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Pochettino non ha ancora trovato il suo PSG

Il PSG è da un mese nelle mani di Mauricio Pochettino e, dopo la finale di Champions dello scorso anno, tutti si aspettano un’altra grande annata dei parigini. Ma c’è ancora molto lavoro da fare

I risultati non dicono esattamente tutto quello che ci sarebbe da sapere: con 16 punti conquistati su 21 disponibili e un titolo già messo in bacheca, dopo un mese il PSG di Pochettino sta però ancora cercando di trovare la sua dimensione di gioco, senza perdere terreno dal Lille, primo in classifica con tre punti di vantaggio.

L’allenatore argentino si sta confrontando soprattutto con una rosa con frequenti assenze, che lo hanno per esempio costretto a far giocare in più di un’occasione delle seconde linee come Bakker e Dagba. È però importante trovare quanto prima una quadra, in vista dell’ottavo di finale di Champions League contro il Barcellona.

I moduli di Pochettino

Il 4-2-3-1 che lo ha reso celebre in Premier League non si è praticamente mai visto a Parigi, a causa di una mediana che non sempre mette a disposizione di Pochettino i giocatori che vorrebbe in quel ruolo. I suoi prediletti, finora, sono stati due palleggiatori come Verrati e Paredes, ma l’italiano – elemento imprescindibile nelle strategie del tecnico – ha dovuto saltare alcune partite per infortunio, ed è tutt’ora indisponibile.

In sua assenza, Pochettino ha ripiegato su un più accorto 4-4-2, dovendo però affiancare a Paredes un incontrista (Pereira o Gueye) e aggiungendo due falsi esterni (Neymar e Di Maria) per farli giocare da registi aggiunti, come tramite tra centrocampo e attacco.

I risultati non sono stati molto soddisfacenti (come dimostra la sconfitta col Lorient), e dopo l’effimero ritorno di Verratti l’allenatore lo ha subito messo titolare dal primo minuto, nella recente vittoria del Velodrome sul Marsiglia. Nel frattempo, però, avendo dovuto rinunciare a Neymar dal primo minuto a causa di un problema di salute, il PSG ha fatto ritorno al 4-3-3, modulo che era stato utilizzato nelle primissime uscite in Ligue 1 a gennaio.

Adam White ed Eric Devin, autore del Guardian, hanno inoltre sottolineato come il problema dei parigini finora è anche stato l’incapacità di imporre il proprio controllo sulla partita, limitandosi a invenzioni estemporanee dei singoli. La difficoltà nel gestire nel transizioni negative, in particolare, farebbe del PSG “la più vulnerabile del terzetto in lotta per il titolo della Ligue 1”.

I punti fermi del PSG

Verratti è chiaramente uno dei giocatori su cui Pochettino ha scelto di puntare maggioremente, in coppia con Paredes a centrocampo. Pereira è stato pesantemente sotto utilizzato, e nelle gerarchie del PSG è stato sopravanzato da Gueye, che lo scorso mese sembrava addirittura destinato a lasciare Parigi.

Abbastanza certa anche la difesa, una linea a quattro con Florenzi, Marquinhos, Kimpembé e Kurzawa (in attesa magari che ritorni Bernat, che a metà marzo potrebbe tornare dalla rottura del legamento rimediata lo scorso settembre), davanti alla porta difesa da Navas, attualmente fermo per un problema agli adduttori ma di cui si prevede il recupero in pochissimi giorni.

I dubbi principali di Pochettino riguardano l’attacco. È abbastanza ovvio che, se le condizioni fisiche le consentiranno, l’ideale sarebbe schierare sulla trequarti sia Neymar che Mbappé che Di Maria, giocatore sempre preziosissimo per la sua duttilità e la sua capacità di leggere il gioco. Ma l’argentino ha subito un infortunio alla coscia contro il Marsiglia, ed è in dubbio per la sfida col Barcellona: al suo posto, Pochettino potrebbe inserire Sarabia, oppure optare di nuovo per il 4-3-3, aggiungendo un mediano.

Il ruolo di punta centrale presenta il dubbio principale, come lo è stato fin dall’inizio della stagione con Tuchel. Kean sembra essere il giocatore perfetto per questo PSG, per la sua abilità di muoversi negli spazi, e dall’inizio della stagione ha già segnato 11 reti. Ma rinunciare a Icardi, con tutto quello che la società ha speso per lui, è difficile: ogni qualvolta lo ha avuto a disposizione, Pochettino lo ha fatto giocare, spesso anche schierandolo titolare, ed è stato ripagato con 4 gol in 7 partite.

Gli esclusi

Allo stesso modo, questo primo mese di gestione al PSG ha dato messaggi abbastanza chiari su quali sono i giocatori su cui Pochettino non pare intenzionato a puntare e che la prossima estate potrebbero essere ceduti. Il già citato Danilo Pereira, in prestito dal Porto, ha visto il campo in appena quattro occasioni, ma solo una volta partendo da titolare, e le altre limitandosi a meno di mezzora di gioco.

Anche Ander Herrera finora si è visto poco, ma su di lui pesa l’infortunio rimediato il 16 gennaio contro l’Angers, da cui è ripreso di recente. Chi invece proprio non ha convinto Pochettino è Julian Draxler, appena 10 minuti con l’argentino (nel comodo finale di partita col Nimes, sconfitto 3-0) e con un contratto in scadenza a giugno. Il destino del tedesco sembra allontanarsi sempre più dal PSG.

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Fonte Immagine: @draxlerofficial (Instagram)

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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