Borussia Dortmund, altro che fenomeni: i numeri della crisi

Nei playoff di Europa League di ieri sera pessima figura per il Borussia Dortmund, legnato in casa 4-2 dai Glasgow Rangers. Già l’eliminazione bruciante in Champions per mano dello Sporting Lisbona aveva fatto sensazione, ma qui la picchiata è ancora più evidente. 

Mancava Haaland, d’accordo, col suo enorme bagaglio di gol. Quello che impressiona, però, è vedere come alla prima difficoltà questa squadra, molto giovane, vada in tilt. Era già successo in Bundesliga, 2-5 in casa contro il Leverkusen, e meno male che almeno la corsa per entrare nella prossima Champions sembra in discesa per i gialloneri.

Borussia Dortmund, il difetto sta nel pregio?

Non c’è dubbio che la squadra di Marco Rose sia uno dei laboratori calcistici più interessanti d’Europa, con una filosofia ben precisa. Fare man bassa di alcuni dei migliori giovani disponibili sul mercato e metterli assieme.

Nel corso degli anni se ne sono visti diversi, di questi ragazzini, presi veramente in fasce e resi giocatori da Champions, quantomeno capaci di reggere ad altissimi livelli. A costo di portare semi-sconosciuti, come quel Jude Bellingham che oggi è titolare, d’accordo, ma ha pur sempre 19 anni da compiere a giugno.

Il modello-Borussia Dortmund, insomma. Non importa la carta d’identità, ma quanto tu possa essere futuribile. E oltre a Bellingham come dimenticare Reyna, classe 2002, o Moukoko, promosso in prima squadra a 16 anni?

Top dei top naturalmente è Haaland, che però mai come in questa stagione è stato bersagliato dagli infortuni, visto che ha saltato già 13 partite e in sua assenza il Borussia Dortmund ha vinto 7 volte e perso 6. Due di questi ko particolarmente sanguinosi, in Champions, sono costati l’eliminazione ai gironi per mano di Ajax e Sporting Lisbona, non proprio due corazzate.

Coperta di Linus

Quando hai un fenomeno così in rosa diventa anche difficile parlare di gioco, tattiche e strategie. Palla ad Haaland, il cavallone al galoppo spazza via le difese e segna, in media un gol a partita. Cominciare da 1-0 è sempre un bel vantaggio, vista la porosità della retroguardia giallonera: 56 reti subite in 33 partite.

Del resto il Borussia Dortmund è una squadra che non ha vie di mezzo. O giovanissimi da lanciare o vecchi arnesi tipo Hummels, Witsel e Guerreiro, gente che tra chilometraggio immenso e una lunga storia di infortuni non sembra più servibile ad alto livello.

Forse anche per questo motivo i gialloneri hanno già preso per la prossima stagione a parametro zero, pagandolo uno sproposito (9 milioni d’ingaggio) Niklas Sule del Bayern Monaco. Un difensore di 27 anni, quindi né troppo giovane né troppo anziano, con un buonissimo curriculum internazionale, già potenzialmente leader.

Che sia questo il nuovo corso del Borussia Dortmund? Mentre ieri sera dopo l’inopinato 2-4 interno coi Glasgow Rangers si riuniva un “gabinetto di crisi” per decidere il futuro del tecnico Marco Rose, lo stesso allenatore degli scozzesi, Giovanni Van Bronckhorst, sembrava non credere ai propri occhi.

C’è ancora il ritorno da giocare al ritorno, e magari con Haaland in campo ad Ibrox Park, quindi tutto è da decidere. Certo, quanti stimoli avrà il norvegese sapendo benissimo che a giugno avrà un’altra maglia? E come lui tanti di questi giovani accatastati dal Borussia Dortmund, che non ha la potenza economica di altri club e rischia di non essere più nemmeno appetibile, come una sorta di Erasmus vincente del pallone.

Quest’anno tutti gli obiettivi sono già stati mancati, rimane la qualificazione alla prossima Champions, fattibile con 12 lunghezze di vantaggio dalla quinta, l’Hoffenheim: i 6 punti di distanza dal Bayern Monaco non sono un’enormità, ma cosa ci si può aspettare da una squadra che crolla sempre sul più bello? Il Borussia Dortmund ha già perso sia coi bavaresi che col Bayer e il Lipsia in campionato ed è squadra di estremi: un solo pareggio in stagione, a Bochum, comprendendo tutte le competizioni. 

C’è tutto in questa statistica. In attesa della prossima, ennesima, rivoluzione.

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