Conte boccia il mercato di gennaio di Paratici

L’allenatore del Tottenham non giudica proprio positivamente il mercato di gennaio del club, che era già stato contestato per altri motivi.

Non è piaciuto, ad Antonio Conte, il mercato fatto dal suo Tottenham a gennaio. “Potremmo esserci indeboliti” ha detto, criticamente implicitamente l’operato del direttore sportivo Fabio Paratici, con cui aveva già lavorato alla Juventus.

Le frecciatine alla dirigenza sono da sempre una costante dell’allenatore ex-Inter, ma le critiche a Paratici non sono una novità: il manager italiano era già stato discusso per le sue più recenti scelte alla guida della Juventus, e già alcuni tifosi del Tottenham avevano contestato le operazioni invernali del club.

Conte contro Paratici: “Ci siamo indeboliti”

I dati parlano abbastanza chiaro: gli Spurs hanno hanno perso le ultime due partite in stagione, ma se mettiamo da parte la vittoria sul Brighton in FA Cup, la squadra londinese è a digiuno di punti in campionato dalla vittoria del 19 gennaio in casa del Leicester. Dal suo arrivo a inizio novembre, Antonio Conte ha vinto appena 10 partite su 20, subendo pure alcune sconfitte clamorose (1-2 col Mura, 0-3 in casa col Rennes, 2-3 in casa col Southampton), ed è riuscito pure a venire eliminato dalla Conference League.

Risultati che lasciano intendere che la rosa già non fosse di altissimo livello, ma che secondo il tecnico italiano si sarebbe ora addirittura indebolita. “Abbiamo perso quattro giocatori importanti per il Tottenham – ha detto – e ne abbiamo presi solo due“.

Le cessioni contestate da Conte sono quelle di Tanguy Ndombelé, ceduto in prestito oneroso al Lione; Dele Alli, regalato all’Everton; Giovani Lo Celso, prestato al Villarreal, prossimo rivale della Juventus negli ottavi di Champions; e Bryan Gil, parcheggiato al Valencia da qui alla fine della stagione. Unici innesti, i due bianconeri Rodrigo Bentancur e Dejan Kulusevski.

Quindi, anche nelle parole dell’allenatore sembrerebbe esserci Fabio Paratici al centro delle polemiche, dopo che il direttore sportivo del Tottenham aveva già sollevato le perplessità dei tifosi inglesi per le sue operazioni di mercato, da Gollini, Romero e Gil questa estate, alla scelta di Nuno Espirito Santo in panchina, fino poi proprio a Kulusevski e Bentancur a gennaio.

Ha ragione Conte a lamentarsi?

Ciò detto, le critiche di Antonio Conte sembrano più che altro delle scuse per i deludenti risultati del suo Tottenham: soprattutto a livello europeo, la squadra londinese ha fatto delle magre figure, ingiustificabili anche con l’attuale livello della rosa.

Inoltre, dei quattro giocatori ceduti a gennaio dagli Spurs – che l’allenatore ha definito “importanti” – nessuno era centrale nel suo progetto. Ndombelé è sceso in campo solo in 7 occasioni da quando Conte è in panchina, giocando appena 288 minuti; 8 partite e 182 minuti per Gil; 7 con 215 minuti per Lo Celso; e addirittura 6 per 281 minuti per Alli.

Insomma, è difficile dire che oggi il Tottenham, in corsa su due soli fronti (campionato e FA Cup), si sia seriamente indebolito dalla cessione di questi giocatori.

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