Mourinho e l’anello della Conference: è sempre colpa degli altri

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L'anello di Mourinho e tutte le volte che ha dato la colpa agli altri
Fonte: Image Photo Agency

Mourinho ha resituito l’anello che la squadra gli aveva regalato nel 2022, accusando i giocatori per l’esonero. Nuova polemica alla Roma.

Ha sempre la capacità di far discutere, José Mourinho, anche in una situazione come questa, in cui è disoccupato. Il suo ultimo atto da allenatore della Roma, subito dopo aver avuto notizia dell’esonero da parte dei Friedkin, è stato incredibilmente quello di restituire i giocatori l’anello che gli avevano regalato dopo la conquista della Conference League del 2022. Lo Special One, come rivela Il Messaggero, ha lasciato il dono nell’armadietto del capitano Lorenzo Pellegrini, accusando i giocatori giallorossi di averlo tradito, appoggiando il suo esonero e l’ingaggio di Daniele De Rossi come nuovo allenatore. Dal canto suo, la squadra avrebbe provato a spiegarsi con il suo ex tecnico, dicendogli che nessuno dei suoi componenti era stato informato della volontà della proprietà di licenziarlo. Ma ovviamente è servito a poco, e ormai le strade di Mourinho e della Roma si sono separate. Per ora, in verità, senza troppo danno per la squadra giallorossa, che dall’arrivo in panchina del nuovo allenatore ha ottenuto 9 punti su 9, battendo Verona, Salernitana e Cagliari, con 8 gol fatti e 2 subiti. Di certo non squadre irresistibili, dato che parliamo di tre delle ultime quattro della classifica, ma nel girone d’andata, col portoghese in panchina, contro di essere erano stati fatti appena 4 punti: 2-2 in casa contro la Salernitana, sconfitta per 2-1 a Verona e vittoria a Cagliari per 4-1.

La storia dell’anello di Mourinho è l’ennesimo capitolo nella vicenda del discusso addio del tecnico al club a cui era approdato nell’estate del 2021 con grandi ambizioni di rilancio della sua carriera. Dopo due stagioni e mezza di alti e bassi, ma anche con due finali europee, il portoghese aveva lasciato per l’ultima volta Trigoria visibilmente affranto dall’esonero, e non senza polemiche da parte dei tifosi verso la proprietà americana. Ma a margine di ciò, quest’ultimo episodio rivelato dai media rappresenta anche l’ennesima dimostrazione di un trend comunicativo piuttosto discutibile, da parte dell’allenatore, che lo ha spesso visto scaricare su altri le responsabilità delle cattive prestazioni della Roma.

Tutte le volte che Mourinho ha dato la colpa agli altri

L'anello di Mourinho e tutte le volte che ha dato la colpa agli altri
Lo striscione dei tifosi gaillorossi per Mourinho, contro il Verona. (Image Photo Agency)

Non è sfuggito a molti commentatori che, soprattutto negli ultimi mesi, la strategia dell’allenatore in termini di comunicazione abbia iniziato a diventare farragginosa. Il caso forse più eloquente lo si è visto dopo l’1-1 contro il Servette in Europa League, quando lo Special One è andato ai microfoni televisivi ad accusare i suoi stessi giocatori di avere un atteggiamento troppo “superficiale”. Il portoghese aveva detto che, a questo punto, queste persone non avrebbero più dovuto chiedergli di giocare di più, precisando che non poteva permettersi di mandarli via, a causa del bilancio della Roma. Parole che, secondo alcuni, hanno contribuito a peggiorare il morale all’interno dello spogliatoio.

Ma gli attacchi alla sua squadra, anche se non espliciti, sono stati parte della sua esperienza da allenatore in giallorosso. Già dopo la sconfitta di novembre contro lo Slavia Praga Mourinho aveva bocciato i suoi giocatori su tutta la linea, salvando unicamente Bove. A quel tempo aveva detto però che, più che parlare dei giocatori, preferiva parlare coi giocatori. Un metodo che però ha tradito spesso, come abbiamo visto. A gennaio, prima di essere esonerato, in conferenza stampa aveva ribadito che alla Roma “c’è qualcuno che deve dare di più”, dicendo di sentirsi “tradito da qualche situazione individuale che influisce sulla squadra”. La restituzione dell’anello e l’accusa ai suoi ormai ex giocatori sono quindi la degna conclusione di un rapporto che, in questi anni, si è fatto via via sempre più conflittule con la sua squadra.