. 

Inoltre, se il fatturato non è stato intaccato enormemente dalla crisi – da 471 a 465 milioni in due anni – è il rosso di 40 milioni di bilancio dopo cinque anni di attivo a rendere inquieta la dirigenza. 

Borussia Dortmund Sancho
Fonte immagine: profilo Ig @BorussiaDortmund

Si parla di una possibile partenza di Haaland, di quella probabile di Sancho, oltre ai vari interessamenti per Brandt, Reyna e Guerreiro: sicuramente non il massimo per continuare a coltivare quell’entusiasmo che avrebbe dovuto spingere il Borussia Dortmund verso traguardi importanti in questa stagione. 

Manca l’entusiasmo?

Non è però possibile parlare di fallimento stagionale. Il momento del Borussia Dortmund è oggi figlio di una flessione fisiologica dovuta alla mancanza di continuità in un progetto che stava naufragando già la scorsa stagione. 

Il Borussia si è semplicemente perso. Le sette sconfitte, se analizzate, riportano che l’inesperienza – del tecnico più che dei giocatori – e la consapevolezza che questa sarà una stagione a tempo hanno influito molto. 

Non ci stupiremmo se nelle gare con il Siviglia il Borussia si rivestisse nuovamente da outsider internazionale, ottenendo il pass ai quarti di finale della massima competizione europea. 

Inoltre è vero che è settima in campionato, ma a sei punti dal Lipsia secondo in classifica (29 il BVB, 35 il Lipsia) e a meno tre dal terzo posto occupato dal Bayer. 

La crisi è dunque evidente, soprattutto se messa a paragone con le ambizioni di inizio stagione, ambizioni di cui sono rimasti fatalmente vittime Lucien Favre e il suo progetto di calcio. 

Ma c’è ancora margine per tornare a coltivare l’entusiasmo proprio dei ragazzi del muro giallo, anche se mancano i tifosi. A cominciare dalla gara di sabato contro l’Augusta. 

Seguici sul nostro sito, resta aggiornato CLICCA QUI e contattaci sui nostri social: Instagram, Facebook, Twitter e Flipboard!

Leggi anche:  Bundesliga, i 5 migliori acquisti del calciomercato invernale 2020/2021