tifosi allo stadio
Fonte immagine: @capuanogio (Twitter)

In Italia riprende banco il tema legato al ritorno dei tifosi allo stadio: previsto a giorni un tavolo tra Comitato Tecnico Scientifico e leghe

Quando rivedremo i tifosi allo stadio? Questa è una domanda che, nell’ultimo anno ormai, si è ripetuta a profusione, un argomento affrontato da diverse personalità di spicco dello sport e della politica italiana ma, contestualmente, un dubbio di fatto mai risolto. Qualche novità potrebbe però essere ufficializzata nei prossimi giorni.

Come riportato in un interessante approfondimento de La Gazzetta dello Sport, sarebbe finalmente arrivato il momento di un confronto tra il Comitato Tecnico Scientifico e i dirigenti italiani di calcio e basket. Paolo Dal Pino, Umberto Gandini, Gianni Petrucci e Gabriele Gravina avanzeranno la loro prima proposta per far tornare, almeno parzialmente, i tifosi allo stadio.

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Tifosi allo stadio: cosa chiedono le leghe

Il piano d’azione prevede la richiesta di una riapertura mirata, contenuta nei numeri ma che possa dare un segnale importante per il prossimo futuro. Un percorso, insomma, che indirizzerebbe il rientro dei tifosi allo stadio tramite la cosiddetta “quota mille”, ovvero un migliaio di persone presenti sugli spalti, ben distanziate e dotate di tutte le misure di sicurezza previste dal dpcm corrente.

Con la crescita del piano vaccinale, poi, il numero potrebbe cominciare a crescere: l’idea è quella di cominciare a inizio primavera, quando le temperature si alzeranno sensibilmente, per poi continuare su questa strada sperando che anche i numeri dei contagi possano aiutare. Un segnale, quindi, di distensione che arriverà direttamente dal mondo dello sport, totalmente bistrattato in quest’ultimo anno, in particolar modo da un ministro che ha candidamente ammesso di non aver esperienza nel settore.

Obiettivo 30% per Euro 2020

Poi c’è Euro 2020, che si giocherà quest’estate ed è stato organizzato come manifestazione itinerante. Roma sarà una delle città che ospiterà il torneo, ma soprattutto lo Stadio Olimpico sarà teatro delle tre tre sfide della fase a gruppi giocati dagli Azzurri di Roberto Mancini. L’obiettivo è quello di riempire al massimo l’impianto, sempre in base alle esigenze legate alla sicurezza.

La Uefa ha fissato un’asticella massima da non scavalcare per quanto riguarda la presenza degli spettatori, che corrisponde al 50% della capienza dei vari stadi scelti per ospitare le gare. Ma l’obiettivo della FIGC è molto più terra terra: nella riunione di mercoledì è stato esplicitato, alla presenza del Comitato Tecnico Scientifico, che l’obiettivo più veritiero sarà arrivare a un onesto 30%. Che, per come stanno le cose oggi, non sarebbe affatto male.

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Fonte Immagine: @footballitalia.ir (Instagram)

Verifiche di rito

Ovviamente tutte queste decisioni si baseranno anche sui numeri, su quei dati che ormai quotidianamente vengono forniti e che servono a inquadrare al meglio la situazione epidemiologica italiana. Tutto quindi dipenderà da come andranno le prossime settimane: con l’Italia in zona gialla e le susseguenti aperture, è possibile che i contagi risalgano.

Sarà quindi fondamentale, in generale, una maggiore responsabilità da parte dei cittadini, ma il fatto che si anche solo ipotizzato il ritorno dei tifosi allo stadio sembra un’apertura importante. Fino a qualche tempo fa, Spadafora docet, l’argomento era quasi un tabù. Un vero controsenso per uno sport che contribuisce in maniera attiva all’economia del paese.

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