Torino-Genoa, storia di un gemellaggio (quasi) interrotto

Torino-Genoa è anche la partita che mette di fronte due tifoserie gemellate da quasi 50 anni. Ma di recente qualcosa è cambiato

Il 15 ottobre 1967 Gigi Meroni, la Farfalla Granata, morì a causa di un brutto incidente stradale, investito una domenica pomeriggio nel centro di Torino da un’auto che poi, in seguito, si scoprirà guidata da Attilio Romero, futuro presidente del club nell’era Cimminelli.

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Meroni era conosciuto come tipo eccentrico, particolare ma soprattutto talentuoso, soprattutto col pallone tra i piedi. Prima di approdare al Torino sbocciò nel Genoa, rappresentando inconsciamente un filo d’unione quasi indissolubile tra due società che hanno fatto la storia del calcio italiano.

 

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Gemellaggio Torino-Genoa: quando e perché è nato

Agli inizi degli anni Settanta il gemellaggio Torino-Genoa è ancora in fase embrionale, ma le due realtà cominciano a strizzarsi l’occhio con continuità. Alla base di questa simpatia c’è appunto l’amore incondizionato delle rispettive tifoserie per Gigi Meroni.

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Il ricordo del campione scomparso qualche anno prima, ma capace di farsi amare in maniera trasversale, ha avvicinato due pietre angolari del calcio italiano, soprattutto di inizio secolo. Da una parte infatti c’è il Genoa, il club più vecchio dello Stivale; dall’altra il Torino, con la romantica narrativa di Superga ancora viva e il riconoscimento a status di squadra del popolo.

Ci sono quindi tante affinità tra queste due piazze, a cominciare dalla passione delle rispettive tifoserie, entrambe tra le prime in Italia a riempire i settori ospiti quando granata e rossoblu erano impegnate in trasferta. A loro appartengono anche le fondazioni dei primi gruppi ultras ufficiali: gli UG 1969 e l’Ottavio Barbieri.

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Negli anni l’amicizia è stata rinsaldata a più riprese: i tifosi del Torino spesso presenziavano ai match del Genoa, soprattutto quando il Grifone affrontava Juventus e Sampdoria, mentre viceversa le delegazioni di genoani nel capoluogo piemontese si facevano sentire in occasione dei derby della Mole, trovando spazio nel cuore della storica curva Maratona.

Gemellaggio Torino-Genoa: il punto di rottura

Il 14 maggio 2009 Torino-Genoa mette in palio punti pesantissimi per entrambe. Da una parte ci sono i granata che devono salvarsi – spoiler: alla fine non ce la faranno -, mentre dall’altra i rossoblu guidati da Diego Milito stanno tallonando in classifica la Fiorentina e la zona Champions League.

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La partita sarà una vera e propria rissa, dall’inizio alla fine, e finirà 2-3: Milito apre i conti poco dopo la mezz’ora, poi Franceschini pareggia ma il carneade Olivera riporta il Genoa avanti. In avvio di ripresa Rolando Bianchi la impatta sul 2-2, ma col passare dei minuti i nervi hanno la meglio e non si gioca più.

Fino al minuto 89, quando un pallone quasi innocuo spiove in mezzo all’area di rigore e Milito, anticipando due difensori avversari, ci si avventa come un rapace, battendo imparabilmente Sereni. La festa dei giocatori del Genoa è smodata, l’esultanza del settore ospiti forse un po’ troppo esagerata visto come la banda Gasperini aveva passeggiato senza pietà sui resti granata. Gemellaggio a chi?

Gemellaggio Torino-Genoa: scorie e giorni nostri

Le scorie di quella partita ci misero un po’ a essere assorbite. I social network, una novità per quei tempi, vennero presi d’assalto dai tifosi delle rispettive squadre che si contestavano a vicenda, facendo valere ognuno le proprie ragioni.

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Il Genoa avrebbe dovuto avere un po’ più di rispetto? E se sì, che significa veramente? Gasperini chiese di giocarsela alla morte, vista la sua militanza nella Juventus? Queste sono solo alcune cose che si dissero e scrissero ai tempi.

La realtà, semplicemente, è un’altra: in epoca recente il gemellaggio Torino-Genoa si è intiepidito sempre di più, anche se le colonne portanti delle due tifoserie ogni anno rinnovano l’amicizia in concomitanza con la partita, scambiandosi cori e striscioni.

Ma, la sensazione, è che quel 2009 – quando in campo c’era anche Ivan Juric –  abbia segnato un’amicizia ultradecennale, che ha inclinato in maniera irreversibile un rapporto tra i più profondi, sinceri e importanti nel panorama del tifo italiano.

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