Arnautovic: dopo gli insulti razzisti, le scuse non bastano per evitare la squalifica

Marko Arnautovic, ex-interista, è stato squalificato per un turno degli Europei a causa degli insulti rivolti a un avversario durante la partita con la Macedonia del Nord

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Alla fine è arrivata la squalifica per Marko Arnautovic, l’ex-attaccante austriaco dell’Inter attualmente sotto contratto con i cinesi dello Shanghai SIPG. Durante la sfida di domanica contro la Macedonia del Nord, il giocatore aveva segnato il gol del definitivo 3-1, per poi esultare in maniera molto polemica.

In diretta non era stato facile capire con chi e per quale motivo ce l’avesse, ma nelle ore successive si è iniziato a parlare di insulti a sfondo razziale rivolti a un avversario, il macedone Ezgjan Alioski, difensore del Leeds United.

I motivi della squalifica di Arnautovic

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Probabilmente tra i due giocatori ci dovevano essere tensioni precedenti alla rete della punta austriaca, esplose poi durente l’esultanza per il gol. Arnautovic avrebbe quindi rivolto pesanti insulti alla madre di Alioski, conditi da offese razziste contro gli albanesi. Alioski, infatti, pur essendo di nazionalità macedone fa parte della minoranza albanese del Paese ex-jugoslavo, che secondo alcune stime ammonterebbe almeno a 500.000 unità, vale a dire un quarto dell’intera popolazione macedone.

La parola utilizzata da Arnautovic sarebbe “Sipatarsku“, un termine utilizzato nei Balcani di lingua slava per denigrare gli albanesi. Pur essendo nato vicino Vienna, infatti, l’attaccante è di chiara origine slava per parte di padre, che proviene dall’attuale Serbia. Ad aggravare la situazione, Arnautovic avrebbe corredato gli insulti con un gesto tipico dell’estrema destra.

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I compagni di squadra, come David Alaba, sono subito intervenuti per cercare di placare Arnautovic, impedendogli di dire altro, e alla fine della partita il giocatore si è riappacificato con Alioski. Al punto che, a fine ha partita, ha diffuso sui social un messaggio di scuse, ammettendo di aver sbagliato e prendendo le distanze dal razzismo.

“Sono cresciuto con persone provenienti dai Paesi e dalle culture più diverse e sostengo la diversità in modo molto chiaro” ha scritto Arnautovic, spiegando l’importanza dell’integrazione nel mondo di oggi e invitando i tifosi a sostenere un progetto in tal senso, al quale lui stesso ha fatto un’offerta.

Un turno di squalifica: niente Olanda

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La squalifica da parte della UEFA, alla fine, è arrivata lo stesso, nonostante le scuse. La presa di distanza pubblica dal razzismo e l’ammissione delle proprie colpe potrebbe aver influito sulla sentenza: infatti, nel caso in cui il giudice sportivo avesse riconosciuto il contenuto razziale dei suoi commenti, Arnautovic avrebbe potuto essere escluso dall’intera competizione.

Invece, salterà solo una partita: quella di domani sera ad Amsterdam contro l’Olanda, con cui l’Austria si trova in testa a pari punti nel Gruppo C.

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