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Come cambia l’Italia con Raspadori al posto di Immobile

Raspadori è stato l’autentico mattatore della vittoria azzurra contro la Lituania. Un gol e un assist, associati ad una rete annullata ne hanno certificato l’importanza per la nazionale di Mancini.

Giacomo Raspadori is on fire avremmo gridato dagli spalti di Wembley se la prestazione di ieri fosse arrivata nella finale londinese. Certo, parliamo di avversari di caratura differente, ma la partita giocata dall’azzurro ha un’importanza capitale nell’economia della nazionale in vista di Qatar 2022.

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La crisi di Immobile

Partiamo da un assunto fondamentale: Ciro Immobile e Andrea Belotti hanno dimostrato di non reggere la pressione della nazionale in maniera adeguata, rispondendo spesso assenti in termini di reti segnate.

Ciro Immobile, tra l’altro l’attaccante titolare in virtù di quanto fatto vedere nelle ultime annate in biancoceleste, è davanti solamente a Gianluca Vialli per minuti impiegati a raggiungere una rete in azzurro tra gli attaccanti con più di 3000 minuti giocati in nazionale, con 15 gol in 54 presenze.

Numeri che di certo non rispecchiano l’ottima produzione offensiva della squadra allenata da Mancini: nei tre anni e mezzo intercorsi dalla sua nomina, i giocatori mandati in gol sono stati 35 (secondo come statistica solo a Pozzo con 55) per un totale di 98 reti segnate (gradino più basso del podio dietro a Bearzot 115 e Pozzo 233). 

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Per questo le due gare di esordio da campioni d’Europa sarebbero dovute andare in maniera diversa: ci si aspettavano due vittorie in grande stile per sigillare la qualificazione al prossimo Mondiale, mentre invece sono arrivati due sterili e preoccupanti pareggi, almeno fino a ieri sera. 

Raspadori: un folletto per Mancini

Si, perché nella gara di ieri sera Giacomo Raspadori – con la numero nove sulle spalle – ha svolto il ruolo di autentico mattatore del match segnando un gol, causando un’autorete, mettendo a referto un assist e vedendosi annullare la doppietta. 

Alla prima da titolare con la maglia azzurra, nella presenza numero cinque della sua carriera in nazionale, Raspadori ha messo in mostra tutto il talento e le qualità che lo differenziano in maniera decisiva dai compagni di reparto in crisi di identità. 

Bisogna quindi aprire un capitolo tattico: Ciro Immobile risulta decisivo e letale quando il gioco si sviluppa solo in profondità. Così, in nazionale, soffre lo stesso problema identificato con Borussia Dortmund e Siviglia: quando la squadra gioca in pochi metri, lui svanisce diventando intangibile – o quasi. 

Raspadori
Fonte immagine: profilo Ig @Sassuolo

Il problema non è dunque di Immobile, ma della qualità del gioco azzurro che con Mancini si è vertiginosamente alzata e che trova in Raspadori il perfetto compromesso tra una punta d’area di rigore e un rifinitore adatto a servire i compagni spalle alla porta.

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Dall’invenzione del falso nueve ad opera di Guardiola siamo quindi abituati a vedere centravanti dalla stazza non esattamente ciclopica, aspettandoci però di vedere un diverso approccio a quel ruolo. Con Raspadori è esattamente il contrario: al minuto 39’ di Italia – Lituania vediamo come il calciatore del Sassuolo protegga la palla spalle alla porta caricando il peso su entrambe le gambe e utilizzando la schiena e le spalle come appoggio contro il difensore avversario. 

Il risultato è un tiro di sinistro a giro che sfiora la porta avversaria, replicando in bello stile la giocata eseguita in apertura di gara causa dell’autogol lituano. 

Raspadori: qualità è la parola d’ordine 

A stare davvero attenti alla partita di Raspadori, troviamo poi un’altra caratteristica che ne sottolinea le qualità tecniche. L’attaccante svezzato da De Zerbi – e ora titolare con Dionisi in Emilia – gioca di suola. 

Proprio come molti suoi compagni del Sassuolo – come Boga e Djuricic principalmente – Raspadori utilizza la suola per controllare la palla, disorientare il difensore e smarcarsi per arrivare al tiro o al passaggio decisivo. 

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Dopo aver quindi giocato pochi minuti contro Repubblica Ceca e Galles quest’estate, Raspadori si è ritagliato il giusto spazio (forse misero?) contro Bulgaria e Svizzera per prepararsi al meglio alla prima da titolare. 

Un esordio dal primo minuto come meglio non si poteva e che, al netto dell’avversario con cui si è misurato, lascia intravedere cosa potrà accadere da qui a Qatar 2022. 

La prossima tappa ha data 12 novembre, contro la Svizzera, e siamo pronti a scommettere che Raspadori si farà trovare pronto. 

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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