Brahim Diaz si è preso il Real Madrid: il gesto che lo accomuna ai grandi

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Brahim Diaz
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Brahim Diaz es un fracaso al Bernabéu, per la gioia di Ancelotti e di tutto il Madridismo. Il gol contro l’Atletico segna il punto di non ritorno del legame tra la tifoseria Blanca e l’ex numero dieci del Milan, il tutto certificato da scroscianti applausi al minuto settantuno.

I dubbi c’erano tutti quando, l’estate scorsa, il Real Madrid si riappropriò delle prestazioni di Brahim Diaz, numero dieci del Milan dopo tre anni di prestiti. Benzema era appena andato via, il grande colpo ormai compiuto con l’arrivo di Bellingham e la pochezza del reparto offensivo madridista obbligava Ancelotti all’acquisto del trentatreenne Joselu dall’Espanyol per sopperire alla mancanza di un vero numero nove. La permanenza di Brahim Diaz dunque, sembrava una scelta obbligata nell’attesa che Kylian Mbappé si decidesse finalmente a forzare la mano e approdare al Bernabéu; nulla di più di un momento di transizione, un passaggio a vuoto necessario prima di ricominciare a vincere. Dopo un’estate di preparazione e diversi video sui social del Real in cui Brahim pareva un tutt’uno con la squadra, i primi due mesi di stagione sembravano confermare i dubbi che un po’ tutti – sponda Milan soprattutto – avevano riguardo il talento del giovane spagnolo. Delle prime dodici gare in Liga, in solamente una Brahim viene scelto da Ancelotti come titolare, per un totale di 110 minuti in poco meno di due mesi di stagione. Il gol contro il Las Palmas del 27 settembre però non era una semplice rete da campionato spagnolo, ma l’anticipazione del fracaso che Brahim avrebbe fatto di lì a poco. 

Mentre il Real veniva trascinato dai numeri impressionanti di Jude Bellingham, i dubbi su Brahim venivano sciolti da Ancelotti nel mese di novembre. Titolare contro il Braga e contro il Napoli in Champions League grazie all’infortunio di Vinicius, Brahim Diaz segna contro i portoghesi e sforna un assist contro il Napoli, ripagando la fiducia di Ancelotti e dando via al fracaso che si concluderà con gli applausi del Bernabéu domenica 4 febbraio. Il mese di dicembre di Brahim è puro madridismo: due gol e un assist nelle quattro gare da titolare in Liga, prestazioni di altissimo livello che gli valgono il titolo di “Jugador 5 estrellas de Diciembre” dietro votazione del pubblico del Madrid che in lui ha trovato l’ennesima stella inaspettata di questo nuovo gruppo di campioni. Con tutti i dubbi ormai completamente dissolti nell’atmosfera di Riyad, il 2024 di Brahim inizia con un titolo, vinto anche grazie alle sue prestazioni. Il gol allo scadere nel derby di Super Coppa spagnola chiude i giochi e lancia il Real in finale dove la netta vittoria contro il Barcellona consegna nelle mani del numero ventuno il primo titolo dal suo ritorno in Spagna. Una coppa che apre le danze ad un gennaio di fuoco: tre gare in Liga in cui offre il suo contributo con prestazioni di primo livello, chiuso con un derby – quello contro il Getafe – che fa solo da introduzione al nuovo confronto con gli uomini di Simeone.

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Brahim Diaz un fracaso al Bernabéu: i numeri

Brahim Diaz contro Juan Jesus e Lobotka durante Napoli-Real Madrid (Image Photo Agency)

Domenica 4 febbraio, a dieci giorni da San Valentino, il Bernabéu tributa una dichiarazione d’amore al suo maghetto cresciuto tra Manchester e Milano. La gara è ovviamente tesa ma una palla messa al centro da Lucas Vazquez e ribattuta da Savic permette a Brahim di presentarsi a tu per tu contro Oblak e sbloccare la gara fino a quel momento ferma sullo 0-0.  Come se il gol non fosse sufficiente, appena prima di uscire con il risultato sull’1-0, Brahim salta di netto Hermoso con un tunnel dalla destra e calcia a giro verso la porta avversaria. Il tiro non curva quanto basta e la palla si spegne sul fondo, ma la giocata è di quelle da incorniciare e quando Ancelotti pochi secondi dopo lo cambia, il Bernabéu scroscia di applausi che sciolgono definitivamente i dubbi che c’erano sulla sua permanenza a Madrid. Una standing ovation dedicata solo ai grandi che hanno vestito la maglia dei Blancos.

Sette gol e tre assist in ventisei partite, circa lo stesso bottino raccolto nelle quarantacinque partite giocate lo scorso anno con il Milan (gli assist erano sette), questa volta raggiunto in metà stagione. Capace di rendersi utile grazie alla duttilità tattica appresa nel corso degli anni di apprendistato, il trequartista spagnolo è capace di giocare come interno di centrocampo, ala o seconda punta senza problemi di sorta all’interno di un sistema che funziona e che integra ogni elemento a disposizione del tecnico. Con metà stagione da giocare e il Real Madrid ancora in corsa per vincere ogni titolo disponibile, Brahim Diaz ha già raggiunto lo score fatto registrare lo scorso anno ed è stato capace di fugare tutti i dubbi che ne accompagnavano la permanenza. Ancelotti se lo gode e ringrazia chi a Milano l’ha lasciato scappare.