HomeCalcio EsteroLa mossa del Fenerbahçe: far pagare lo stipendio di Ozil ai tifosi

La mossa del Fenerbahçe: far pagare lo stipendio di Ozil ai tifosi

Mesut Ozil al Fenerbahçe è il colpo del calciomercato europeo, ma l’ingaggio del tedesco rappresenta un ostacolo non da poco per il club di Istanbul. Che ha così deciso di chiedere aiuto ai propri tifosi.

In un calciomercato abbastanza monotono e a costo quasi zero, il grande colpo lo ha messo a segno il Fenerbahçe, prelevando dall’Arsenal il 32enne trequartista tedesco Mesut Ozil, uno dei migliori giocatori al mondo ma che nell’ultimo periodo stava affrontando diverse difficoltà con l’allenatore Arteta.

Anche se si è trattato di un’operazione a titolo gratuito, e sebbene Ozil si sia ridotto lo stipendio, il Fenerbahçe dovrà fare un considerevole sacrificio per riuscire a pagare il giocatore. Così, il club ha escogitato una soluzione: chiedere aiuto ai propri tifosi.

L’aiuto dei tifosi per pagare Ozil

Il centrocampisa tedesco di origine turca, da sempre tifoso del Canarini Gialli di Istanbul, ha accettato di ridursi l’ingaggio da 18 a 13 milioni di sterline, cifra che però resta assolutamente fuori dal budget del Fenerbahçe. Il presidente Ali Koç ha quindi chiesto ai tifosi di fare delle donazioni al club per sostenere la spesa: inviando un SMS da 2 sterline, nel giorno in cui verrà firmato il contratto del giocatore, il club potrà raccogliere denaro sufficiente per pagarlo. Koç è arrivato a parlare di 1 milione di messaggi, che quindi consentirebbero di pagare Ozil fino alla fine della stagione, escludendo i bonus.

Si tratta di una campagna di raccolta fondi in piena regola: gli SMS potranno essere inviati al numero 1907 (l’anno di fondazione del Fenerbahçe), inserendo nel testo “Mesutol Campaign”. Ma non è l’unico supporto che il club si aspetta grazie all’arrivo del giocatore, visto che la notizia del trasferimento ha avuto una tale eco che probabilmente il merchandising ufficiale legato a Ozil andrà a ruba.

Da giorni i profili social del Fenerbahçe non fanno che postare contenuti sul colpo di calciomercato, che vengono puntualmente travolti da like, commenti e condivisioni, al punto che i tifosi, non potendo accogliere il giocatore all’aeroporto, si sono messi a seguire in massa il suo volo online. Ozil, in fondo, è il calciatore di origine turca più noto al mondo ed è anche amico personale del presidente Erdogan.

I problemi del Feberbahçe

In Turchia, Ozil dovrebbe guadagnare 76mila euro a settimana, cioè 4 milioni all’anno fino al 2024, più vari bonus, tra cui uno da un ulteriore milione che potrebbe scattare in caso di vittoria del campionato. Eventualità non così remota, visto che la squadra è terza a cinque punti dalla vetta, ma con una partita da recuperare.

Le donazioni dei tifosi diventano quindi una risorsa molto importante per il club, visti anche gli enormi debiti della società, arrivati a 334 milioni di euro. Una situazione già grave in passato, e ovviamente aggravatasi nell’ultimo anno, che si riflette perfettamente sul resto della campagna acquisti del Fenerbahçe, fatta principalmente di parametri zero e giocatori a basso costo (il difensore Marcel Tisserand, preso per 4 milioni dal Wolfsburg, è il trasferimento più oneroso finora), oltre che di cessioni importanti (Muriqi alla Lazio per 18,5 milioni).

ozil
Fonte Immagine: @fenerbahce (Instagram)

Nei piani di Koç, imprenditore di grande successo eletto alla presidenza nel giugno 2018 per sistemare i conti societari, l’arrivo di Ozil potrebbe un sacrificio necessario attorno a cui pianificare la ristrutturazione finanziaria del club.

In generale, però, è tutto il calcio turco ad essere economicamente in sofferenza. Fino a non molto tempo fa particolarmente ricco e florido, negli ultimi tempi i suoi club principali hanno imboccato una crisi che va in controtendenza con la continua crescita delle ambizioni internazionali di Erdogan e con l’affermarsi del Basaksehir come nuova forza della Turkish Super Lig. Ozil, a questo punto, vuole essere un segnale per l’intero movimento nazionale, che si spera possa fare da inizio del rilancio e non, piuttosto, da suo canto del cigno.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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