Come cambia l’Inter con Mkhitaryan

Henrikh Mkhitaryan è da considerarsi ormai un giocatore dell’Inter dopo aver rifiutato l’ultima offerta della Roma. L’armeno ha accettato, invece, la corte dei nerazzurri che si assicurano un bel colpo a parametro zero. 

Mkhitaryan, che ha 33 anni, era alla Roma dal 2019 e con i giallorossi ha disputato un totale di 117 partite segnando 29 gol, vincendo la Conference League poche settimane fa. Un acquisto di esperienza per Simone Inzaghi.

Mkhitaryan, come gioca

L’armeno è uno dei fantasisti più completi del campionato: ambidestro, rapido e dalla grande tecnica, può giocare anche in diversi ruoli e in più schemi. Alla Roma era diventato pressoché indispensabile.

Con Mourinho l’abbiamo visto mezzapunta assieme a Zaniolo dietro Abraham, ma anche esterno sinistro in un 4-2-3-1, prima che il tecnico portoghese passasse più stabilmente a una difesa a tre, e addirittura più arretrato assieme a Zaniolo, di nuovo, e a Pellegrini.

Mkhitaryan però può fare benissimo la seconda punta o comunque l’unico trequartista in appoggio a un attaccante centrale. Insomma, come detto, è un giocatore completissimo.

Purtroppo per lui negli ultimi anni si è un po’ arrugginita la mira sottoporta, tanto che in questa stagione in campionato è sceso a 5 gol rispetto ai 13 di quello precedente.

Per Inzaghi è un gran colpo dal punto di vista della qualità, alla ricerca di un giocatore capace di associarsi con uno o due attaccanti contemporaneamente. L’esempio da prendere in fondo è proprio la Roma di questa seconda metà di stagione, con la difesa a tre.

Mkhitaryan, quanto prenderà

L’armeno, stando alle voci, prenderà circa 4.5 milioni all’anno per due stagioni (pare con possibilità di uscita dopo la prima in caso di mancato raggiungimento di alcuni obiettivi) e soprattutto porterà con sé un bagaglio internazionale non indifferente.

In tutte le competizioni europee, infatti, Mhitaryan ha totalizzato 125 presenze e 24 gol, vincendo nel 2017 l’Europa League con la maglia del Manchester United (di nuovo con Mourinho in panchina), segnando nella finale contro l’Ajax.

Ora, dopo quattro anni, ritroverà la Champions League: un palcoscenico dove ha sempre dimostrato di saper stare.