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Testa fredda, cuore caldo. Costretto da un serio infortunio a guardare i propri compagni cimentarsi in un campionato difficile e pieno di insidie come quello cadetto, capitan Alessandro Mastalli assapora finalmente la possibilità di rientrare in campo. I mesi difficili appaiono alle spalle. Un crociato che salta sul più bello non è mai una buona notizia, figurarsi per un ragazzo ancora giovane con tutta una carriera davanti. La differenza tra lui e i suoi coetanei in fondo è tutta qui. Mantenere i nervi saldi, focalizzarsi sull’obiettivo, perseverare. 

All’alba dei suoi primi ventiquattro anni, il percorso calcistico di Alessandro Mastalli è pronto a riprendere da dove si era bruscamente interrotto. In un giorno d’estate come gli altri, preludio al primo campionato di serie B. Candidamente sognato, fortemente voluto, meritatamente conquistato con la fascia di capitano al braccio. Alla faccia della carta d’identità.

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Alessandro Mastalli, il giovane capitano

A guidare le Vespe di Castellammare di Stabia non c’è solo Fabio Caserta (ex centrocampista di buon livello, tra i profili emergenti del nostro panorama) dalla panchina, ma anche il ragazzo che molti riconoscono come il suo alter ego in campo. Figlio d’arte – suo padre Ennio è stato un calciatore di serie A negli anni Ottanta – Alessandro Mastalli è arrivato in Campania nel 2016, reduce dall’esperienza più complicata della sua vita sportiva. Riconosciuto da tutti come un maestro con e per i giovani, Zdenek Zeman ha rappresentato per lui un enigma indecifrabile e la cosa siamo quasi certi sia stata del tutto del tutto reciproca.

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Eppure l’ex capitano della Primavera del Milan (un particolare, quello della leadership innata che ritorna e ritornerà spesso) sembrava essere la mezzala perfetta per il tipo di calcio del tecnico boemo che non soltanto non lo vide mai, ma addirittura lo spedì a giocare con l’under 21 del club svizzero. Un colpo duro alle ambizioni di Mastalli, un’umiliazione dalla quale ricavare solo ed esclusivamente aspetti positivi. Il rancore del resto non fa parte del suo carattere. Per ricominciare, tra lo stupore di tutti, la scelta della Juve Stabia gli era apparsa come la migliore in quel determinato momento.

Tagliato il cordone ombelicale che ancora lo legava al club rossonero, si lascia trasportare dal calore di una piazza vogliosa di tornare nel calcio che conta dopo aver perso la B un paio di stagioni prima. Il resto è storia nota. L’amore a prima vista con i colori gialloblù si traduce in 110 presenze complessive, gran parte delle quali disputate con i gradi di capitano nonostante la presenza in rosa di giocatori molto più esperti di lui.

Dalla prima volta (Bisceglie-Juve Stabia, 3 ottobre 2017), all’ultima (Sicula Leonzio-Juve Stabia, 14 aprile 2019), Mastalli è stato il capitano più giovane dell’intera Serie C, unico nella storia della società campana a provenire dal Nord. Una storia da libro cuore, la classica eccezione che conferma la regola, se non fosse che proprio dal profondo Sud il classe ’96 ha fortemente voluto ricominciare, memore probabilmente della felice esperienza paterna con la maglia del Catania.

Il ragazzo si farà 

Coraggio e follia, istinto e lucidità. Sin dai tempi del settore giovanile del Milan, Alessandro Mastalli è sempre stato considerato uno di quei profili destinati a fare strada. Nato per giocare a calcio, ha saputo sfruttare i consigli e gli insegnamenti di papà  Ennio, fissando alcune regole fondamentali volte al raggiungimento dell’obiettivo finale. Pensare a piccoli passi scrutando sempre la linea dell’orizzonte è stato il suo punto di forza, in grado di condurlo fino al punto di attendere il momento dell’esordio in Serie B con lo stesso coinvolgimento emotivo di una finale di Champions League.

Questo è oggi Alessandro Mastalli, un ragazzo come tanti altri con un sogno da coltivare, arricchitosi quasi senza rendersene conto di valori umani profondi trasmessi dal calore di una tifoseria innamorata della propria città. Con sole quattro lunghezze di vantaggio sulla zona play out, la Juve Stabia dovrà ancora sudare per guadagnarsi la salvezza, conscia nel frattempo di poter contare sul ritrovato apporto di uno dei suoi leader. Quello che non t’aspetteresti mai.

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“Tu corri…” ph @antonio_gargiulo_ph

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