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Che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Serie AChe fine ha fatto Antonio Nocerino?

Antonio Nocerino è stato pochi anni al Milan, ma ha lasciato il segno, inaspettatamente grazie ai gol segnati nella stagione 2011/2012.

“Ho bisogno di confrontarmi, di prepararmi, di sbagliare: parto sempre dal basso per poi capire su cosa lavorare, dove voglio arrivare e che cosa devo fare per migliorarmi…

Non punto ad arrivare da qualche parte, ma a crescere: per questo sono partito dal basso, altrimenti avrei scelto una prima squadra per partire. Il mio percorso non andrà dietro ai risultati, lo deciderò io.”

Basterebbero queste parole, pronunciate nel corso di una delle ultime interviste da neo allenatore dei Miami FC per comprendere la fame e la voglia che ancora caratterizzano Antonio Nocerino dopo una carriera spesa sui campi di serie A e non solo.

Caratteristiche che lo hanno accompagnato fin dalla più tenera età in cui calcava i campetti in terra battuta del quartiere Pallonetto di Santa Lucia a Napoli, dove era nato e dove aveva iniziato a muovere i primi passi calcistici nella squadra allenata dal padre all’età di cinque anni. All’età di 13 anni entra nelle giovanili della Juventus, per poi passare in prestito a quelle dell’Avellino un anno dopo. Ed è proprio con l’Avellino in serie B che farà il suo esordio nel mondo dei professionisti l’11 Settembre del 2003, nel pareggio a reti inviolate con il Palermo.

Saranno 111 in totale le presenze nella serie cadetta diluite tra Genoa, Catanzaro e Crotone, senza dimenticare la partecipazione al Mondiale U20 del 2005. E così arriviamo al 12 Febbraio 2006, stadio Giuseppe Ferraris di Genova, Sampdoria contro Messina (poi terminata 4-2 in favore di blucerchiati), il tecnico degli isolani Bortolo Mutti regala l’esordio in massima serie al ragazzo mai sazio di conquiste e successi. Si regalerà anche la gioia del primo goal in serie A in quella stagione, contro l’Empoli, ma per uno strano scherzo del destino la partita sarà persa a tavolino 3-0 e quindi la rete gli sarà annullata.

Ma ciò non scalfirà la fame del giovane Nocerino, neanche il solo assaggio del massimo campionato, in quanto l’anno successivo la Juventus, ancora proprietaria del suo cartellino, lo gira in compartecipazione al Piacenza in serie B. Parlavamo di fame? Beh, con gli emiliani in una sola stagione colleziona 37 presenze e 6 goal, contribuendo all’ottimo quarto posto finale della formazione piacentina, il tutto condito dall’esordio e dalla titolarità nel Campionato Europeo di Categoria con la Nazionale Under-21.

Ciò gli vale il ritorno alla Juventus che ne acquista la totalità del cartellino e lo fa debuttare con la maglia bianconera alla prima giornata contro il Livorno nell’Agosto del 2007, a cui segue a stretto giro l’esordio con la maglia azzurra nel match amichevole vinto contro il Sudafrica. Era, quella bianconera, una squadra in totale rifondazione dopo l’annus horribilis del 2006 con lo scandalo Calciopoli e la conseguente retrocessione; ed a causa di ciò (e dell’arrivo di Sissoko), Nocerino non viene più impiegato con continuità ma concludendo comunque la sua esperienza alla Juve iniziata nelle giovanili, con 32 presenze in campionato e 4 in Coppa Italia.

Potrebbe sembrare un brusco stop la fine della sua esperienza a Torino ed il suo trasferimento al Palermo nell’ambito dell’operazione che portò Amauri in bianconero, ma invece fu proprio in Sicilia che la carriera di Nocerino finalmente premiò quella fame di cui parliamo fin dall’inizio. Dal suo esordio con la maglia rosanero nel 2008 e fino alla stagione 2011-2012, anno del suo trasferimento al Milan, Nocerino si imporrà come uno dei mediani più interessanti del nostro campionato (con annessa partecipazione ai Giochi Olimpici di Pechino come capitano della selezione U-21). Porta il Palermo prima in Europa League e poi soprattutto, all’indimenticabile, finale di Coppa Italia del 2011 a cui la formazione siciliana mancava da ben trentadue anni.

Nocerino, dal Milan a Miami

Che fine ha fatto Antonio Nocerino
Fonte: Image Photo Agency

Il destino ha però in serbo una sorpresa ancor più grande per lui, quando l’ultimo giorno di mercato nell’Agosto del 2011 cade nelle grinfie del maestro del last minute del calciomercato, Adriano Galliani che gli fa firmare un contratto quinquennale con il Milan, quasi a conferma delle doti del ragazzo di Napoli.

Difatti chiude la sua prima esperienza in rossonero con all’attivo 35 partite in Campionato, 10 in Champions League dove esordisce contro il Barcellona, e 3 in Coppa Italia, ma con ben 11 reti all’attivo ed eguagliando il record di goal stagionali realizzati in campionato da un mediano con la maglia del Milan, appartenuto a Romeo Benetti. Indimenticabile quell’anno per i tifosi milanisti l’asse Ibra-Nocerino, quasi simbiotico, «Merito di Ibrahimovic», sostiene tuttora qualcuno: «Sì, averlo accanto una gran fortuna — risponde lui — ma ho segnato anche senza».

In rossonero giocò altre due stagioni, ereditando le maglie di Gattuso e Ambrosini, segno che Nocerino ormai di strada ne ha fatta. In Nazionale Nocerino ritorna dopo tre anni dall’ultima volta, nel 2011, ma soprattutto disputa sotto la guida di Cesare Prandelli l’Europeo 2012 di Polonia-Ucraina.

Istantanea: quarti di Finale contro l’Inghilterra con la partita che si protrae sullo 0-0 fino ai calci di rigore decisivi. Squadra operaia quella di Prandelli, probabilmente inferiore all’Inghilterra, che però possiede è una certa “fame”, come quella di Nocerino che batte il terzo dei quattro rigori vincenti degli Azzurri, poi battuti in finale dalla Spagna.

La storia del ragazzo di Napoli non termina qui, anche se dal 2014 inizia per lui una serie di prestiti, prima al West Ham e poi, di ritorno in Italia, al Torino e al Parma. Nel 2016 risolve il suo contratto con i rossoneri e vola all’Orlando City, dove incontra il suo ex compagno Kakà. Ma the last dance è giusto che sia nella sua terra natia, così nel 2018 firma per il Benevento, da cui rescinderà il contratto decidendo, nel 2020, di appendere al chiodo quegli scarpini che tanto appetito hanno sfamato. 

Mai parlare di sazietà per lui, perché, neanche il tempo di abituarsi alla nuova realtà di ex-calciatore che inizia la sua nuova vita da allenatore. Prima ad Orlando come responsabile del settore giovanile, e poi a Potenza come allenatore della Primavera. E dopo il conseguimento del patentino Uefa Pro come allenatore, il cerchio si chiude con la nomina a responsabile tecnico del Miami Fc.

Ma, siamo poi così sicuri che sia davvero la fine? Perché in fondo, come dice quel detto: l’appetito vien mangiando

Leggi anche: Napoli, Osimhen ai saluti: c’è già l’accordo

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