ronald araujo
Fonte immagine: @BarcaUniversal (Twitter)

Ronald Araujo è il volto nuovo di un Barcellona che sta operando un profondo restyling della difesa: ecco cosa c’è da sapere su di lui

Dal 13 dicembre in poi il Barcellona ha perso una sola partita. In realtà, l’avrebbe pareggiata, ma trattandosi della finale di Supercoppa, i blaugrana sono poi caduti durante i tempi supplementari. Fatto sta che, da un mese e mezzo a questa parte, pare proprio che i blaugrana abbiano ritrovato un minimo di solidità.

Tra le novità introdotte da Ronald Koeman c’è sicuramente l’impiego di Ronald Araujo, difensore centrale uruguayano nonché uno tra i migliori talenti usciti negli ultimi anni da La Masia (anche se, contrariamente ad altri colleghi, lui a Barcellona è arrivato già avanti con l’età). Araujo ha giocato le ultime quattro partite, mettendo insieme numeri molto interessanti.

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Fonte immagine: @LM_1292 (Twitter)

Ronald Araujo, il futuro del Barcellona

Nonostante non possa ancora essere considerato un titolare fisso, infatti, Ronald Araujo è comunque una risorsa molto importante per il Barcellona. Koeman si fida ciecamente e lo ha già investito del ruolo di prima alternativa alla coppia composta da Piqué e Lenglet. Lui, di contro, sfodera prestazioni importanti una dopo l’altra, evidenziando un’ottima condizione e un’attitudine davvero importante.

La concentrazione in campo, poi, è massima: negli ultimi 10 match disputati, il centrale uruguayano non ha mai subito un dribbling, mentre nella gara di Copa del Rey vinto contro il Cornellà, Ronald Araujo ha vinto ben 18 duelli individuali su 20. Cifre importanti, che ne proiettano il profilo dritto sotto la lente di ingrandimento soprattutto in previsione futura, quando il Barcellona – che in rosa ha anche l’interessante Mingueza e vuole riportare in Catalogna Eric Garcia – dovrà per forza rifarsi il trucco in difesa.

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Affidabilità e gerarchia

Per quanto concerne solo la Liga, Ronald Araujo ha esordito nel massimo torneo spagnolo nel 2019, trovando però continuità solo nel post lockdown. Quest’anno, in campionato ha giocato 9 partite, 8 delle quali partendo da titolare, approfittando dei problemi fisici che stanno affliggendo i suoi colleghi di reparto. In mezzo, ci ha messo anche un gol, segnato durante il 2-2 casalingo contro il Valencia.

Quando Koeman lo manda in campo, lo utilizza principalmente come centrale di destra, ma l’uruguayano ha dimostrato di sapersi adattare anche a tre, in un contesto tattico molto fluido – più per esigenza, che per altro – come quello del Barcellona: “Il ragazzo ha tanta fame di arrivare” ha detto di lui l’allenatore olandese, commentando l’ennesima buona prestazione. E, almeno sulla carta, le prospettive sembrerebbero essere molto buone.

Chi è Ronald Araujo

Ronald Araujo un contratto in scadenza nel 2023 ma il Barcellona studia una proposta di rinnovo da estendere al 2026. D’altronde il talento è cristallino e, l’idea di blindarlo, pare essere prioritaria nella strategia del club. Classe 1999, nato a Rivera e cresciuto nel Boston River, l’uruguayano è arrivato in Spagna nel 2018. L’incontro con Garcia Pimienta, allenatore della filial, lo ha aiutato a scalare le tappe.

Con Valverde ha invece assaggiato la prima squadra, poi Quique Setién lo ha lanciato definitivamente. E dire che, anni fa, sarebbe potuto finire al Real Madrid, come confermato dal suo ex allenatore Sergio Cabrera: “Prima di arrivare a Barcellona i merengues lo seguivano da vicino – ha dichiarato a Diario AS il pare di Leandro, difensore dell’Espanyol – mi chiamarono e io pensai volessero mio figlio, invece mi chiesero di lui, che con me giocava in attacco”.

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Già, infatti Ronald Araujo nasce e cresce come punta centrale, ma a Barcellona è stato retrocesso fino alla zona centrale della difesa: “Per questo motivo – ha spiegato Cabrera – ha questa tecnica, una buona conduzione, è abile di testa e ama spingersi avanti”. Il resto è storia recente e parla di una crescita esponenziale con ampi margini davanti. Se a Barcellona o meno, questo lo vedremo.

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