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Pescara-Juventus 5-1 nell’ultima manita subita in serie A c’era Allegri

CuriositàPescara-Juventus 5-1 nell'ultima manita subita in serie A c'era Allegri

Allegri è sotto accusa per la pesante sconfitta subita dalla Juventus a Napoli per 5-1. L’ultima batosta simile dei bianconeri fu 30 anni fa, e c’era sempre lui di mezzo.

Chiaramente non è stato il primo 5-1 subito dalla Juventus nella sua storia, ma di certo non sono storie e statistiche che i tifosi vorrebbero andare a indagare. Con la sconfitta di Napoli di ieri sera che ancora brucia, sta attirando molto interesse il curioso precedente relativo a una simile sconfitta bianconera, avvenuta quasi 30 anni fa esatti. E, strano ma vero, anche in quel caso c’entrava qualcosa Massimiliano Allegri, attuale tecnico della Juve tornato sulla graticolo dopo il risultato del Maradona.

Pescara Juventus 5-1: lo zampino di Allegri, trent’anni fa

Un tuffo nel passato, fino a domenica 30 maggio 1993, penultima giornata di campionato. Il Milan di Capello ha già vinto lo scudetto, mentre la Juventus di Trapattoni si trova in una situazione poco felice. Due settimane prima ha perso in casa del Parma di Nevio Scala, che l’ha scavalcata in classifica di 1 punto salendo al terzo posto. La distanza è rimasta invariata nella giornata seguente, con un doppio pareggio per 1-1. Ora i bianconeri possono tornare terzi: il Parma ospita l’Inter seconda in classifica, mentre la Juve va a Pescara in visita all’ultima in classifica già retrocessa.

È una squadra, questo Pescara, che oggi tanti conoscono di fama. Giovanni Galeone, istrionico tecnico di provincia fautore del gioco d’attacco, lo ha ricondotto in Serie A l’anno prima, dopo esserci già riuscito nel 1987, ma è stato esonerato a fine marzo. Ora in panchina siede il suo vice, Vincenzo Zucchini, ma gli abbruzzesi sono ormai condannati al ritorno in Serie B. In sé non è una brutta squadra, ma a molte lacune: in attacco gioca ad esempio Frederic Massara (oggi dirigente del Milan) e a centrocampo vanta addirittura Dunga, capitano del Brasile che un anno dopo conquisterà il suo quarto titolo mondiale.

La stella, però, è una mezzala di 25 anni originaria di Livorno, pupillo assoluto di Galeone: Massimiliano Allegri, detto Acciuga. È un giocatore tecnicamente molto dotato, con grande propensione al gol, ma anche molto discontinuo. Per Galeone è un “leader in campo e nello spogliatoio, capitano e uomo ovunque”. Allegri è un giocatore tanto talentuoso quanto bizzoso, tanto che, più che per le prestazioni in campo, in Italia è noto per aver mollato la fidanzata sull’altare letteralmente poche ore prima delle nozze, nel 1992.

Gossip a parte, la partita allo stadio Adriatico è assolutamente scontata. La Juve del Trap si presenta in campo con gente come Peruzzi, Carrera, Marocchi, Kohler, Di Canio, Antonio Conte, Ravanelli e Roberto Baggio. Proprio Penna Bianca porta i bianconeri avanti dopo 2 minuti, lasciando prevedere una goleada. Invece, mezz’ora dopo un fallo in area manda dal dischetto proprio Allegri, che pareggia. La Juventus cerca di rimettere al suo posto il Pescara, ma all’inizio del secondo tempo Borgonova marca l’incredibile vantaggio abruzzese, e la Juve crolla. Poco minuti dopo arriva l’autorete di Carrera, e nel finale prima Martorella e poi Palladini fissano il risultato su un clamoroso 5-1.

Punteggio incredibile per i bianconeri, nonostante nel corso della stagione la loro difesa era sembrata tutt’altro che impenetrabile (chiuderanno con 47 gol subiti, nona miglior difesa della Serie A). Dal canto suo, che il Pescara sapesse segnare era noto: a fronte di 75 reti prese in tutto il campionato, la formazione biancazzurra chiuse l’annata come ottavo miglior attacco. Certo è che la Juventus non aveva mai subito più di 3 gol a partita in tutta la stagione. Nel frattempo, allo stadio Tardini di Parma Melli e Cuoghi regolavano l’Inter per 2-0, e la formazione emiliana si assicurava il terzo posto finale.

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