caso Petrachi
Fonte Immagine: @laromadaily (Instagram)

Il caso Petrachi è arrivato a una condanna nei confronti della Roma per il licenziamento dell’ex-ds, ma la questione in tribunale non è ancora finita

Accolto il ricorso di Gianluca Petrachi, l’ex-direttore sportivo della Roma, licenziato per giusta causa nel luglio 2020. Il tribunale di Roma, invece, ha ritenuto che la giusta causa non sussistesse, dando ragione all’ex-dirigente e ai suoi avvocati.

La Roma è quindi condannata a pagare tutte le retribuzioni spettanti a Petrachi fino alla fine del contratto (cioè, fino al 2022) più 100mila euro di risarcimento per danno d’immagine e, ovviamente, le spese legali. La società attenderà ora di leggere la sentenza, prima di presentare il proprio ricorso. Ma esattamente, qual è la storia del caso Petrachi?

Chi è Gianluca Petrachi

Ex-centrocampista, Petrachi ha avuto una discreta carriera da giocatore tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Duemila, vestendo le maglie di diversi club italiani, tra cui soprattutto Fidelis Andria, Venezia, Cremonese, Ancona e Perugia, più una breve parentesi al Nottingham Forest.

Appesi gli scarpini al chiodo, nel 2003 è divenuto team manager dell’Ancona, in un momento molto complicato: in estate il club ottenne la promozione in Serie A, ma un anno dopo retrocesse e dichiarò fallimento. Successivamente, Petrachi è stato dirigente del Pisa, vivendo la promozione in B e il quasi raggiungimento della Serie A; poi, a fine 2009, l’approdo al Torino, che sotto la sua gestione arriverà anche a disputare l’Europa League.

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Gli ottimi risultati ottenuti hanno portato Petrachi, dieci anni dopo, a firmare un importante contratto con la Roma, prendendo il posto del discusso ds spagnolo Monchi. Da Petrachi, divenuto celebre per l’abilità nello scegliere i giocatori giusti a prezzo ridotto (sono sue scoperte D’Ambrosio e Bruno Peres, ma a lui si deve anche il rilancio di Immobile e l’affermazione di Darmian e Belotti), ci si aspettava ovviamente grandi cose, ma la sua esperienza nella Capitale è stata breve e deludente.

Caso Petrachi: tutto ciò che è successo prima

Il rapporto tra la Roma e Petrachi si rivelò difficoltoso praticamente da subito: il 5 giugno 2019, il Corriere dello Sport pescò il dirigente all’aeroporto di Fiumicino con l’ad giallorosso Fienga, che stava trattando l’arrivo alla Roma di Paulo Fonseca, solo che all’epoca Petrachi era ancora sotto contratto col Torino. L’episodio innescò una serie di problemi con Urbano Cairo, presidente del Torino, che si protrassero a lungo.

Le speculazioni sulla professionalità del dirigente sono state l’antipasto del caso Petrachi: il sospetto era che avesse iniziato a operare da direttore sportivo della Roma mentre ancora lavorava per il Torino, cosa involontariamente confermata dallo stesso Petrachi a settembre 2019, quando ammise in conferenza stampa di aver trattato con l’Inter per Dzeko fin da maggio. La FIGC aprì un’indagine, e Petrachi cercò di giustificarsi dicendo di aver detto maggio invece di luglio.

A ottobre, ci furono poi le dichiarazioni rilasciate alla RAI in cui sosteneva che il calcio “non è uno sport per signorine“, cosa che generò polemica e anche un forte imbarazzo nella Roma, società da tempo attiva proprio sul fronte del calcio femminile. Il direttore sportivo giallorosso dovette così scusarsi pubblicamente.

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I mesi successivi procedettero su questa falsariga, con scontri con Fonseca (dopo la sconfitta col Sassuolo, Petrachi irruppe nello spogliatoio per dare una sfuriata alla squadra senza il consenso dell’allenatore), con i giornalisti, con la proprietà Friedkin non ancora insediata (Petrachi disse di aver spiegato alla rosa di restare concentrati, “Non pensate che arriva Paperon de’ Paperoni e compra chissà quali giocatori”), e infine con la squadra stessa, accusata velatamente dal ds di essersi allenata poco durante il lockdown.

Caso Petrachi: il licenziamento

Tutto ciò ha condotto allo scoppio del caso Petrachi vero e proprio, culminato con la rimozione del dirigente dal ruolo di direttore sportivo (passato a Morgan De Sanctis) nel giugno 2020, a cui fece seguito il licenziamento. Una decisione che i media descrissero come inaspettata (“Provando a definire con una sola parola il sentimento che si respira ai vertici della Roma in questi giorni, verrebbe fuori questa: stupore” scrisse la Gazzetta dello Sport), nonostante quanto successo nell’anno precedente.

Il casus belli era stato un messaggio inviato da Petrachi al presidente Pallotta, che veniva definito un “piccolo uomo” per non aver citato il dirigente nel giorno dell’anniversario della firma di Fonseca. Petrachi si è rifiutato di scusarsi, ritenendo fosse Pallotta a dover chiedere perdono per il suo comportamento, e il rapporto tra i due è divenuto irrecuperabile.

 

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Ma appunto il caso Petrachi va ben oltre questo scontro con Pallotta, ed è la risultante di frizioni accumulate da entrambe le parti nel corso di un anno: la Roma, intesa come proprietà e squadra, non ha mai approvato certe uscite mediatiche del ds, che hanno alimentato tensioni e danneggiato l’immagine del club; lui, per contro, ha ritenuto di non aver mai goduto della piena fiducia dell’ambiente.

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Per tutti questi motivi, la Roma ha ritenuto di potersi avvalere della giusta causa come giustificazione dell’interruzione prematura del contratto, cosa a cui logicamente Petrachi ha risposto con una causa legale. Il caso Petrachi, comunque, è ancora lontano dal dirsi concluso.

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