Perché Ronaldo va all’Al Nassr: i motivi dietro il clamoroso trasferimento

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Cristiano Ronaldo lascia il calcio europeo per trasferirsi in Arabia Saudita a giocare con l’Al Nassr. Oltre ai soldi, quali sono i motivi dietro la decisione?

Sembra ormai fatta per il trasferimento di Cristiano Ronaldo all’Al Nassr, dopo la recente rescissione con il Manchester United. L’attaccante portoghese di 37 anni abbandona così il calcio europeo per trasferirsi in un campionato meno competitivo, dopo che è divenuto chiaro un po’ a tutti che le sue richieste economiche non combaciavano più con il suo rendimento in campo.

La scelta di andare a giocare in Arabia Saudita si spiega siaper motivazioni anagrafiche che economiche, e parallelamente anche di prestigio. Il suo nuovo contratto con l’Al Nassr gli dovrebbe permettere di guadagnare circa 200 milioni di euro da qui al 2025. Una cifra che lo renderà il calciatore più pagato al mondo, scavalcando Messi, Neymar e anche Mbappé. Ma ovviamente dietro questo clamoroso trasferimento c’è molto di più.

Ronaldo Al Nassr, gli scenari politici dietro il trasferimento

Per comprendere le motivazioni profonde del passaggio di Ronaldo all’Al Nassr va considerato lo scenario geopolitico del Golfo Persico, che si riflette da tempo nel calcio locale e, ormai semprepiù globale. L’Arabia Saudita è la potenza egemone della regione, nonché il paese più ricco della Penisola Arabica, ma è in rapporti difficili con il Qatar, come è risaputo (almeno dall’embargo imposto dai sauditi a Doha tra il 2017 e il 2021).

Questa rivalità si riflette molto bene nel calcio, come si diceva. La decisione del fondo sovrano saudita PIF di acquistare il Newcastle è stata dettata dal bisogno di andare a rivaleggiare nel calcio europeo con il Qatar, che invece controlla il PSG. I parigini sono la squadra più ricca al mondo, nonché quella che ha attualmente in rosa i già citati Neymar, Messi e Mbappé.

Considerando che Haaland è appena arrivato al Manchester City (proprietà degli Emirati Arabi Uniti, alleati dei sauditi), l’unico altro grandissimo del calcio globale è Cristiano Ronaldo. Per ragioni anagrafiche, però, il portoghese oggi faticherebbe ad avere un ruolo di primo piano nel Newcastle, per cui si è scelto di portarlo a giocare direttamente nel campionato saudita.

Secondo molti, il suo ruolo sarà quello di ambasciatore del calcio dell’Arabia Saudita, che sta sfidando in questi ultimi anni il Qatar sul piano sportivo. Doha ha infatti ottenuto l’organizzazione dei Mondiali del 2022 e della Coppa d’Asia 2023, e Riad vuole immediatamente tenere botta. Proprio oggi è arrivata la notizia che molto probabilmente ai sauditi sarà assegnata la Coppa d’Asia del 2027, mentre è da tempo nota la forte candidatura ai Mondiali del 2030.

L’acquisto di Ronaldo da parte dell’Al Nassr, uno dei club simbolo dell’Arabia Saudita, è solo un altro passo di Riad lungo la strada dell’ingresso nel calcio globale, in cui cercherà di sottrarre il predominio ai rivali qatarioti.